Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani: recensione

Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani: recensione

C’è una quieta e attraente elettricità che ci spinge a osservare i protagonisti di un film, o di una serie, persi, smarriti in un loop temporale. Ricomincio da capo, allora un unicum, oggi si trova con molte più narrazioni simili a se stessa, tessute in diverse varianti e differenti contesti. La formula della ripetizione di un singolo giorno è un espediente che è diventato sempre più complesso da trasporre sul grande schermo e che ormai vanta una certa tradizione filmica: Russian Doll, Edge of Tomorrow, Auguri per la tua morte e anche Source Code, sono esempi di come il time loop, l’anello temporale che intrappola i personaggi in una perpetua ripetizione, può assumere connotazioni desuete e anche divertenti. Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani, nuova arguta commedia di Max Barbakow, reinventa il senso di abitare il loop temporale.

La mattina del 9 novembre, Nyles (Andy Samberg) si sveglia di fianco alla fidanzata Misty. Entrambi sono nel deserto di Palm Springs per partecipare al matrimonio tra Abe e Tala, un’amica di Misty. Nyles è un giovane spensierato destinato a rivivere lo stesso giorno di nozze nel deserto, più e più volte, dopo essere entrato in una grotta misteriosa. Dopo aver inavvertitamente portato Sarah (Cristin Milioti), la sorella della sposa, nello stesso luogo, anche a lei a è costretta a ripetere quel giorno ancora e ancora. I due iniziano a trascorrere le loro giornate insieme, organizzando feste e commettendo guai enormi e piccoli crimini. 

Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani: il film di Max Barbakow

Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani

I due attori principali, Samberg e Milioti, sono circondati e attraversati da una chimica talmente reale ed evidente che trascina e sostiene il film. Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani è spassoso perché ci si diverte davvero a trascorrere del tempo con loro, anche se non cambia mai direzione, al punto che sfuggire a questo giorno eterno passa in secondo piano. Barbakow opta per un umorismo intelligente, dirigendo una commedia slapstick che merita grande riconoscimento poiché ha trovato un modo per reinventare completamente un vecchio meccanismo, in modo radicale e trasformativo, rinfrescando una storia che la maggior parte del pubblico ha già visto.

Questo perché, laddove altri film riguardavano i loro personaggi che attraversavano un momento di miglioramento e di autodeterminazione, Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani parla di come la realtà, nella sua mediocrità, può essere adattiva e di come essere adulti implichi accettare il fatto che molte cose non cambieranno mai.

La storia nella sua interezza convince perché i suoi protagonisti sono due beoni, bizzarri, disadattati, ebbri del proprio fallimento, che non hanno alcuna intenzione di ambire a un miglioramento, per questo per loro il loop è un giorno qualunque. Non c’è ieri, non c’è domani, ma un oggi perpetuo che li porta a vivere in una bolla di pseudo serenità che li convince a preferirla alla loro vita di tutti i giorni, in cui il tempo scorre e sembra farli sentire sempre fuori posto.

Abitare (e reinventare) il loop temporale

Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani

Perché non è il posto ad essere errato, non sono le persone che li circondano, è una certa quiescenza (e persistenza) della memoria: è come se gli orologi di Dalì si fossero incarnati nelle valli della California, fino a legare i due personaggi in un loop temporale in cui non è solo fermo il tempo, sono fermi anche i ricordi, ma non i loro, quelli degli altri.

Questo è il fulcro della narrazione, la memoria, il ricordo, e sono questi due elementi a convincere i personaggi a sfuggire dal limbo. Forse è cosi; solo in un proprio inferno personale ci si ricorda degli altri, ma gli altri non hanno nulla che li riporti a te, se non quello che appartiene al passato. Ma cos’è il passato se si è fermi ad un presente perpetuo? Può ancora definirsi passato? O è solo un modo per concepire qualcosa che non si può cambiare? 

La vita nel loop procede abbastanza normalmente ma i suoi ritmi sono immutati e la monotonia, alla fine, è insopportabile. La sceneggiatura, in costante movimento, mantiene lo slancio nella storia e le sue stranezze soprannaturali normalizzano il surreale sottotesto narrativo. Ciò che eleva Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani da commedia dark intelligente a storia commovente è la chiarezza della sua visione ossessionata dall’idea che anche noi saremmo segretamente tentati da una realtà in cui nulla conta davvero. In verità non c’è nulla di attraente nel vivere gli errori di tutti i giorni in ventiquattro ore, come una reductio ad unum. E questo Barbakow lo sa bene. 

Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani sarà in sala da giovedì 22 ottobre 2020, distribuito da I Wonder Pictures.

Valutazione
7/10

Verdetto

Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani dona nuova luce ad un vecchio meccanismo narrativo e reinventa il senso di abitare il loop temporale, con un umorismo intelligente e sfrenato. 

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.