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Memorie di un assassino: recensione del film di Bong Joon-ho

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Quando pensiamo al concetto di verità, pensiamo a una realtà oggettiva, assoluta, immutabile e incontrovertibile. Ci sono però casi in cui questo ideale è impossibile da raggiungere, per limiti logici, tecnici o scientifici o perché la verità che aneliamo è frammentata in diversi punti di vista contrastanti. Il cinema ha più volte riflettuto sulla verità, come nel seminale Rashomon di Akira Kurosawa o nel recente The Last Duel di Ridley Scott. Fra i tanti affreschi sulla verità e sulla sua fuggevolezza, merita sicuramente un’analisi Memorie di un assassino, film del 2003 di Bong Joon-ho, all’epoca alla sua seconda regia cinematografica e ignaro del successo che nel 2020 avrebbe raggiunto con Parasite, dominatore degli Oscar di quell’annata.

Basandosi sull’opera teatrale di Kim Kwang-lim Come to See Me , Bong Joon-ho racconta la storia vera del primo serial killer conosciuto della Corea del Sud, in attività fra il 1986 e il 1991 a Hwaseong. Il regista dà vita a un noir poliziesco cupo e feroce, in cui il dramma si tinge di farsa sullo sfondo della Corea del Sud del 1986, alle prese con la sua perdita dell’innocenza derivante non solo dalla scia di sangue lasciata dall’assassino, ma anche dai tumulti sociali e dalle azioni repressive delle istituzioni, sempre sullo sfondo del racconto.

Un’opera in cui si riconoscono sia i prodromi del cinema successivo di Bong Joon-ho sia influenze sul crime successivo, come Zodiac di David Fincher e la prima memorabile stagione di True Detective, che devono molto a Memorie di un assassino rispettivamente per l’analisi sui punti di vista degli investigatori e per l’utilizzo dei grandi spazi rurali come teatri di paura e orrore.

Memorie di un assassino: la cupa e beffarda ricerca di una sfuggente verità

Memorie di un assassino

Lungo un canale di scolo, in mezzo ai campi coltivati di una piccola cittadina di campagna, viene rinvenuto il corpo di una giovane donna, stuprata e assassinata. Poco dopo viene ritrovato un altro cadavere, avvenimento che dà il via all’ipotesi dell’assassino seriale. La polizia locale brancola nel buio, non aiutata dai metodi di investigazione scientifica del 1986. Ad aiutare l’investigatore Park Du-man (Song Kang-ho) e il collega Cho Yong-gu (Kim Roe-ha) arriva così da Seul il detective Seo Tae-yun (Kim Sang-kyung).

I poliziotti indagano su diverse piste, utilizzando metodi brutali che sfociano in una vera e propria tortura fisica e psicologica dei sospettati. Nel disperato tentativo di chiudere il caso in qualsiasi modo, gli investigatori arrivano addirittura a manomettere prove a carico di innocenti. In mezzo a questo caos organizzativo e deontologico, il killer continua a colpire, lasciando dietro di sé solo pochissimi indizi, come le coincidenza per la quale ogni delitto avviene in corrispondenza di una notte di pioggia, poco dopo la richiesta della stessa canzone a un’emittente radiofonica locale.

Memorie di un assassino: il primo capolavoro firmato Bong Joon-ho

Dopo l’esordio con la commedia Cane che abbaia non morde – Barking Dogs Never Bite, alla sua seconda prova Bong Joon-ho si dimostra già autore vero, disseminando Memorie di un assassino di un’impressionante serie di soluzioni visive e narrative, che accompagnano un’indagine impossibile su un assassino senza volto. Coerentemente con la realtà dell’epoca (il vero assassino Lee Choon-jae è stato identificato solo nel 2019), il regista sudcoreano ci lascia infatti con un finale irrisolto e beffardo, perfetto atto conclusivo di un’indagine dilettantesca e isterica, in cui abbiamo costantemente la sensazione che il killer sia due passi avanti rispetto agli investigatori.

Durante la lunga sequenza di false piste affrontate con ferocia e arroganza dai detective, Bong Joon-ho mette in atto uno dei tanti ribaltamenti di prospettiva e di classe sociale che contraddistinguono il suo cinema. Le forze dell’ordine si dimostrano infatti fin dai primi momenti persone tutt’altro che buone, utilizzando metodi decisamente criminali per incanalare le indagini lungo la strada da loro desiderata. Ogni loro piccolo passo avanti è seguito da un sorprendente adattamento del misterioso killer, in una dinamica narrativa da gatto col topo che mantiene sempre altissima la tensione dello spettatore, perennemente frustrato a un soffio dall’appagamento.

