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L’estranea: recensione del film di Paolo Strippoli

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Il controllo può essere una guida, una soluzione e persino un conforto. Ma può anche trasformarsi in aspirazione impossibile da raggiungere, in ossessione e in autodistruzione, soprattutto per una madre. Lo sa bene Anna (Jasmine Trinca), madre di un figlio e una figlia talentuosi rispettivamente nello sport e nello spettacolo, pilastro di una famiglia in ascesa della Bari bene, guidata da Walter Colonna (Adriano Giannini). Il fato sfugge però a qualsiasi tipo di controllo, e davanti alla possibilità di perdere la figlia Anna stipula un patto col Diavolo, o meglio con L’estranea, mefistofelico e misterioso personaggio interpretato da Valeria Bruni Tedeschi. È l’inizio di una storia familiare sempre più tormentata e tragica, che Anna decide di rivelare nei dettagli alla figlia ormai cresciuta Alice (Romana Maggiora Vergano), mentre su Roma infuria un diluvio di proporzioni bibliche.

Di pioggia se ne intende Paolo Strippoli, che ha incentrato su questo fenomeno atmosferico il suo primo film in solitario Piove, mettendola in scena anche nell’opera successiva La valle dei sorrisi. Una pioggia che odora di Apocalisse, ma che arriva anche a purificare i protagonisti di una storia di colpe e di compromessi, di lutti e di salvezze, di amore e di crescente disperazione. Una storia dell’orrore insomma, nonostante in sede di campagna promozionale, e anche a Venezia 83 dove L’estranea è stato presentato in Concorso, si sia cercato di prendere le distanze dalla definizione di horror, genere peraltro premiato con alcuni dei migliori risultati al botteghino degli ultimi anni.

L’estranea: la nuova mefistofelica storia dell’orrore di Paolo Strippoli

L'estranea

Al di là della sua classificazione, L’estranea è la conferma definitiva del talento di Paolo Strippoli, che non fallisce l’esame con una produzione ambiziosa e un cast di primissimo ordine, dimostrando di poter ambire a confrontarsi con i grandi maestri del cinema di genere italiano. È raro infatti riscontrare nell’asfittica produzione nostrana una tale abilità nel fare deflagrare microcosmi, una profondità di sguardo capace di fondere il fantastico con vizi e contraddizioni tipicamente terreni e soprattutto un gusto così raffinato per l’immagine, in grado di trasformare una scena altrimenti ordinaria in un momento di grande impatto emotivo per lo spettatore. Ne sono un fulgido esempio due scene in particolare, entrambe organizzate per contrasto: la festa iniziale nella villa dei Colonna che diventa pura angoscia, con gli abiti bianchi che si macchiano di sangue sulle note dell’ipnotica Narcotic dei Liquido, e la disperazione della stessa Anna, imprigionata nei caroselli per la vittoria dell’Italia ai Mondiali del 2006 proprio nel momento in cui dovrebbe correre in ospedale.

Due perle di regia di un’opera che però non vive solo di momenti estemporanei, ma al contrario riesce a generare una crescente tensione, grazie a un’ottima scrittura e alle notevoli prove del cast. In particolare, spiccano la sempre più poliedrica e spiazzante Jasmine Trinca e la strepitosa Valeria Bruni Tedeschi, nei panni di una villain che nel cinema italiano non si vedeva dai tempi dello Zingaro di Luca Marinelli ne Lo chiamavano Jeeg Robot. È proprio l’estranea a dettare tempi, regole e registri di un racconto sempre più angosciante, in cui Anna deve confrontarsi con le difficili scelte che le impone questa demoniaca entità e con le conseguenze di esse. Accanto al fantastico scorre però la vita con le sue amarezze: il bullismo, la discriminazione sessuale (demolita da una strepitosa sequenza di coming out), le difficoltà economiche, l’illusorio fascino dell’approvazione sociale, i sogni infranti e le batoste imprevedibili.

