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L’amore a domicilio: recensione del film con Miriam Leone

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In un panorama dell’intrattenimento ancora fiaccato dalla pandemia, un’altra produzione nostrana candidata al passaggio in sala opta per la distribuzione in streaming. Stiamo parlando de L’amore a domicilio, opera di Emiliano Corapi con protagonisti Miriam Leone e Simone Liberati, che su una situazione di isolamento forzato, simile a quella che abbiamo appena vissuto, pone le basi per una storia d’amore non convenzionale, condita da qualche momento tipico degli heist movie. L’amore a domicilio è disponibile dal 10 giugno su Amazon Prime Video.

L’amore a domicilio: la commedia sentimentale con Miriam Leone
L'amore a domicilio

Renato è un giovane assicuratore, mosso da entusiasmo per il proprio lavoro ma frenato in ambito sentimentale, anche a causa di una problematica situazione familiare. Durante uno dei suoi svariati spostamenti per lavoro incontra Anna, che al contrario è sfacciata e disinibita nei suoi confronti. Proprio sul nascere della passione, Renato scopre che Anna deve scontare ancora due anni di arresti domiciliari e che la sua è una vita fatta di reclusione insieme alla madre. L’esistenza inquadrata e pavida di Renato si scontra con il caos e la disinvoltura di Anna, in un racconto fatto di solitudine e debolezza, ma anche di inaspettati sprazzi vitali.

Corapi si cimenta con un genere saturo come quello della commedia sentimentale, puntando su personaggi ben caratterizzati, che raccontano molto della società contemporanea, sempre più priva di punti di riferimento e popolata da situazioni umane al limite del paradossale. Ciò che funziona meglio ne L’amore a domicilio è proprio questa voglia di concentrarsi sulla vigliaccheria di Renato, in bilico fra la passione e il suo atavico bisogno di fuggire dalle decisioni difficili, e sulla fragilità di alcuni personaggi secondari, fra cui spiccano il solitario padre del protagonista (un ottimo Renato Marchetti) e la bizzarra madre di Anna (un altrettanto efficace Anna Ferruzzo). Va dato il merito a Corapi (anche sceneggiatore) di essere riuscito a evitare il pericolo più insidioso per questo genere di storie, cioè la banalità, ma purtroppo con il dipanarsi del racconto vengono fuori molti limiti.

L’amore a domicilio: un disagio esistenziale sincero e tangibile

L'amore a domicilio

A mancare ne L’amore a domicilio, definito dallo stesso Corapi una “commedia drammatica“, è l’altra faccia dei diversi drammi umani che vediamo, cioè la comicità. Nonostante la verve di Miriam Leone, che dopo il riuscito Metti la nonna in freezer conferma di avere nelle sue corde la commedia, rispolverando anche il suo accento siciliano, manca sempre un guizzo, una battuta o una situazione comica in grado di conferire brio e vivacità al racconto. L’amore a domicilio diventa così un’estensione del suo stesso protagonista, mai fuori posto ma sempre in imbarazzo. La rigidità di Renato funziona solo quando accesa dalla brillantezza di Anna, mentre diventa una sbiadita caricatura quando affiancata al poco convincente furfante impersonato da Fabrizio Rongione o nel momento in cui si punta sull’azione, come in una scialba sequenza di rapina.

Pur cercando di allargare il proprio raggio d’azione fuori dall’angusto appartamento di Anna, dove si consumano appassionati amplessi ma anche noia e ripetitività, L’amore a domicilio finisce sempre per accartocciarsi sulla goffaggine e sull’inadeguatezza di Renato, sballottato nelle più disparate situazioni dalla sua incapacità di mettersi in gioco e dal suo nascente sentimento per la galeotta. Manca la voglia di ironizzare sulle incertezze di una generazione che abbiamo visto nella trilogia di Smetto quando voglio, ma anche il gusto di giocare con i generi e i sottogeneri, come in Non ci resta che il crimine. Il mondo che ha portato questi personaggi alla loro triste condizione rimane sullo sfondo, sempre raccontato e mai mostrato. Tutto si riduce a un disagio esistenziale sincero e tangibile, che non basta però a reggere un intero racconto.

Una malinconica umanità

In un dialogo che scomoda Dante Alighieri e il suo immortale Amor ch’a nullo amato amar perdona c’è l’essenza de L’amore a domicilio: il desiderio di calarsi nelle paradossali dinamiche sentimentali e l’ambizione di puntare più in alto dell’asfittico panorama delle commedie romantiche italiane, ma anche la difficoltà nel dare energia e sostanza al racconto. I personaggi ardono di malinconica umanità, ma L’amore a domicilio purtroppo è ignifugo.

