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Past Lives, recensione del film scritto e diretto da Celine Song

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In un bar di Manhattan tre persone sono sedute a un bancone. Non sappiamo cosa ci sia tra loro, quali sentimenti attraversino i loro corpi, se sono tre colleghi che si sono ritrovati dopo il lavoro o se sono tre amici, ognuno con la propria dose di amore pronta a scompaginare gli equilibri. Una cosa è certa: lei è al centro della storia ed è proprio lei a rivolgersi con lo sguardo direttamente in camera, come se volesse dire al pubblico: “Va bene, vi racconto la mia storia”. 

Prontamente il film fa un salto temporale di 24 anni. Siamo a Seoul. Na Young (Moon Seung-ah) e Hae Sung (Seung Min Yim) sono compagni di scuola e hanno un’amicizia molto stretta. Ogni giorno camminano per la stessa strada che li riporta a casa, si prendono in giro a vicenda sui loro rendimenti scolastici, giocano assieme anche fuori dagli orari scolastici, si tengono per mano. La famiglia di Na Young un giorno decide di emigrare in Canada. “Se si lascia qualcosa, si guadagna anche qualcosa”. Un nuovo paese, una nuova lingua, un nuovo nome, una nuova vita a tutto tondo. 

Molti anni dopo Na Young, che ora si chiama Nora (Greta Lee), e Hae Sung (Teo Yoo) tornano in contatto grazie ai social. Nora lavora come autrice a New York; Hae Sung studia ingegneria meccanica nella sua città natale. Ritrovarsi per loro è una gioia straripante, è come se tutto tornasse al proprio posto, un rimosso di vita che torna ad avere senso. Per un po’, Nora e Hae Sung parlano frequentemente ma i loro sentimenti ravvivati sono gradualmente appesantiti dalla distanza tra loro.

Past Lives: da Richard Linklater a Wong Kar-wai

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Mentre Nora è più concentrata sulla sua futura carriera di drammaturga, Hae Sung deve prestare più attenzione ai suoi studi e alla sua futura carriera professionale, e alla fine arriva un punto in cui concordano di avere un periodo di separazione. Hae Sung, dopo anni di silenzio, decide di visitare New York e di incontrare Nora, che adesso è sposata con Arthur (John Magaro). Finalmente lui e Nora occupano lo stesso spazio fisico per la prima volta dopo decenni; trascorrono una giornata insieme in cui Nora si trova tra due uomini che rappresentano la sua vita precedente e la sua nuova vita. 

Past Lives, scritto e diretto da Celine Song, al suo debutto alla regia, è stato paragonato tanto ai film di Richard Linklater, quanto a In the Mood for Love di Wong Kar-wai. Questo perché la regista è abilissima nel sublimare le strade non percorse, le vite non vissute, e lo spazio di azione della nostalgia e del rimpianto. Past Lives potrebbe avere le sembianze di una storia d’amore, di un triangolo affettivo che non ha modo di risolversi se non nel dramma, ma in realtà è molto di più: è un film che parla di identità, di migrazione, di abbandono, dell’esperienza degli immigrati e del modo in cui ciò crea realtà alternative nella mente per tutta la vita: il sé che sarebbe potuto restare nel vecchio paese in contrasto con quello che è partito per un nuovo futuro all’estero. 

Un’ode al vortice inarrestabile delle decisioni che prendiamo

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C’è un moto emotivo di inabissamento ed emersione che accade alle persone che sono migrate quando erano abbastanza grandi da aver forgiato ricordi di vita nella loro patria, ma ancora abbastanza giovani da essere rimodellate da un nuovo ambiente. Man mano che gli anni aumentano, e si diventa qualcun altro da qualche altra parte, quell’esistenza precedente, così lontana dalla realtà attuale, inizia a svanire in un angolo del subconscio coperto dalle ragnatele della nostalgia.

Celine Song, con sguardo lucido, si interroga anche su queste dinamiche interiori e osserva anche cosa succede alle persone lasciate indietro, per le quali si esiste solo in virtù di un ricordo cristallizzato. Come se una persona conoscesse solo una versione, passata, e probabilmente ormai inesistente di te. Ebbene, se quella persona rientrasse nella tua vita oggi, chi saresti tu? Un ricordo condiviso e sbiadito come una pagina di un diario mai più aperto? Una prova vivente di chi eri? Un attore che torna a interpretare un ruolo dismesso di cui non ha più le redini emotive? Un fantasma che fa da ponte tra le molte, tante vite che una persona può vivere? 

