La zona d'interesse La zona d'interesse

News

La zona d’interesse: recensione del film di Jonathan Glazer

Pubblicato

il

«Il lavoro rende liberi». Uno dei motti più agghiaccianti mai concepiti, utilizzato prima da Lorenz Diefenbach come titolo del suo romanzo del 1873 (Arbeit macht frei) poi in numerosi lager nazisti, prima e durante la seconda guerra mondiale. A decidere di issare questa scritta anche sul cancello del più famigerato dei campi di sterminio, quello di Auschwitz, fu Rudolf Höss, capo del lager in questione e autore della raggelante autobiografia Comandante ad Auschwitz. Su questa figura e sui suoi angoscianti scritti è basato La zona d’interesse di Martin Amis, a sua volta adattato per il cinema nell’omonimo straordinario film di Jonathan Glazer, di ritorno sul grande schermo a 10 anni di distanza dal divisivo Under the Skin.

Vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria del Festival di Cannes 2023, La zona d’interesse è un lavoro di straordinaria importanza, che racconta la tragedia dell’Olocausto da una prospettiva del tutto insolita, mettendo l’orrore fuori campo (ma sempre tangibile), evitando artifici retorici e fornendo un valore aggiunto al concetto di banalità del male, straordinariamente teorizzato da Hannah Arendt nel suo immortale saggio. Al centro del racconto c’è infatti l’esistenza apparentemente ordinaria di Rudolf Höss (Christian Friedel) e della moglie Hedwig (Sandra Hüller, già splendida protagonista di Anatomia di una caduta), che insieme ai familiari si sono ritagliati una vita idilliaca nel bel mezzo della cosiddetta zona d’interesse, termine adottato dai nazisti per riferirsi all’area di circa 40 chilometri quadrati intorno ad Auschwitz.

I due vivono immersi in una realtà ovattata nella loro villetta, dove in mezzo al verde discutono dei figli e delle loro aspirazioni. Un piccolo angolo di Paradiso, situato a poche decine di metri di distanza dall’Inferno dei forni crematori, che a un ritmo incessante produce morte e atrocità.

La zona d’interesse: la banalità del male a pochi passi dagli orrori di Auschwitz

La zona d'interesse

Jonathan Glazer dà vita a un’opera che lascia scossi e attoniti, in cui la forma diventa sostanza e materia per il cinema estremo e mai banale del regista, che già nel precedentemente menzionato Under the Skin aveva brillantemente ragionato sul concetto di alieno, ricorrendo a tecniche di ripresa in grado di fondere la realtà con la finzione scenica. In molti ricorderanno le reazioni particolarmente realistiche delle persone al passaggio del personaggio di Scarlett Johansson, ottenute non a caso attraverso telecamere nascoste in una dinamica da candid camera. Per La zona d’interesse, Jonathan Glazer ha portato all’estremo questa soluzione, posizionando ben 10 telecamere a circuito chiuso all’interno del set scelto come abitazione degli Höss, in modo da ottenere una mole impressionante di materiale video (si parla di circa 800 ore) da diverse angolazioni.

Il risultato è una vera e propria dissezione degli interni e del privato della famiglia Höss, impreziosito da stranianti e voluti scavalcamenti di campo e da un montaggio che accompagna i personaggi nel passaggio tra le varie stanze, come se stessimo guardando un inquietante reality show. Un’insistenza su ciò che potremmo erroneamente considerare superfluo che rende ancora più potente il contrasto con il fuori campo, che è comunque costantemente al centro dei nostri pensieri e dei nostri ragionamenti. Anche se un incessante rombo copre parzialmente le grida di aiuto e di dolore, la fabbrica di morta di Auschwitz lavora infatti a pieno regime a pochi passi, dominando discretamente il giardino degli Höss e spandendo in cielo un inconfondibile fumo bluastro.

La zona d’interesse: un’opera di dirompente forza emotiva e cinematografica

La zona d'interesse

Jonathan Glazer sfrutta il nostro immaginario, forgiato da decenni di narrazioni sull’Olocausto, per mettere a fuoco in sottrazione una delle pagine più nere della storia dell’umanità. Lo fa indugiando sulla vita dei protagonisti, che va avanti come se non stesse accadendo nulla di importante, con piccoli diverbi su aspetti del tutto marginali e addirittura momenti di dolcezza fra moglie e marito.

