L'incredibile storia dell'Isola delle Rose L'incredibile storia dell'Isola delle Rose

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L’incredibile storia dell’Isola delle Rose: recensione del film

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A tre anni di distanza dalla conclusione della trilogia di Smetto quando voglio, Sydney Sibilia torna a focalizzarsi sul conflitto fra Stato e giovani ambiziosi, e sulle fantasiose scorciatoie che i secondi mettono in atto per riacciuffare quei sogni che sembrano costantemente sfuggirgli. Dopo il ricercatore neurobiologo Pietro Zinni, interpretato da Edoardo Leo, l’antieroe della situazione è l’ingegnere, realmente esistito, Giorgio Rosa, che nel 1968 si avventurò in una missione tanto folle quanto interessante, fondando una vera e propria micronazione al largo della costa riminese. Nasce così L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, prodotto e distribuito da Netflix e forte di un notevole cast, in cui spiccano Elio GermanoMatilda De AngelisLeonardo LidiFabrizio BentivoglioLuca Zingaretti e Tom Wlaschiha, già visto nel ruolo di Jaqen H’ghar ne Il Trono di Spade.

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose: un’incredibile storia vera

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose

Costantemente in bilico fra sfrenata goliardia e desiderio di ribellione, L’incredibile storia dell’Isola delle Rose racconta una delle più assurde pagine della nostra Repubblica, nonché una serie di eventi che è a suo modo emblematica della stagione del 1968, foriera di rivoluzioni e svolte sociali, superate però ben presto da disillusione e rassegnazione. Il Giorgio Rosa di Elio Germano è l’antesignano della banda dei ricercatori: tanto brillante e geniale nel proprio ambito di studi, quanto inadeguato in ambito sentimentale e in un mondo del lavoro che premia solo chi si allinea. Ma fra le linee del sistema si annidano spesso paradossi tali da poter essere sfruttati solamente da chi è abituato a pensare fuori dagli schemi.

Insieme al fidato amico Maurizio Orlandini e a un gruppo di disadattati trovati strada facendo, Giorgio materializza quindi il suo sogno di libertà in una piattaforma situata in piena Riviera romagnola, ma in acque internazionali, e perciò libera da qualsiasi vincolo o legge. Un isola di minuscole dimensioni, ma grande abbastanza per soddisfare l’utopico desiderio di anarchia ed emancipazione. Complice la stagione della Riviera, non tardano ad arrivare turisti e curiosi, ma anche persone conquistate dall’idea al punto da chiedere ufficialmente cittadinanza all’Isola delle Rose. Ma mentre Giorgio amplia a dismisura il proprio progetto, adottando stemma e lingua ufficiale e muovendosi per fare riconoscere l’isola come stato indipendente, non tarda ad arrivare la reazione della politica italiana, inizialmente divertita, poi sempre più veemente. Ne nasce così la prima (e per ora ultima) guerra d’invasione della Repubblica Italiana.

Sulle orme di I Love Radio Rock

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose

Sulla scia di I Love Radio Rock, Sydney Sibilia fa di una piccola piattaforma in mezzo al mare l’avamposto di una battaglia fra ordine e caos, che mostrano entrambi i propri lati peggiori. Se da una parte Luca Zingaretti e il mefistofelico Fabrizio Bentivoglio, nei panni rispettivamente del Presidente del Consiglio Giovanni Leone e del Ministro dell’interno Franco Restivo, mettono sapientemente in scena la mediocrità, la meschinità e la voglia di “tirare a campare” dell’intera classe politica italiana, non ne escono particolarmente bene neanche gli abitanti del neonato stato, che col passare del tempo dimostrano di non avere le idee e la coesione necessarie per trasformare l’Isola delle Rose in qualcosa di più di un posto in cui fare baldoria e bische clandestine.