Intriso di malinconia, il magistrale debutto di Song è un’ode al vortice inarrestabile delle decisioni che prendiamo, di quelle prese per noi, dei rimpianti che ci perseguitano e di come scegliamo di andare avanti portando tutto l’inevitabile bagaglio di rimorsi e nostalgia. Mentre Nora e Hae Sung si incontrano e parlano, la sceneggiatura di Song fa un delicato gioco di equilibrio tra romanticismo, desiderio e malinconia. Nora e Hae Sung diventano sempre più consapevoli dei loro vecchi sentimenti mentre godono della compagnia l’uno dell’altro, ma riconoscono anche chiaramente come le cose siano cambiate tra loro negli ultimi 24 anni.

Past Lives: il presente è il negativo di una bobina che si srotola verso il futuro

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Tuttavia, si sentono comunque attratti l’uno dall’altro, percependo la loro connessione emotiva, che potrebbe essere associata a ciò che i coreani chiamanoIn-yun”. In-yun è l’incrocio karmico di due persone che erano amanti nelle vite passate; una connessione fatale di due persone diverse che, come spiega casualmente Nora al suo futuro marito, è solo un termine comune spesso usato dai ragazzi coreani per sedurre le ragazze. Ma lei e Hae Sung non possono fare a meno di chiedersi se siano effettivamente anime gemelle legate da In-yun, e come le cose sarebbero potute andare se Nora e la sua famiglia non avessero lasciato la Corea del Sud. 

Intriso di autobiografismo, l’esordio di Celine Song si sviluppa su tre livelli temporali, collegati da ellissi narrative: l’infanzia di Hang-seo in Corea negli anni Novanta, il riavvicinamento tra i due protagonisti attraverso i social network e le videochiamate e il viaggio improvviso di Hang-seo a New York, che mette alla prova l’equilibrio e la stabilità di Nora. Tre livelli temporali che abitano lo spazio filmico e che portano in essere i momenti detonanti di una vita che sembra riavvolgersi come un nastro. Nora non può fare altro che specchiarsi nelle infinite possibilità che la sua vita avrebbe potuto incarnare, scegliendo di riavvolgere il nastro per riviverla esattamente come è stata, perché se il passato è una storia che raccontiamo a noi stessi, il presente è il negativo di una bobina che si srotola verso il futuro.

Past Lives è distribuito da Lucky Red.

Past Lives in Home Video

Dove vedere Past Lives in streaming

Overall
9/10

Verdetto

Con Past Lives, Celine Song firma un folgorante esordio intriso di autobiografismo, che si trasforma in ode al vortice inarrestabile delle decisioni che prendiamo.

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Captain America: Brave New World: il trailer del film Marvel

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Captain America: Brave New World

È online il trailer ufficiale di Captain America: Brave New World, nuovo film Marvel diretto da Julius Onah, con protagonisti Anthony Mackie, Danny Ramirez, Shira Haas, Xosha Roquemore, Carl Lumbly, Giancarlo Esposito, Liv Tyler, Tim Blake Nelson e Harrison Ford. Il film arriverà nelle sale italiane il prossimo 12 febbraio, distribuito da Disney. Gustiamoci una piccola anteprima di quello che ci aspetta.

Il trailer ufficiale di Captain America: Brave New World

Questa la sinossi ufficiale del film:

Dopo aver incontrato il neoeletto Presidente degli Stati Uniti Thaddeus Ross, interpretato da Harrison Ford al suo debutto nel Marvel Cinematic Universe, Sam si ritrova nel bel mezzo di un incidente internazionale. Deve scoprire le ragioni di un efferato complotto globale prima che il mondo intero sia costretto a vedere rosso.

Questo nuovo capitolo del franchise presenta Anthony Mackie nei panni di Capitan America. Falcon, interpretato da Mackie nei precedenti film dell’MCU, ha assunto ufficialmente il ruolo di Capitan America nel finale di The Falcon and The Winter Soldier, serie originale disponibile su Disney+. Il film è prodotto da Kevin Feige e Nate Moore, mentre Louis D’Esposito e Charles Newirth sono i produttori esecutivi.

In conclusione, ecco il poster ufficiale del film che, lo ricordiamo, arriverà nelle sale italiane il 12 febbraio.

