Matrimonio all’italiana: recensione del film di Vittorio De Sica

Matrimonio all’italiana: recensione del film di Vittorio De Sica

Com’è cambiato il mondo, e com’è sempre uguale! Case, palazzi, grattacieli, e in mezzo un dramma vecchio come il nostro.

Eduardo De Filippo, quando ha scritto la sua opera teatrale Filumena Marturano, ha consegnato nelle nostre mani un capolavoro, nel senso etimologico del termine, una pièce memorabile, una fotografia indelebile della crisi della famiglia borghese, e che ha contemporaneamente delineato una figura femminile, anzi la figura femminile quasi per eccellenza del suo teatro: una donna colma di fierezza, esilarante, intraprendente, passionale e intelligente. Filumena Marturano è un personaggio che non sbiadisce mai, non conosce dissoluzione, sembra non risentire mai delle pieghe del tempo, dei cambiamenti, delle circostanze, dei mutamenti della nostra società.

Questo perché Eduardo ha colto l’essenza della famiglia italiana, ha colto i costumi, le debolezze, i vizi e le incurie dell’italiano, e li ha riproposti attraverso una forma e una scrittura ineguagliabile. Era il 1946 quando la commedia teatrale esordì al Politeama di Napoli; dalla sua stessa commedia Eduardo trasse il film omonimo (1951), diretto e interpretato da lui stesso e da sua sorella Titina. Ma è stato Vittorio De Sica che ha conferito nuova vita e ha donato nuovo vigore al testo eduardiano, realizzando il film Matrimonio all’italiana (1964), con Sophia Loren e Marcello Mastroianni.

Matrimonio all’italiana: il film di Vittorio De Sica tratto dalla commedia di Eduardo

Matrimonio all'italiana

Il quartiere napoletano è in subbuglio. Filumena Marturano sta morendo. Il cinquantenne Domenico Soriano, Dummì, che ha condiviso con lei la sua vita per più di venti anni, accorre al suo capezzale per esaudire il suo ultimo desiderio: sposarla sul suo letto di morte. I due ricordano le loro vite, ricordano gli episodi più sorprendenti della loro convivenza. Lui, benestante, donnaiolo, sempre ben vestito, vive trascorrendo buona parte del suo tempo frequentando case chiuse, viaggiando, scommettendo e correndo dietro le donne, sempre più giovani.

Filumena è una donna nata in condizioni umilissime, cresciuta in una casa di tolleranza dove ha incontrato Dummì. Scampata a un destino di prostituzione, Dummì è ben contento di sottrarla a quella realtà; Filumena ne diventa prima l’amante, e poi ottiene la gestione e la responsabilità delle sue attività e anche di sua mamma. Ma Filumena, dopo vent’anni trascorsi con lui, nasconde un segreto che non può più tenere per sé: ha tre figli che ha sostenuto a distanza, che ha visto crescere, e ora desidera ardentemente che sappiano che lei è la loro madre. Uno di loro è figlio di Dummì. 

Filumena Marturano: una donna colma di fierezza, esilarante e intraprendente

Matrimonio all'italiana

Matrimonio all’italiana ha visto la luce all’interno di un teatro, ha respirato per la prima volta attraverso le pareti, il sipario e le quinte di un palcoscenico. Ed è da un teatro che ha preso forma il film di Vittorio De Sica, cercando in un certo senso di spalleggiare il successo di Divorzio allitaliana di Pietro Germi, uscito nel ’61, e di continuare quel ritratto tagliente, feroce e ironico della mentalità e delle pulsioni tutte italiane, ma soprattutto di provincia, dell’epoca. Quindi De Sica, mimando Germi, sceglie di cominciare la sua commedia come Eduardo aveva ideato ovvero a cose fatte, durante il terzo atto, quando la storia è cominciata: laddove un altro autore avrebbe cominciato a scrivere le ultime parole, per Eduardo era un input e ci costruiva attorno una commedia.

Il film di Vittorio De Sica prende il personaggio di Filumena Marturano e lo trasforma, gli dà una direzione e una connotazione che si allontana leggermente dall’idea di commedia sociale. Oltre ad essere una donna mossa dal proprio emancipazionismo, e di cercare una reale affermazione sociale, Filumena Marturano muove i primi passi all’interno di una realtà che non le permette di esprimersi, in un’Italia postbellica che non considera i suoi sentimenti, privata della dignità, ma con un desiderio fortissimo di riscatto nel cuore, ma non solamente per se stessa ma per i suoi figli.