Mentre nella sublime commedia musicale di Richard Curtis i personaggi erano tutti ben delineati e soprattutto ardevano per la loro comune battaglia, che in quel caso era in favore della libertà di divulgare musica, i protagonisti de L’incredibile storia dell’Isola delle Rose sono spesso soltanto abbozzati e in certi casi nel modo meno appagante dal punto di vista cinematografico, cioè solo con le parole. È questo il caso dell’apolide W. R. Neumann, ben più interessante per ciò che gli accade prima dell’isola che per quello che ci viene mostrato, dell’impalpabile naufrago Pietro Bernardini e del personaggio interpretato da Violetta Zironi, caratterizzato esclusivamente con la sua gravidanza. Ma soprattutto è proprio il protagonista a sembrare svuotato da un desiderio diverso dalla mancanza di regole e dalla volontà di ricongiungersi con la sua ex Gabriella, impersonata da una sempre più efficace Matilda De Angelis.

Un problema figlio della decisione di Sibilia e della sua co-sceneggiatrice Francesca Manieri di derubricare Giorgio Rosa, in realtà ex repubblichino dagli intenti poco cristallini e brillante ingegnere, a giovane innocuo, fantasioso e sfaccendato.

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose: libertà e paura

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose

Mentre le dinamiche di Giorgio con i suoi concittadini, coi suoi genitori e persino con la stessa Gabriella sono altalenanti e non sempre appassionanti, Sibilia ritrova verve ed efficacia quando sfrutta il tema che ormai contraddistingue il suo cinema, cioè la lotta fra i Davide messi ai margini del sistema e il Golia per eccellenza, cioè lo Stato con tutte le sue storture. Nei dialoghi serrati, nella regia dinamica ma mai fine a se stessa e nella volontà di attingere al panorama culturale americano (che qui gli viene in soccorso soprattutto con la musica dell’epoca, in particolare con brani sapientemente sfruttati come Hey Joe e Eve of Destruction) ritroviamo il regista graffiante che ha saputo raccontare meglio di tutti la drammatica e paradossale esistenza dei giovani adulti contemporanei, oltretutto in un’ottica editoriale più unica che rara nel panorama italiano.

Il Diavolo, come sempre, è nei dettagli. In quel dialogo solo apparentemente superficiale fra Chiesa e Stato (effettivamente, ancora oggi con il nostro culo non possiamo ancora fare quello che vogliamo), nel trasformismo di Restivo, pronto a passare da un governo all’altro grazie alla sua muscolare reazione, e nel suo confronto con Rosa, che nel perfetto accento bolognese di Elio Germano gli dice «Voi parlate tanto di libertà, ma la vostra è una libertà condizionata. Quella assoluta vi spaventa» richiamando Jack Nicholson in Easy Rider. E soprattutto in un finale toccante e travolgente, che con una catena umana ci ricorda che anche la più bizzarra e inconcludente delle battaglie può essere utile per cambiare il mondo. Ammesso che il mondo voglia davvero essere cambiato.

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose e della Groenlandia

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose

 

Anche se siamo di fronte a quello che complessivamente è un passo indietro rispetto a Smetto quando voglio, con L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, Sydney Sibilia si conferma uno dei più originali e corrosivi cineasti nostrani, capace di scuoterci e farci riflettere con la potentissima arma della risata, sulle orme della tradizione della commedia all’italiana. La collaborazione con Netflix potrebbe inoltre essere un passo decisivo verso una dimensione internazionale della Groenlandia, casa di produzione che lo stesso Sibilia ha fondato insieme a Matteo Rovere, realizzando nel giro di pochi anni prodotti di rilievo come Il primo re, Il campione e il recente La belva.

E in un’industria nostrana che fatica ancora troppo a ragionare oltre i confini nazionali, L’incredibile storia dell’Isola delle Rose diventa anche allegoria di un cinema indipendente e pulsante, che gioca ad armi pari col resto del mondo, guardando dritto negli occhi la nostra storia e cercando di trasformarsi esso stesso in una piattaforma in mezzo al mare, libera da condizionamenti e confini.