Overall
5/10

Verdetto

Emiliano Corapi riesce a dare vita a toccanti sprazzi di una fragile e imperfetta umanità, ma non a un racconto in grado di sostenerli, nonostante una buona prova di Miriam Leone.

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Freelance: recensione del film con John Cena e Alison Brie

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Freelance

La commedia action vive un momento decisamente altalenante. Da una parte abbiamo Argylle – La super spia, andato incontro a un fiasco al botteghino pochi mesi fa, e The Fall Guy, dal tiepido riscontro commerciale; dall’altra abbiamo i successi conclamati dell’ibrido di generi Everything Everywhere All at Once (addirittura vincitore di 7 Oscar) e di Bullet Train e The Lost City. Ed è proprio a quest’ultimo film, con Sandra Bullock e Channing Tatum formidabili protagonisti, che sembra guardare Freelance, ultima fatica di Pierre Morel distribuita in Italia direttamente su Prime Video.

Come in The Lost City, abbiamo infatti una location esotica al servizio di una stramba coppia formata da un uomo tanto imponente fisicamente quanto fragile psicologicamente (in questo caso John Cena) e da una donna ben più risolta ma alle prese con una crisi improvvisa, interpretata da un’attrice avvenente e dalle notevoli abilità comiche (Alison Brie, memorabile protagonista di Community e GLOW). Entrambe le opere cercano inoltre di sovvertire le più logore convenzioni di questo filone, invertendo i rapporti di forza fra l’uomo e la donna a cui il cinema action machista ci ha abituato. Un canovaccio dalle buone potenzialità, che Freelance spreca però malamente, principalmente a causa della sbiadita sceneggiatura di Jacob Lentz, che non riesce mai a trovare la giusta commistione fra azione, commedia e sentimentalismo.

Freelance: John Cena non riesce a salvare un’incolore commedia action

Freelance

Al centro della vicenda c’è Mason Pettits (John Cena), studente di legge che in cerca di emozioni e avventure si arruola nell’esercito. Durante una missione volta ad assassinare il dittatore del fittizio stato sudamericano della Paldonia Juan Venegas (Juan Pablo Raba), l’uomo si procura però un grave infortunio, che lo costringe al ritiro e a una per lui insoddisfacente vita ordinaria. L’esistenza di Mason viene però nuovamente sconvolta quando il suo vecchio amico Sebastian Earle (Christian Slater) lo ingaggia per proteggere la giornalista Claire Wellington (Alison Brie), intenzionata a risollevare la sua carriera con un’intervista a Juan Venegas in Paldonia. I tre sono quindi costretti a convivere e a confrontarsi, fra tensioni, imprevisti e colpi di scena.

Già con Peppermint – L’angelo della vendetta, Pierre Morel aveva mostrato difficoltà a seguire l’evoluzione dell’action contemporaneo, ormai ben lontano dai suoi primi contributi al genere, ovvero Banlieue 13, Io vi troverò e From Paris with Love. Come avvenuto per il film con protagonista Jennifer Garner, anche in Freelance si ha la sensazione di essere di fronte a un racconto fuori tempo massimo, che cerca maldestramente di adeguarsi alle tendenze moderne pur con uno spirito che rimanda alle escursioni comiche di Arnold Schwarzenegger a cavallo fra anni ’80 e ’90. Il tutto accompagnato da un villain bidimensionale e macchiettistico e dalla scarsa alchimia fra i due protagonisti, capace di affossare anche l’ottima vis comica recentemente da John Cena.

Anche se il regista compie l’azzeccata scelta di evitare le più scontate declinazioni sentimentali, Freelance non riesce mai a trovare una propria dimensione, fallendo sia nell’approfondimento delle fragilità dei personaggi, sia quando punta sulla commedia, al punto che l’unica battuta degna di nota è una prevedibilissima allusione sessuale scaturita dal cognome del protagonista.

Un pasticcio insapore

La componente prettamente action non migliora di certo le cose: la messa in scena è caotica e raffazzonata, gli scontri fisici e a fuoco si accontentano del minimo sindacale, le location colombiane non sono per niente valorizzate. I miseri 10 milioni di dollari incassati in sala, a fronte di un budget di 40 milioni, sono la naturale conseguenza di un pasticcio insapore e anche un po’ ingenuo, che si trascina per poco meno di 2 ore senza una valida idea di cinema e privo di una storia da raccontare.

Freelance è disponibile nel catalogo di Prime Video.

Dove vedere Freelance in streaming

Overall
4/10

Valutazione

Pierre Morel firma una action comedy insapore e ingenua, che non trova mai la propria dimensione.