Nel loro nome, a tutti gli effetti, che lei è disposta a far valere i suoi diritti: il diritto di essere riconosciuta come moglie, come madre, e di donare a loro anche una figura paterna. Filumena si finge morente per sposare Dummì, non considera ciò che potrebbe andare storto in seguito a un inganno così forte, questo perché lei conosce le leggi della sua vita, non conosce le leggi dell’uomo, e non le rispetta, e a suo modo le agisce e le affronta.

Matrimonio all’italiana: una fotografia indelebile della crisi della famiglia borghese

Matrimonio all'italiana

Il personaggio di Filumena è una donna innamorata che aspira a una vita ordinaria, desidera essere rispettata e riconosciuta dall’uomo che ama. La sua storia è una storia di amori perduti e ritrovati, di amori impossibili perché socialmente incompatibili, di persone che nascono per amarsi ma che finiscono per vivere separati, che non possono vivere insieme e non possono vivere divisi. Ecco perché l’amore, così evidente e presente nel film di De Sica, è un amore che sembra fiorire nei luoghi più difficili, più scomodi, scegli i posti sbagliati per imporsi nella vita dei personaggi eduardiani. L’amore è il motore assoluto della vita di Filumena, amore per se stessa, per i suoi figli, che ha visto crescere da lontano, amore che non ha mai potuto donar loro e che loro non hanno potuto ricambiare in nessun modo. 

Matrimonio all’italiana si differenzia dal suo originale testo teatrale proprio perché vive, nella sua stesura filmica, di due momenti chiave che sono i flashback dei personaggi principali, all’interno dei quali vengono ripercorsi i vent’anni di storia comune dei due innamorati, con una malinconia piuttosto amara. Il testo di Eduardo è inscalfibile, si percepisce il territorio, il dialetto italianizzato, Napoli del dopoguerra, che è molto più che un territorio in ricostruzione: il suo dopoguerra sembra non limitarsi ai solchi nel terreno o nei palazzi. Anzi, il mondo per una donna come Filumena sembra non essere cambiato, è sempre uguale, è il dramma interiore a scalfire i cambiamenti reali, il dopoguerra è quello dei sentimenti, la ricostruzione sociale che è in atto si giustifica e si attua sul corpo delle donne e agisce sulla loro emancipazione. 

La commedia è il vettore sociologico, lo specchio in cui il pubblico ha potuto specchiarsi

Matrimonio all'italiana

Sophia Loren ha un’attitudine nel porsi al personaggio di Filumena che forse non ha avuto eguali nella storia del cinema italiano, ha un potere visivo, un portamento persuasivo, quella rara capacità di camminare come una top model e di travolgerti con quella fierezza, spontaneità e caratterialità napoletana (e campana), sempre infondendo ai suoi personaggi un cervello e una spina dorsale decisivi e assoluti. L’inizio degli anni ’60 ha in un certo qual modo segnato l’inizio di un genere cinematografico, la commedia all’italiana, molto celebre e diffuso, che in un modo davvero singolare, ha saputo unire energia comica, satira sociale e dramma.

La commedia è sempre stato quello specchio in cui il pubblico ha potuto guardarsi e vedere il proprio volto riflesso, con tutta l’esuberanza, i difetti, spesso anche con note volutamente stereotipizzate, forse anche volgari; quell’insolenza di spirito tipica della commedia fungeva da vettore sociologico, in una fase di ricostruzione, di cambiamento sociale, la cui rappresentazione è servita all’Italia e agli italiani per osservare da vicino le proprie falle, le proprie voragini ideologiche, politiche e sociali, al punto che tutti quegli edifici in rovina, i cantieri, diventarono molto più di un simbolo di riedificazione capillare del territorio, ma evocarono la dissoluzione di una società, partendo dalla lezione del neorealismo, e il mutamento radicale della mentalità e del costume sessuale degli italiani, che si incrinano e si dipanano all’interno di nuove forme sociali economiche e familiari. 

Valutazione
9/10

Verdetto

Con Matrimonio all’italiana Vittorio De Sica mette in scena una fotografia indelebile della crisi della famiglia e del riscatto femminile.

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.