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Shelley Duvall è morta: l’attrice statunitense aveva 75 anni

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Shelley Duvall

All’età di 75 anni, è morta l’attrice statunitense Shelley Duvall, universalmente conosciuta per il ruolo di Wendy Torrance in Shining e per il suo lungo sodalizio artistico con Robert Altman. A dare la notizia è Variety, che riporta come fonte il partner di Shelley Duvall, Dan Gilroy. Il decesso dell’attrice è dovuto a complicazioni del diabete di cui soffriva. Dan Gilroy ha così omaggiato la sua memoria:

La mia cara, dolce, meravigliosa vita, compagna e amica ci ha lasciato la scorsa notte. Troppa sofferenza ultimamente, ora è libera. Vola via, bellissima Shelley.

La carriera di Shelley Duvall

Shelley Duvall

Shelley Duvall debutta sul grande schermo nel 1970 grazie proprio a Robert Altman, che la scrittura per il suo Anche gli uccelli uccidono. Il regista statunitense la ingaggia anche per i suoi successivi film I compari, Gang, Nashville, Buffalo Bill e gli indiani, Tre donne (grazie al quale l’attrice conquista il prestigioso Prix d’Interprétation féminine al Festival di Cannes) e Popeye – Braccio di Ferro, in cui Shelley Duvall recita accanto a Robin Williams nell’iconica parte di Olivia, la fidanzata di Braccio di ferro.

Nel mentre, prende parte a Io e Annie di Woody Allen e soprattutto al film che diventerà la sua croce e delizia, Shining di Stanley Kubrick. Nel capolavoro tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, Shelley Duvall consegna alla storia del cinema un’interpretazione struggente e disperata, in cui sfoggia tutta la sua espressività, reggendo il confronto con un sontuoso Jack Nicholson. La sua prova è però stata ottenuta attraverso comportamenti al limite della violenza psicologica da parte del regista, che ha costretto l’attrice a un numero spropositato di ciak, spingendola deliberatamente al limite fisico e mentale. Durante un’intervista all’Hollywood Reporter, la stessa interprete ha raccontato le conseguenze indelebili sulla sua salute mentale dello stress causato dalla lavorazione di Shining.

Nonostante ciò, Shelley Duvall riesce a lavorare anche con Terry Gilliam (I banditi del tempo), Tim Burton (Frankenweenie), Steven Soderbergh (Torbide ossessioni) e Jane Campion (Ritratto di signora), prima del definitivo allontanamento dalle scene interrotto solo dalla partecipazione al B-movie The Forest Hills, ultima sua apparizione sul grande schermo.

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Il Gladiatore II: trailer e poster del film di Ridley Scott

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Il Gladiatore II

È online il trailer de Il Gladiatore II, che arriverà nelle sale italiane a novembre 2024. Il film è il sequel del fortunato Il gladiatore, diretto da Ridley Scott e con protagonisti Russell Crowe, Joaquin Phoenix e Connie Nielsen. Per l’occasione, Ridley Scott torna dietro alla macchina da presa, dirigendo Paul Mescal, Pedro Pascal, Joseph Quinn, Fred Hechinger, Lior Raz, Derek Jacobi, Connie Nielsen e Denzel Washington. La sceneggiatura è di David Scarpa, mentre i produttori sono Douglas Wick, Ridley Scott, Lucy Fisher, Michael Pruss e David Franzoni. Diamo un’occhiata a quello che ci aspetta.

Il trailer ufficiale de Il Gladiatore II

Questa la sinossi ufficiale del film:

Diretto dal leggendario regista Ridley Scott, il Gladiatore II continua raccontare la straordinaria saga di potere, intrighi e vendetta nell’antica Roma. Anni dopo aver assistito alla tragica morte del venerato eroe Massimo per mano del suo perfido zio, Lucio (Paul Mescal) si trova costretto a combattere nel Colosseo dopo che la sua patria viene conquistata da parte di due tirannici imperatori, che ora governano Roma. Con il cuore ardente di rabbia e il destino dell’Impero appeso a un filo, Lucio deve affrontare pericoli e nemici, riscoprendo nel suo passato la forza e l’onore necessari per riportare la gloria di Roma al suo popolo. Preparatevi per un viaggio epico di coraggio e vendetta nella sanguinosa arena del Colosseo.

In conclusione, il poster ufficiale del film che, lo ricordiamo, arriverà nelle sale italiane a novembre 2024, distribuito da Eagle Pictures.

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