Overall
7/10

Verdetto

Nonostante uno sviluppo non soddisfacente dei personaggi principali, Sydney Sibilia porta avanti con successo il tema che contraddistingue il suo cinema della lotta fra Stato e giovani ambiziosi, declinandolo fra le pieghe di uno dei più bizzarri avvenimenti accaduti in Italia.

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Il treno dei bambini: trailer e poster del film di Cristina Comencini con Serena Rossi

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Il treno dei bambini

Sono online il teaser trailer e il poster de Il treno dei bambini, nuovo film di Cristina Comencini. Scritto da Furio Andreotti, Giulia Calenda, Camille Dugay e dalla stessa Comencini, il film vede Barbara Ronchi e Serena Rossi nel ruolo rispettivamente di Derna e Antonietta, le due madri del piccolo Amerigo. Fanno parte del cast anche Christian Cervone (Amerigo), Francesco Di Leva, Antonia Truppo, Monica Nappo, Dora Romano. Da menzionare inoltre la partecipazione di Stefano Accorsi, che interpreta Amerigo da adulto. Diamo un’occhiata a quello che ci aspetta.

Il teaser trailer ufficiale de Il treno dei bambini

Questa la sinossi ufficiale del film:

Amerigo ha otto anni e non si è mai allontanato da Napoli e da sua madre Antonietta. Il suo mondo, fatto di strada e povertà, però sta per cambiare. A bordo di uno dei “treni della felicità” passerà l’inverno al nord, dove una giovane donna, Derna, lo accoglierà e si prenderà cura di lui. Accanto a lei Amerigo acquista una consapevolezza che lo porta ad una scelta dolorosa che cambierà per sempre la sua vita. Gli serviranno molti anni per scoprire la verità: chi ti ama non ti trattiene, ma ti lascia andare. Dal bestseller di Viola Ardone un film epico e struggente. Un viaggio attraverso la miseria, ma anche la generosità dell’Italia del dopoguerra, vista dagli occhi di un bambino diviso tra due Madri.

In conclusione, ecco il teaser poster de Il treno dei bambini, che sarà disponibile prossimamente su Netflix.

Il treno dei bambini
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A Family Affair: recensione del film con Nicole Kidman e Zac Efron

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Prima Jennifer Lawrence in Fidanzata in affitto, poi Anne Hathaway con The Idea of You e adesso Nicole Kidman, protagonista del nuovo film Netflix A Family Affair. Nel giro di un anno, Hollywood ci ha proposto ben tre dive di caratura mondiale impegnate in storie d’amore con uomini molto più giovani di loro. Se tre indizi (a cui potremmo aggiungere anche la Julianne Moore di May December) fanno una prova, emerge chiaramente il desiderio da parte dell’industria statunitense di normalizzare questo tipo di relazioni, adeguandosi così a una realtà che già da tempo abbraccia le più disparate sfumature dell’amore. Un tema che presta il fianco a molteplici declinazioni: dal sorprendente erotismo di Fidanzata in affitto al sentimentalismo a tratti fiabesco di The Idea of You, fino ad arrivare alle venature thriller che aleggiano su May December.

A Family Affair parte da uno spunto indubbiamente ambizioso: fondere in una storia d’amore fuori dagli schemi una pungente satira del panorama hollywoodiano e diverse generazioni, rappresentate a vario titolo da Nicole Kidman, Zac Efron, Joey King e dall’inossidabile Kathy Bates. Ad amalgamare il tutto l’esperta mano di Richard LaGravenese, regista di racconti sentimentali come P.S. I Love You e Beautiful Creatures – La sedicesima luna e soprattutto sceneggiatore di successi del calibro de La leggenda del re pescatore, La piccola principessa, I ponti di Madison County e L’uomo che sussurrava ai cavalli. Ambizioni soddisfatte solo a metà dallo script di Carrie Solomon, che regala diversi momenti di genuina comicità ma progressivamente si spegne, trasformandosi in una storia d’amore abbastanza convenzionale e prevedibile.