La vita del lager irrompe con dirompente forza solo in alcuni momenti di pura magia cinematografica, come la scena in cui una carrellata sui fiori, con le grida dei deportati a fare da raccapricciante accompagnamento, sfuma in un’emblematica dissolvenza sul rosso. Non meno importanti i passaggi sulla ragazzina che di nascosto lascia cibo ai prigionieri, basata su una donna realmente conosciuta da Jonathan Glazer: scene realizzate attraverso un’apposita telecamera termica (in quanto unica raffigurazione del calore umano nel mezzo della totale disumanità) e in negativo, in opposizione alla luce naturale che contraddistingue il resto de La zona d’interesse.

Passaggi che interrompono la vera e propria banalità del male, rappresentata da riunioni particolarmente approfondite su come gassare i deportati con la migliore efficienza possibile e dagli scontri fra gli Höss sul trasferimento ad altro luogo e altra mansione di Rudolf, tratteggiato come lo spostamento o la promozione di un comune impiegato.

Il finale de La zona d’interesse

Il formalismo di Jonathan Glazer assume i contorni di prodigiosa vertigine cinematografica durante l’ultimo atto, in cui il regista si cimenta in un salto temporale e tematico non dissimile da quello imbastito da Stanley Kubrick in 2001: Odissea nello spazio, con l’osso scagliato in aria che si trasforma in navicella orbitante. Mentre sta vomitando sangue (unica piccola reazione al male, ma ben lontana dall’essere sintomo di pentimento o rimorso), Rudolf guarda attraverso un buco nel muro e noi guardiamo insieme a lui, arrivando alla Auschwitz del presente, dove con un richiamo ad Austerlitz di Sergei Loznitsa si fanno le pulizie e si allestiscono le stanze che di lì a breve attraverseranno i visitatori di ciò che nel frattempo è diventato un museo a testimonianza degli orrori del passato.

Prima di osservare Rudolf dirigersi in basso, verso l’oscurità, non possiamo fare a meno di riflettere sul cortocircuito insito in questo luogo, che ogni anno (pur con i migliori propositi) porta milioni di persone a visitare le camere a gas e i forni crematori, che toccano con mano le ultime stanze vissute dai prigionieri di Auschwitz e passano accanto a immense teche colme dei loro oggetti personali. Immagini di rara potenza, che dopo lo spaccato di una vita all’insegna dell’autoassoluzione come quella mostrata ne La zona d’interesse provocano ancora più disgusto e imbarazzo.

Uno dei film per eccellenza sull’Olocausto

La zona d'interesse

Le musiche volutamente cacofoniche di Mica Levi aprono e chiudono quello che si candida a diventare uno dei film per eccellenza sull’Olocausto, ancora più radicale de Il figlio di Saul (anch’esso incentrato sul fuori campo dell’orrore), importante e urgente perché arriva in un momento in cui in troppi, a tutte le latitudini, fanno finta di non vedere orrori non meno gravi, che si consumano a poche centinaia di chilometri di distanza. Un doloroso atto di accusa al mondo intero, che con i mezzi del grande cinema ci lascia sgomenti e nauseati, invitandoci a non convivere mai più con il male.

La zona d’interesse è in programmazione dal 22 febbraio nelle sale italiane, distribuito da I Wonder Pictures.

Overall
9/10

Valutazione

Jonathan Glazer firma quello che si candida a diventare uno dei film per eccellenza sull’Olocausto, lavorando per sottrazione nel tratteggiare la vita apparentemente ordinaria che si consuma a pochi metri dagli orrori del nazismo.

Pubblicità

In evidenza

Challengers: trailer, trama e cast del film di Luca Guadagnino

Pubblicato

il

Challengers

Il 24 aprile arriva nelle sale italiane Challengers, nuovo film di Luca Guadagnino basato su una sceneggiatura di Justin Kuritzkes. Il film ha per protagonisti Zendaya, Josh O’Connor e Mike Faist e racconta un torbido triangolo amoroso, che si sviluppa nell’arco di diversi anni dentro e fuori dal campo di tennis. Amici, ambizione, ossessione ed erotismo si intrecciano in una storia in cui gli equilibri e i rapporti di forza si modificano costantemente, proprio come nel tennis.