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Prime Video: tutte le uscite di giugno 2024

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Prime Video uscite

Giugno porterà agli abbonati di Prime Video tante nuove uscite, in grado di soddisfare tutti i palati. Grande attesa per il ritorno di The Boys con la quarta stagione, fissato per il 13 giugno, ma anche per quello della serie italiana Prisma, giunta alla seconda stagione. Non mancano inoltre i documentari come Federer: Gli ultimi dodici giorni e Io sono: Celine Dion, dedicati a due leggende viventi del tennis e della musica. Spazio come sempre anche al cinema con l’arrivo in catalogo di Freelance, commedia action con John Cena e Alison Brie. Di seguito, l’elenco completo delle uscite di giugno su Prime Video.

Prime Video: l’elenco completo delle uscite di giugno 2024

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1 giugno – Le uscite su Prime Video

  • Shrek (film non originale)
  • Shrek 2 (film non originale)
  • Shrek Terzo (film non originale)
  • 17 anni (e come uscirne vivi) (film non originale)
  • Dunkirk (film non originale)
  • Tenet (film non originale)
  • Interstellar (film non originale)
  • The Prestige (film non originale)
  • Inception (film non originale)
  • Naruto: Shippuden (serie non originale, stagioni 8 e 9)
  • Gotham (serie non originale, stagioni 1-5)

2 giugno – Le uscite su Prime Video

  • Freelance (film in esclusiva)

6 giugno

  • Prima (serie originale, stagione 2)

9 giugno

  • Dragon Ball Z (serie non originale, stagione 7)

11 giugno

  • L’arte di vincere (film non originale)

13 giugno

15 giugno

  • Malcolm X (film non originale)

17 giugno

  • Caracas (film non originale)

18 giugno

  • Emma e il giaguaro nero (film non originale)

20 giugno – Le uscite su Prime Video

  • Federer: Gli ultimi dodici giorni (documentario originale)
  • Maschile plurale (film in esclusiva)

25 giugno

  • Io sono: Celine Dion (documentario originale)
  • 50 km all’ora (film non originale)

27 giugno – Le uscite su Prime Video

  • My Lady Jane (serie originale, stagione 1)

Film in scadenza

  • Jurassic World Il dominio (3 giugno)
  • Con chi viaggi (5 giugno)
  • Creed III (8 giugno)
  • The Fabelmans (10 giugno)
  • Antebellum (13 giugno)
  • Morbius (25 giugno)
  • Wash Me in the River (27 giugno)
  • Il Grinch (30 giugno)

Serie e show in scadenza

  • Nip/Tuck (stagioni 1-6, 30 giugno)
  • Heidi (30 giugno)
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Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, teaser trailer della seconda stagione

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Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere

Sono online il teaser trailer e il poster della seconda stagione de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, che debutterà a livello globale su Prime Video giovedì 29 agosto 2024, in oltre 240 Paesi e territori. Il poster mostra il ritorno di Charlie Vickers nel ruolo di Sauron, con nuove sembianze che lo aiuteranno a ingannare gli abitanti della Terra di Mezzo.

Il teaser trailer riporta gli spettatori nella Seconda Era della monumentale opera di J.R.R. Tolkien, rivelando la crescente presenza malvagia di Sauron, intento nella ricerca del potere assoluto. Vediamo inoltre il ritorno di molti personaggi amati dai fan, come Galadriel, Elrond, il Principe Durin IV, Arondir e Celebrimbor, insieme alla creazione di altri Anelli. Diamo un’occhiata a quello che ci aspetta.

Il teaser trailer della seconda stagione de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere

Questa la sinossi ufficiale del nuovo ciclo di episodi:

Nella seconda stagione de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, Sauron è tornato. Scacciato da Galadriel, senza esercito né alleati, l’Oscuro Signore in ascesa deve ora contare sulla sua astuzia per ricostruire la sua forza e vigilare sulla creazione degli Anelli del Potere, che gli permetteranno di soggiogare tutti i popoli della Terra di Mezzo alla sua sinistra volontà. Partendo dalla portata epica e dall’ambizione della prima stagione, questo nuovo capitolo immerge anche i personaggi più amati e vulnerabili in una crescente ondata di oscurità, sfidando ciascuno a trovare il proprio posto in un mondo che è sempre più sull’orlo del baratro.

Elfi e nani, orchi e uomini, stregoni e Pelopiedi… mentre le amicizie si incrinano e i regni cominciano a sfaldarsi, le forze del bene lotteranno sempre più valorosamente per aggrapparsi a ciò che per loro conta più di tutto… esserci l’uno per l’altro.

In conclusione ecco il poster ufficiale della seconda stagione che, lo ricordiamo, debutterà giovedì 29 agosto 2024 su Prime Video.

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