Una formidabile Valeria Bruni Tedeschi

Non è un caso che il titolo scelto per la distribuzione internazionale de L’estranea sia The Spiral: la spirale infatti è un simbolo ricorrente del racconto (nelle nuvole, nei nidi di insetti, persino nelle liquirizie che Anna ama) e al tempo stesso la rappresentazione più fedele del lacerante viaggio della protagonista, che sembra sempre sul punto di trovare la via d’uscita, salvo poi ritrovarsi in una situazione ancora più sconfortante, sempre più vicina al centro in cui alberga il male assoluto. Un materiale che Paolo Strippoli dimostra di saper maneggiare, destreggiandosi abilmente fra diverse possibili suggestioni orrorifiche, ma lasciando al contempo una giusta dose di ambiguità sulla natura del personaggio di Valeria Bruni Tedeschi, che per il tenebroso fascino, la costante ironia e i devastanti poteri ricorda la Amy Madigan del sorprendente Weapons.

L’estranea abbraccia il gotico e le sue tipiche storie fantastiche, dove le parole e le suggestioni sono ancora più importanti degli eventi, ma al tempo stesso racconta un’Italia ancora oggi più realistica di quanto vorremmo ammettere, fatta di chiusura mentale, di immagini pubbliche impeccabili dietro a cui si celano famiglie disastrate, di figli schiacciati dalle ambizioni paterne e di genitori incapaci di comprenderli. Il tutto in un climax di opprimente orrore e sconfortante malvagità, che confluisce in un epilogo destinato a fare discutere. La ciliegina sulla torta di un’opera da difendere e da valorizzare, che per una volta ci fa essere orgogliosi del cinema di genere italiano.

L'estranea

L’estranea arriverà l’8 ottobre nelle sale italiane, distribuito da 01 Distribution.

Consigliato dalla redazione
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8/10
Il voto di Marco Paiano

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Burn After Reading – A prova di spia: recensione del film dei fratelli Coen

Recensione di Burn After Reading – A prova di spia, la spy story grottesca dei fratelli Coen con Brad Pitt, George Clooney e Frances McDormand.

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Burn After Reading

Burn After Reading – A prova di spia è un film del 2008 scritto e diretto da Joel ed Ethan Coen, presentato in anteprima mondiale alla 65ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, di cui è stato il film d’apertura. Fra i protagonisti del film, una vera e propria parata di star hollywoodiane: Brad Pitt, George Clooney, John Malkovich, Tilda Swinton, J. K. Simmons e l’immancabile Frances McDormand, moglie di Joel Coen nella vita reale. Burn After Reading si è rivelato un discreto successo di pubblico, raccogliendo più di 163 milioni di dollari nei box office di tutto il mondo, a fronte di un budget di circa 60 milioni.

L’agente della CIA Osborne Cox (John Malkovich) viene sollevato dal suo incarico a causa dei suoi problemi con l’alcol. Ritiratosi a vita privata, Cox comincia a trascrivere le sue memorie degli svariati anni passati nell’agenzia. Un CD contenente alcune sue scottanti rivelazioni finisce però accidentalmente nelle mani di Linda Litzke (Frances McDormand) e Chad Feldheimer (Brad Pitt), due inetti dipendenti di una palestra che decidono di ricattare l’ormai ex agente in cambio del loro silenzio. Parallelamente, Linda comincia una frequentazione con lo sceriffo federale Harry Pfarrer (George Clooney), che è anche l’amante della moglie di Cox, Katie (Tilda Swinton). Per una serie di casualità, incidenti ed equivoci, le vite dei protagonisti precipitano ben presto in un vortice di ossessione e pericolo.

Burn After Reading: una spy story nichilista e grottesca perfettamente incastonata nel cinema dei fratelli Coen

Burn After Reading

A una prima superficiale occhiata, Burn After Reading può sembrare un oggetto minore all’interno della strepitosa filmografia dei Coen, quasi una pausa frivola e disimpegnata dalle vette drammatiche raggiunte con Fargo, L’uomo che non c’era e Non è un paese per vecchi. Con una riflessione più attenta e approfondita, risulta invece chiaro e lampante che questa spy story nichilista e grottesca, quasi ai limiti del demenziale, si incastona perfettamente nell’universo cinematografico dei due fratelli, continuando la loro corrosiva satira sull’assoluta insensatezza di buona parte delle vicende umane e sul caos che le governa.