Il team creativo di Guadagnino include diversi suoi collaboratori abituali come il direttore della fotografia Sayonbhu Mukdeeprom, la scenografa Merissa Lombardo, il montatore Marco Costa e il costumista Jonathan Anderson. La colonna sonora del film è invece firmata da Trent Reznor e Atticus Ross. I produttori del film sono Amy Pascal, Luca Guadagnino, Zendaya e Rachel O’Connor, con Bernard Bellew coinvolto invece nel ruolo di produttore esecutivo. Gustiamoci una piccola anteprima di quello che ci aspetta attraverso il trailer ufficiale italiano.

Challengers: il trailer ufficiale italiano del film di Luca Guadagnino con Zendaya

Questa la sinossi ufficiale del film:

Dal visionario regista Luca Guadagnino arriva Challengers, con protagonista Zendaya nel ruolo di Tashi Duncan, un’ex prodigio del tennis diventata allenatrice: una forza della natura che non ammette errori, sia dentro che fuori dal campo. Sposata con un fuoriclasse reduce da una serie di sconfitte (Mike Faist), la strategia di Tashi per la redenzione del marito prende una piega sorprendente quando quest’ultimo deve affrontare sul campo l’oramai rovinato Patrick (Josh O’Connor), un tempo suo migliore amico ed ex fidanzato di Tashi. Mentre il loro passato e il loro presente si scontrano e la tensione sale, Tashi dovrà chiedersi quale è il prezzo della vittoria.

Vi ricordiamo che Challengers arriverà nelle sale italiane il 24 aprile, distribuito da Warner Bros. In conclusione, ecco il poster ufficiale italiano del film.

Il poster ufficiale italiano di Challengers, film di Luca Guadagnino con Zendaya, Josh O'Connor e Mike Faist.
Continua a leggere

Eventi

Cannes 2024: il programma della 77a edizione del Festival

Pubblicato

il

Furiosa: A Mad Max Saga

È stato annunciato il programma del Festival di Cannes 2024, che si terrà dal 14 al 25 maggio. Come anticipato dai vari rumor, si tratta di un’edizione arricchita dalla presenza di autori importantissimi del calibro di Francis Ford Coppola (in concorso con Megalopolis), David Cronenberg (in gara con The Shrouds), George Miller (fuori concorso con Furiosa: A Mad Max Saga) e Kevin Costner, in arrivo sulla Croisette con il primo capitolo del suo nuovo sontuoso progetto western, Horizon: An American Saga. In concorso ci saranno inoltre Yorgos Lanthimos con Kinds of Kindness e Paolo Sorrentino, presente con il suo nuovo film Parthenope, che al di là dei grandi nomi coinvolti (Gary Oldman, Isabella Ferrari, Silvio Orlando, Luisa Ranieri, Stefania Sandrelli) è ancora avvolto nel mistero.

Di seguito l‘elenco completo dei film selezionati per il concorso (la cui giuria sarà presieduta da Greta Gerwig), per un Certain Regard (con presidente di giuria Xavier Dolan) e per le altre sezioni.

Cannes 2024: il Concorso

  • The Apprentice (Ali Abbasi)
  • Motel Destino (Karim Aïnouz)
  • Bird (Andrea Arnold)
  • Emilia Perez (Jacques Audiard)
  • Anora (Sean Baker)
  • Megalopolis (Francis Ford Coppola)
  • The Shrouds (David Cronenberg)
  • The Substance (Coralie Fargeat)
  • Grand Tour (Miguel Gomes)
  • Marcello Mio (Christopher Honeré)
  • Feng Liu Yi Dai (Caught by the Tides) (Jia Zhang-Ke)
  • All We Imagine As Light (Payal Kapadia)
  • Kind of Kindness (Yorgos Lanthimos)
  • L’amour ouf (Gilles Lellouche)
  • Diamant Brut (Wild Diamond) (Agathe Riedinger)
  • Oh Canada (Paul Schrader)
  • Limonov – The Ballad (Kirill Serebrennikov)
  • Parthenope (Paolo Sorrentino)
  • Pigen Med Nålen (The Girl with the Needle) (Magnus Von Horn)
  • Le Deuxième Acte (The Second Act) (Quentin Dupieux) – Film d’apertura