A Family Affair: la risposta di Netflix a The Idea of You

A Family Affair
Cr. Tina Rowden/Netflix © 2024

La star del cinema action Chris Cole (Zac Efron) non può fare a meno di Zara (Joey King), sua giovanissima assistente tuttofare con il sogno di diventare produttrice. La mitomania e l’egoismo di Chris portano però a forti tensioni fra i due, che conducono alla dimissioni di Zara. Nel tentativo di riappacificarsi con la sua assistente, Chris fa la conoscenza della madre Brooke (Nicole Kidman), scrittrice di talento e vedova da molti anni. Nonostante la differenza di età e le divergenze caratteriali e culturali, fra i due si accende immediatamente la passione. Quando Zara scopre della tresca va però su tutte le furie e inizia a opporsi alla nascente storia d’amore, nel tentativo di salvare sua madre da una delusione. Di tutt’altro avviso è la nonna paterna Leila (Kathy Bates), che invita invece la nuora a cogliere l’attimo.

Nel mirino di A Family Affair c’è chiaramente l’ambiente hollywoodiano, che fin dai primi minuti è dipinto come un covo di personaggi pieni di sé e di un livello culturale prossimo allo 0 assoluto. Non è un caso che i momenti più divertenti del lavoro di Richard LaGravenese coincidano con la sua vena satirica: i deliranti bisogni di Chris Cole (che per fisicità e genere cinematografico di riferimento ricorda inevitabilmente Tom Cruise), l’esilarante dialogo fra lui e Brooke sul mito di Icaro, più volte citato a sua insaputa nei film che interpreta, la sofisticata regista francese che si ritrova alla guida di un blockbuster ai limiti del trash.

Non è da meno il cast, con Nicole Kidman e Zac Efron (già insieme in The Paperboy) che dimostrano una buona chimica sentimentale e brillante, coadiuvati dalla sempre più brava Joey King e da una Kathy Bates in grado di prendersi la scena in travolgenti squarci di imperfetta umanità.

Una rom-com che si rifugia nelle dinamiche più convenzionali

A Family Affair
Cr. Aaron Epstein/Netflix © 2024

Con il passare dei minuti, A Family Affair inizia però a sfilacciarsi, nel difficile tentativo di tenere insieme i divergenti punti di vista e i diversi timori dei vari personaggi. La comicità è sempre più diradata, Zac Efron è costretto a dare vita a una brusca e poco credibile evoluzione del proprio personaggio e Nicole Kidman ripara nelle sue già viste declinazioni della più orgogliosa fragilità. Richard LaGravenese e la sceneggiatrice Carrie Solomon si rifugiano così nei cliché della rom-com, fra equivoci, discorsi motivazionali e buoni sentimenti a profusione.

Non ci sono crolli qualitativi vertiginosi, ma anche gli spunti più interessanti finiscono annacquati dalla routine insieme al promettente personaggio di Joey King, che nell’arco narrativo compie diverse giravolte fra il ruolo di caparbio e intraprendente talento dell’industria dell’intrattenimento e quello di tardoadolescente gelosa ed egocentrica. Persino la differenza di età fra i protagonisti (16 anni nella finzione, 20 nella realtà) finisce in secondo piano rispetto alle dinamiche familiari in cui ogni generazione di donne fornisce una differente prospettiva sull’amore e di conseguenza sul senso dell’esistenza.

Cr. Tina Rowden/Netflix © 2024

Più leggero di The Idea of You e più sobrio di Fidanzata in affitto, A Family Affair si colloca in una quasi sempre deleteria via di mezzo, affidandosi all’estro del proprio cast e smussando progressivamente tutti gli spigoli del racconto, fino a rientrare nella comfort zone narrativa. Un prodotto comunque al di sopra della media delle produzioni originali per piattaforme, che tuttavia con un pizzico di coraggio in più avrebbe potuto lasciare maggiormente il segno.

A Family Affair è disponibile su Netflix.

Overall
6/10

Valutazione

A Family Affair regala agli spettatori una nuova declinazione dell’amore fra persone di età differenti, abbandonando però progressivamente ogni ambizione fino a rifugiarsi nella convenzionalità narrativa e contenutistica.