I registi divertono e soprattutto si divertono a ridicolizzare non solo le star hollywoodiane a loro disposizione, costrette a interpretare in maniera sublime e irresistibile una vera e propria manica di imbecilli, ma anche l’intero sistema politico e burocratico americano, dipinto come un covo di esseri abietti e immorali, ossessionati dalla paura di essere spiati e ricattati. Ma a uscirne con le ossa rotte è anche il ceto medio, raffigurato come una classe perennemente insoddisfatta e alla ricerca di futili consolazioni alla propria mediocrità. Intorno a questo scheletro, i Coen imbastiscono una commedia degli equivoci a tratti particolarmente intricata e complessa, resa però assolutamente spassosa da una sceneggiatura a orologeria e da interpreti in stato di grazia.

Burn After Reading mette in scena con cinismo e humour nerissimo i peggiori vizi e le più assurde paranoie dell’animo umano. Fra traditori seriali, agenti ossessionati da inesistenti complotti e ordinari impiegati in cerca di appagamento e sicurezza e miraggi di miracolosi interventi di chirurgia estetica, il circo imbastito dai fratelli Coen si muove come una scheggia impazzita: impossibile prevederne i successivi movimenti, impensabile cercare di comprenderne le dinamiche. La logica è superata dalla più profonda idiozia, l’umanità è eclissata dalla più bieca forma di egoismo. Non ci sono né buoni né cattivi, ma soltanto tante misere macchiette che si comportano in maniera folle e indecifrabile, alla ricerca di obiettivi irrilevanti o inesistenti.

Il lato più oscuro e grottesco dell’America in un’illuminante commedia degli equivoci

I Coen mantengono il ritmo sempre alto e trovano il giusto compromesso fra umorismo e azione, condendo il tutto con i loro proverbiali inarrivabili dialoghi e con alcune trovate comiche esilaranti, su tutte la sedia a dondolo del piacere ideata dal personaggio di Clooney. Formidabili le prove di tutti gli attori principali e in particolare di Brad Pitt, che riesce in un solo colpo a prendersi gioco di se stesso e a dimostrare la propria completezza come interprete, nella parte di un istruttore di palestra talmente stupido e inetto da diventare assolutamente delizioso. Un plauso anche alle puntuali musiche di Carter Burwell, assiduo collaboratore dei Coen, e alla fotografia di Emmanuel Lubezki, lontana dalle vette poetiche ed espressive dei suoi successivi lavori con Malick e Iñárritu, ma altrettanto efficace. Da segnalare inoltre il personaggio di John Malkovich, che 18 anni dopo sarà l’evidente riferimento di Martin McDonagh per la costruzione del protagonista di Wild Horse Nine, interpretato peraltro dallo stesso attore, premiato con la prestigiosa Coppa Volpi di Venezia 83.

Fra accelerazioni improvvise e colpi di scena, Burn After Reading approda a un finale esemplare nel definire l’intrinseco significato della vicenda, ovvero la totale assenza di senso e di logica. Dopo aver condensato con cinismo e sarcasmo in poco più di un’ora e mezza l’inadeguatezza e la pochezza del genere umano, i Coen ci dicono esplicitamente di non poter concludere o imparare assolutamente nulla dalla vicenda. Alla loro macchina da presa non resta quindi che darsela a gambe e allontanarsi beffardamente da questo teatro dell’assurdo e del grottesco, con un’ultima illuminante e irriverente inquadratura satellitare.

8/10
Il voto di Marco Paiano
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Clayface: il trailer dell’horror thriller DC con Tom Rhys Harries

Clayface, l’horror thriller DC Studios diretto da James Watkins con Tom Rhys Harries, arriva al cinema dal 22 ottobre con Warner Bros. Pictures.