Un Certain Regard

  • Norah (Tawfik Alzaidi)
  • The Shameless (Konstantin Bojanov)
  • Le Royaume (Julien Colonna)
  • Vingt Dieux! (Louise Courvoisier)
  • Les Procès du chien (Who Let the Dog Bite?) (Lætitia Dosch)
  • Gou Zhen (Black Dog) (Guan Hu)
  • The Village Netx to Paradise (Mo Harawe)
  • September Says (Ariane Labed)
  • L’histoire de souleymane (Boris Lojkine)
  • On Becoming a Guinea Fowl (Rungano Nyoni)
  • Boku No Ohisama (My Sunshine) (Hiroshi Okuyama)
  • Santosh (Sandhya Suri)
  • Viet and Nam (Truong Minh Quy)
  • Armand (Halfdan Ullman Tøndel)

Cannes 2024 – Fuori concorso

  • Furiosa: A Mad Max Saga (George Miller)
  • Horizon, An American Saga (Kevin Costner)
  • She’s got no name (Chan Peter Ho-Sun)
  • Rumours (Evan Johnson, Galen Johnson, Guy Maddin)

Midnight screenings

  • The Surfer (Lorcan Finnegan)
  • Les femmes au balcon (Noémie Merlant)
  • Twilight of the Warrior Walled In (Soi Cheang)
  • I, the executioner (Seung Wan Ryoo)

Cannes 2024 Première

  • Miséricorde (Alain Guiraudie)
  • C’est pas moi (Leos Carax)
  • Everybody loves Touda (Nabil Ayouch)
  • En Fanfare (The Matching Bang) (Emmanuel Courcol)
  • Rendez-vous avec pol pot (Rithy Panh)
  • Le roman de Jim (Arnaud Larrieu, Jean-Marie Larrieu)

Special screenings

  • La belle de Gaza (Yolande Zauberman)
  • Apprendre (Claire Simon)
  • L’invasion (The Invasion) (Sergei Loznista)
  • Ernest Cole, photographe (Ernest Cole, lost and found) (Raoul Peck)
  • Le fil (Daniel Auteuil)

Continua a leggere

In evidenza

Joker: Folie à Deux, il teaser trailer del film con Joaquin Phoenix e Lady Gaga

Pubblicato

il

Joker: Folie à Deux


È finalmente online il teaser trailer ufficiale di Joker: Folie à Deux, sequel del fortunatissimo Joker di Todd Phillips in arrivo nelle sale italiane il prossimo 2 ottobre. Accanto al mattatore e protagonista assoluto Joaquin Phoenix, troviamo Lady Gaga nei panni dell’iconica Harley Quinn. Una scelta decisamente calzante, perché come possiamo vedere da questo breve estratto il film presenta diverse scene di canto e ballo, al punto da essere definito da una fonte di Variety un “jukebox musical”, con almeno 15 rivisitazioni di celebri brani. Gustiamoci subito cosa ci aspetta attraverso il teaser trailer ufficiale.

Joker: Folie à Deux, il teaser trailer italiano del film

Come anticipato dai numerosi dettagli emersi durante la lavorazione del film, questo sequel riprende gli eventi del predecessore, mostrandoci il fu Arthur Fleck, ormai diventato a tutti gli effetti l’acerrimo nemico di Batman, rinchiuso all’interno dell’Arkham Asylum, celebre manicomio criminale. Qui fa la conoscenza di un’altra paziente, ovvero Harley Quinn, con la quale inizia a immaginare il mondo al di là delle sbarre e a pianificare una fuga verso la libertà. «Io non sono nessuno. Non ho fatto qualcosa della mia vita come te», le sentiamo dire mentre con due dita mima il gesto della pistola alla testa, tipico di Joker.

Sulle note della struggente What The World Needs Now Is Love, viviamo un piccolo antipasto di ciò che ci aspetta nel film, all’insegna del sentimento sempre più forte fra i due protagonisti, ma anche del terrore, della distruzione e della disintegrazione della già labile psiche di Joker. Non ci resta che attendere l’uscita al cinema, con ogni probabilità successiva alla presentazione nel corso della prossima Mostra del Cinema di Venezia, che già nel 2019 aveva premiato Joker con il prestigioso Leone d’oro al miglior film.

Joker: Folie à Deux arriverà nelle sale italiane il 2 ottobre, distribuito da Warner Bros. In conclusione trovate il teaser trailer ufficiale del film in lingua originale, che permette di assaporare in maniera ancora più fedele il tono e le atmosfere di questo attesissimo progetto.

Continua a leggere
Pubblicità

    Copyright © 2024 Lost in Cinema.