Memorie di un assassino come mappa del cinema di Bong Joon-ho

Memorie di un assassino

Con Memorie di un assassino, Bong Joon-ho si rivela sublime regista di spazi, presentando i medesimi luoghi prima come idilliaci paesaggi rurali e subito dopo come scenari di violenza e morte, in cui ogni passo è pericoloso. Straordinario inoltre l’utilizzo da parte del regista di un suggestivo tunnel, che si presenta in diversi passaggi chiave del racconto: tunnel che porta con sé l’idea della proverbiale luce al suo termine, a sua volta simbolo della ricerca della verità da parte degli investigatori, ma che in realtà sembra inghiottire molti dei corpi di questa tragica commedia umana. Il tono del film, che ondeggia ripetutamente fra la farsa e il dramma, riducendo continuamente la figura del potenziale killer a un pervertito e quella del detective a mediocre bulletto, è solo uno dei marchi di fabbrica di Bong Joon-ho presenti in Memorie di un assassino.

Come i passeggeri del treno di Snowpiercer, i protagonisti di Memorie di un assassino sono lanciati verso un destino ineluttabile, separati solo da fittizie divisioni sociali. Impossibile poi non pensare alla gestione verticale degli spazi in Parasite durante le tante scene ambientate nel quartier generale dei detective, che in realtà è un putrido e buio sottoscala, più vicino a un nascondiglio che agli uffici pieni di carte, indizi e mappe che siamo abituati a vedere nei crime contemporanei. Emblematico inoltre l’amaro ritratto sociale di Bong Joon-ho (anch’esso sempre centrale nel suo cinema), sintetizzato dalla finta pace delle campagne: disordini sociali, manifestazioni violente, strascichi di un governo dittatoriale sul punto di essere superato dalla modernità e dalle storiche Olimpiadi di Seul del 1988. Una piccola e apparentemente felice nazione che si riscopre potenza marcia e corrotta.

Un mistero senza soluzione

Memorie di un assassino

Come gli investigatori del caso, il cinema di Bong Joon-ho cambia continuamente la sua e la nostra prospettiva, inginocchiandosi al suolo, cercando nuovi punti di luce o semplicemente scrutando l’orizzonte alla ricerca di risposte. Risposte che, come nella vita, a volte sono impossibili da raggiungere.

Non resta quindi che ritrovarsi nello sguardo attonito di Park Du-man che, anche dopo aver cambiato vita e lavoro, nella splendida sequenza finale non può fare a meno di tornare nel luogo dove ha vagato a lungo senza risultato, dopo avere presuntuosamente pensato di poter individuare l’assassino da uno sguardo, da una parola o da un’improbabile associazione di idee. Tanti anni di elaborazione e accettazione dell’insuccesso si sgretolano nel momento in cui l’ex detective capisce di avere ancora una volta sfiorato il bersaglio della sua ossessiva ricerca. Uno allibito sguardo in macchina chiude nel migliore dei modi questo puzzle senza soluzione, firma di un artista che ancora oggi continua a scrivere pagine indelebili di grande cinema.

Memorie di un assassino in Home Video

Dove vedere Memorie di un assassino in streaming

Overall
9/10

Verdetto

Alla sua seconda regia cinematografica, Bong Joon-ho firma un vero e proprio capolavoro del genere crime, anticipatore dei 20 anni successivi del genere e dello splendido cinema del regista sudcoreano.

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Captain America: Brave New World: il trailer del film Marvel

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Captain America: Brave New World

È online il trailer ufficiale di Captain America: Brave New World, nuovo film Marvel diretto da Julius Onah, con protagonisti Anthony Mackie, Danny Ramirez, Shira Haas, Xosha Roquemore, Carl Lumbly, Giancarlo Esposito, Liv Tyler, Tim Blake Nelson e Harrison Ford. Il film arriverà nelle sale italiane il prossimo 12 febbraio, distribuito da Disney. Gustiamoci una piccola anteprima di quello che ci aspetta.

Il trailer ufficiale di Captain America: Brave New World

Questa la sinossi ufficiale del film:

Dopo aver incontrato il neoeletto Presidente degli Stati Uniti Thaddeus Ross, interpretato da Harrison Ford al suo debutto nel Marvel Cinematic Universe, Sam si ritrova nel bel mezzo di un incidente internazionale. Deve scoprire le ragioni di un efferato complotto globale prima che il mondo intero sia costretto a vedere rosso.

Questo nuovo capitolo del franchise presenta Anthony Mackie nei panni di Capitan America. Falcon, interpretato da Mackie nei precedenti film dell’MCU, ha assunto ufficialmente il ruolo di Capitan America nel finale di The Falcon and The Winter Soldier, serie originale disponibile su Disney+. Il film è prodotto da Kevin Feige e Nate Moore, mentre Louis D’Esposito e Charles Newirth sono i produttori esecutivi.