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Clayface

Dai DC Studios arriva Clayface, horror thriller diretto da James Watkins con Tom Rhys Harries nel ruolo di uno dei villain più riconoscibili dell’universo criminale di Gotham City. Il film sarà al cinema dal 22 ottobre 2026 distribuito da Warner Bros. Pictures.

Il trailer ufficiale di Clayface

Questa la sinossi ufficiale del film:

La fulminea ascesa di Matt Hagen, da ragazzo di strada di Gotham a celebre star di Hollywood, viene tragicamente interrotta quando le azioni di un boss della criminalità locale lo lasciano orribilmente sfigurato. Abbandonato dal suo entourage e senza più nulla da perdere, Matt si sottopone a un trattamento all’avanguardia che, miracolosamente, gli restituisce il suo aspetto… ma finisce anche per compromettere la sua percezione della realtà, trascinandolo in una spirale di vendetta sempre più distruttiva.

Il cast e la produzione

Accanto a Harries nel cast figurano Naomi Ackie, David Dencik, Max Minghella ed Eddie Marsan, insieme a Nancy Carroll e Joshua James. Watkins dirige da una sceneggiatura di Mike Flanagan e Hossein Amini, da un soggetto dello stesso Flanagan, basato sui personaggi DC.

Il film è prodotto da Matt Reeves, Lynn Harris, James Gunn e Peter Safran per la 6th & Idaho, con Michael E. Uslan, Chantal Nong Vo, Lars P. Winther, Rafi Crohn e Paul Ritchie come produttori esecutivi. Il team creativo comprende il direttore della fotografia Rob Hardy, lo scenografo James Price, il montatore Jon Harris e il costumista Keith Madden; le musiche sono di Volker Bertelmann.

Clayface sarà al cinema dal 22 ottobre 2026 distribuito da Warner Bros. Pictures. In conclusione, ecco il poster ufficiale del film.

Clayface, il poster italiano

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Il Ministero dell’Amore: il teaser trailer del film con Pif e Corrado Guzzanti

Il Ministero dell’Amore, il film Prime Original con Pif e Corrado Guzzanti diretto da Ciarrapico e Vendruscolo, arriva su Prime Video dal 18 dicembre: ecco il teaser.

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Il ministero dell'amore

Prime Video ha diffuso il teaser trailer e il poster de Il Ministero dell’Amore, il nuovo film Prime Original scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo (autori di Boris), interpretato da Pif con Corrado Guzzanti, Pietro Sermonti, Angela Finocchiaro e Alessandra Mastronardi.

Il teaser trailer di Il Ministero dell’Amore

Questa la sinossi ufficiale del film:

Aldo (Pif) è un brillante cronista parlamentare che passa le sue giornate nel caos della politica romana, ignaro che la vera crisi stia per esplodere dentro di lui. Nel suo mondo interiore, infatti, i sentimenti diventano una questione di Stato e un singolare Consiglio dei Ministri governa ogni sua decisione attraverso decreti emotivi e leggi dell’anima. Quando la storia d’amore con Claudia (Alessandra Mastronardi) inizia a vacillare, il “Governo Aldo” precipita nella sua più grande crisi.

Il cast e la produzione

Tratto dalla pièce teatrale Stare meglio oggi di Giacomo Ciarrapico, il film vede nel cast anche Carlo De Ruggieri, Massimo De Lorenzo, Federico Cesari, Leonardo Lidi, Cristina Pellegrino, Daniele Natali, Luca Amorosino, Giampiero Judica, Lucio Patanè, Thomas Trabacchi, Ninni Bruschetta, Fabio Balsamo e Andrea Pennacchi. È coprodotto da Amazon MGM Studios e da Claudio, Federico e Jacopo Saraceni per Ideacinema.

Il Ministero dell’Amore sarà presentato in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public e sarà disponibile in esclusiva su Prime Video in tutto il mondo dal 18 dicembre.

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