L’arte della truffa: recensione del film con Theo James ed Emily Ratajkowski

L’arte della truffa: recensione del film con Theo James ed Emily Ratajkowski

L’arte di rubare, l’arte della truffa, è materia tutt’altro che assente nel cinema. È una materia che il cinema lo rinvigorisce, lo alimenta. La truffa e la rapina sono i soggetti che più si prestano per una narrazione filmica perché sono pura suspence, espedienti perfetti che continuano ad affascinare spettatori di tutto il mondo e che sanno come attirare l’attenzione. Nonostante negli ultimi anni si siano susseguiti numerosi esempi di rapine e truffe al cinema, a partire da Ocean’s Eleven a Le iene, rimangono un esempio di eccitazione, rigore, concitazione, che attraversano non solo le epoche ma anche i generi, dal noir al thriller, dalla commedia al dramma. 

Uno di questi è proprio L’arte della truffa (Lying and Stealing), film del 2019 diretto da Matt Aselton, con protagonisti Theo James e Emily Ratajkowski. Il protagonista è Ivan, un giovane ladro specializzato in opere d’arte. Ivan, a differenza di molti ladri, è più legato all’arte che all’arte della truffa: la sua unica necessità è saldare i debiti di gioco del padre. Ivan, infatti, ruba per conto di un boss del crimine, Dimitri Maropakis (Fred Melamed), che gli commissiona il furto dell’autoritratto di Adolf Hitler a un grande collezionista di cimeli di guerra nazisti. Durante uno dei suoi colpi Ivan conosce Elyse, un’attrice piena di debiti, con cui tenterà un ultimo e audace colpo. 

L’arte della truffa: il film con Theo James e Emily Ratajkowski

L'arte della truffa

L’arte della truffa non sa come rinnovare un genere che ha tra i suoi componenti prodotti di successo che hanno saputo a loro modo cambiare e dettare l’immaginario cinematografico, come le due pellicole già citate poc’anzi, oppure come Prova a prendermi, Il genio della truffa o American Hustle; nonostante i presupposti anche piuttosto interessanti, e le stesse vicende a cui assistiamo all’inizio, che ci conducono nella vita di un ladro d’arte – ed esperto d’arte – il cui desiderio è rivalersi dalla fosca eredità paterna, il lavoro di Matt Aselton non apre nuovi orizzonti tra le narrazioni del suo genere, consolidandosi all’interno di convenzioni e tropi narrativi. 

L’arte della truffa non gestisce in maniera coerente i suoi personaggi e le rispettive sottotrame: come il rapporto travagliato di Ivan con suo fratello, che sta lottando con problemi di dipendenza, o le interazioni tra Ivan e l’agente dell’FBI (Isiah Whitlock Jr.) che è sulle sue tracce, come anche il rapporto con Elyse che incarna l’archetipo della femme fatale, il cui ruolo non nutre la storia né da essa è resa rilevante. Tutte le relazioni che stringe Ivan non sono sufficientemente approfondite, vengono a malapena affrontate e messe sullo schermo con una certa superficialità; la narrazione in questo senso è piena di voragini che lasciano inabissare la trama, soprattutto nella seconda parte. 

Un heist movie a tinte noir che disillude le aspettative

L'arte della truffa

Con dei presupposti del genere è molto difficile empatizzare con il protagonista, tanto meno con i personaggi secondari, e diventa ancora più arduo seguire e farsi trascinare dalla tensione che dovrebbe caratterizzare la storia. L’arte della truffa è un’opera piena di potenziale inespresso e di personaggi che avrebbero dovuto essere molto più padroni e consapevoli delle rispettive relazioni, e non schiavi di una narrazione sottile che fa dubitare dell’effettiva rilevanza che la loro presenza assume. In più L’arte della truffa diventa sempre più dispersivo e confuso mentre passa dal primo al secondo atto, muovendosi dall’heist movie a tinte noir, in cui poter confidare, a una commedia senza sapore e senza alcuna direzione. 

L’arte della truffa è disponibile on demand e in home video, in un’edizione Blu-Ray distribuita da Blue Swan Entertainment.
 
 
Valutazione
5/10

Verdetto

Matt Aselton cerca di districarsi fra heist movie e noir, ma il risultato disattende le aspettative iniziali.

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.