In conclusione, ecco il poster ufficiale del film che, lo ricordiamo, arriverà nelle sale italiane il 12 febbraio.

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Shelley Duvall è morta: l’attrice statunitense aveva 75 anni

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Shelley Duvall

All’età di 75 anni, è morta l’attrice statunitense Shelley Duvall, universalmente conosciuta per il ruolo di Wendy Torrance in Shining e per il suo lungo sodalizio artistico con Robert Altman. A dare la notizia è Variety, che riporta come fonte il partner di Shelley Duvall, Dan Gilroy. Il decesso dell’attrice è dovuto a complicazioni del diabete di cui soffriva. Dan Gilroy ha così omaggiato la sua memoria:

La mia cara, dolce, meravigliosa vita, compagna e amica ci ha lasciato la scorsa notte. Troppa sofferenza ultimamente, ora è libera. Vola via, bellissima Shelley.

La carriera di Shelley Duvall

Shelley Duvall

Shelley Duvall debutta sul grande schermo nel 1970 grazie proprio a Robert Altman, che la scrittura per il suo Anche gli uccelli uccidono. Il regista statunitense la ingaggia anche per i suoi successivi film I compari, Gang, Nashville, Buffalo Bill e gli indiani, Tre donne (grazie al quale l’attrice conquista il prestigioso Prix d’Interprétation féminine al Festival di Cannes) e Popeye – Braccio di Ferro, in cui Shelley Duvall recita accanto a Robin Williams nell’iconica parte di Olivia, la fidanzata di Braccio di ferro.

Nel mentre, prende parte a Io e Annie di Woody Allen e soprattutto al film che diventerà la sua croce e delizia, Shining di Stanley Kubrick. Nel capolavoro tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, Shelley Duvall consegna alla storia del cinema un’interpretazione struggente e disperata, in cui sfoggia tutta la sua espressività, reggendo il confronto con un sontuoso Jack Nicholson. La sua prova è però stata ottenuta attraverso comportamenti al limite della violenza psicologica da parte del regista, che ha costretto l’attrice a un numero spropositato di ciak, spingendola deliberatamente al limite fisico e mentale. Durante un’intervista all’Hollywood Reporter, la stessa interprete ha raccontato le conseguenze indelebili sulla sua salute mentale dello stress causato dalla lavorazione di Shining.

Nonostante ciò, Shelley Duvall riesce a lavorare anche con Terry Gilliam (I banditi del tempo), Tim Burton (Frankenweenie), Steven Soderbergh (Torbide ossessioni) e Jane Campion (Ritratto di signora), prima del definitivo allontanamento dalle scene interrotto solo dalla partecipazione al B-movie The Forest Hills, ultima sua apparizione sul grande schermo.

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Il Gladiatore II: trailer e poster del film di Ridley Scott

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Il Gladiatore II

È online il trailer de Il Gladiatore II, che arriverà nelle sale italiane a novembre 2024. Il film è il sequel del fortunato Il gladiatore, diretto da Ridley Scott e con protagonisti Russell Crowe, Joaquin Phoenix e Connie Nielsen. Per l’occasione, Ridley Scott torna dietro alla macchina da presa, dirigendo Paul Mescal, Pedro Pascal, Joseph Quinn, Fred Hechinger, Lior Raz, Derek Jacobi, Connie Nielsen e Denzel Washington. La sceneggiatura è di David Scarpa, mentre i produttori sono Douglas Wick, Ridley Scott, Lucy Fisher, Michael Pruss e David Franzoni. Diamo un’occhiata a quello che ci aspetta.

Il trailer ufficiale de Il Gladiatore II

Questa la sinossi ufficiale del film:

Diretto dal leggendario regista Ridley Scott, il Gladiatore II continua raccontare la straordinaria saga di potere, intrighi e vendetta nell’antica Roma. Anni dopo aver assistito alla tragica morte del venerato eroe Massimo per mano del suo perfido zio, Lucio (Paul Mescal) si trova costretto a combattere nel Colosseo dopo che la sua patria viene conquistata da parte di due tirannici imperatori, che ora governano Roma. Con il cuore ardente di rabbia e il destino dell’Impero appeso a un filo, Lucio deve affrontare pericoli e nemici, riscoprendo nel suo passato la forza e l’onore necessari per riportare la gloria di Roma al suo popolo. Preparatevi per un viaggio epico di coraggio e vendetta nella sanguinosa arena del Colosseo.

In conclusione, il poster ufficiale del film che, lo ricordiamo, arriverà nelle sale italiane a novembre 2024, distribuito da Eagle Pictures.

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