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Netflix: tutte le nuove uscite di luglio 2024

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Anche per luglio, Netflix ha in serbo diverse nuove uscite per i propri abbonati. Fra i titoli più attesi c’è sicuramente Un piedipiatti a Beverly Hills: Axel F, quarto capitolo della saga con protagonista Eddie Murphy. In arrivo anche il nuovo film di Renato De Maria Svaniti nella notte, con protagonista Riccardo Scamarcio, e The Decameron, serie statunitense in otto episodi ambientata nella Firenze del 1348 e ispirata alle celeberrime novelle di Giovanni Boccaccio.

Da menzionare inoltre i ritorni delle serie Vikings: Valhalla (giunta alla terza stagione), Cobra Kai (in uscita la prima parte della sesta stagione) ed Elite, arrivata all’ottavo ciclo di episodi. Per quanto riguarda i documentari originali della piattaforma, fari puntati su The Man with 1000 Kids, miniserie che esplora il lato oscuro delle cliniche internazionali per la fertilità. Di seguito, l’elenco completo delle nuove uscite in arrivo a luglio su Netflix.

Netflix: l’elenco completo delle uscite di luglio 2024

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Giulia Parmigiani/Netflix © 2024

1 luglio – Le nuove uscite di Netflix

  • Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo: Il mare dei mostri (film non originale)
  • The Rising of the Shield Hero (serie non originale, stagione 1)
  • La meglio gioventù (film non originale)
  • Io, noi e Gaber (film non originale)
  • I Croods 2 – Una nuova era (film non originale)
  • Ezio Bosso. Le cose che restano (film non originale)
  • Caccia all’uomo – Cesare Battisti, una vita in fuga (film non originale)

2 luglio

  • Bodies Bodies Bodies (film non originale)
  • SPRINT (serie originale, stagione 1)

3 luglio

  • Un piedipiatti a Beverly Hills: Axel F (film originale)
  • The Man with 1000 Kids (documentario originale)

4 luglio

  • Rhythm + Flow: Francia (reality show originale, stagione 3 episodi 1-4)

5 luglio – Le nuove uscite di Netflix

  • Fast & Furious 9 – The Fast Saga (film non originale)
  • L’immaginario (film originale)
  • Una parte di me (serie originale, stagione 1)
  • Goyo (film originale)
  • Gloria (serie non originale, stagione 1)

6 luglio

  • La ragazza della palude (film non originale)

9 luglio

  • M3GAN (film non originale)

10 luglio

  • Receiver (serie originale, stagione 1)

11 luglio – Le nuove uscite di Netflix

  • Rhythm + Flow: Francia (reality show originale, stagione 3 episodi 5-7)
  • Vikings: Valhalla (serie originale, stagione 3)
  • Svaniti nella notte (film originale)

12 luglio

  • Exploding Kittens (serie originale, stagione 1)

15 luglio

17 luglio

  • Simone Biles Rising: Verso le Olimpiadi (serie originale, stagione 1)

18 luglio

  • Rhythm + Flow: Francia (reality show originale, stagione 3 episodi 8-9)
  • Cobra Kai (serie originale, stagione 6 parte 1)

19 luglio – Le nuove uscite di Netflix

  • Sweet Home (serie originale, stagione 3)
  • Too Hot To Handle (reality show originale, stagione 6 episodi 1-4)
  • Find Me Falling – Un’isola dove innamorarsi (film originale)

21 luglio

  • Rhythm + Flow: Francia (reality show originale, stagione 3 episodio 10)
  • Babylon (film non originale)

22 luglio

  • L’immensità (film non originale)

25 luglio

  • The Decameron (serie originale, stagione 1)

26 luglio – Le nuove uscite di Netflix

  • Too Hot To Handle (reality show originale, stagione 6 episodi 5-7)
  • Elite (serie originale, stagione 8)
  • Il principe dei draghi (serie originale, stagione 6)
  • Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto (film non originale)
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