Pavarotti: recensione del film di Ron Howard

Pavarotti: recensione del film di Ron Howard

“Alcuni sanno cantare l’opera. Luciano Pavarotti era un’opera”. Bono Vox, storico cantante degli U2, è solo una delle numerose star che hanno preso parte al nuovo biopic diretto da Ron Howard, Pavarotti, il terzo di una serie di documentari che Howard ha diretto, quali The Beatles: Eight Days a Week – The Touring Years e Made In America, il backstage del festival musicale di Jay-Z. Pavarotti è un documentario strepitoso, un racconto che si addentra nella vita personale e nella carriera di un’icona musicale, Luciano Pavarotti, soprannominato “il tenore del popolo”, un uomo che ha dominato i più importanti palchi del mondo con la pienezza della sua voce, un’anima profonda abitata da contrasti, che combinava una leggerezza infantile, un’educazione contadina e il mistero della sua voce che riusciva a far vibrare le corde emotive di tutto il mondo, un mistero proprio di un grande artista.

Pavarotti

Pavarotti: il biopic di Ron Howard

Il biopic diretto da Ron Howard contiene rare interviste a familiari e colleghi, materiale video inedito degli spettacoli più prestigiosi, interviste di archivio, molto materiale di filmati custoditi da familiari e amici. Questo documentario è strutturato dal regista esattamente come un’opera lirica, divisa in 3 atti. Ed è la stessa vita del tenore che viene presentata ai nostri occhi così come Howard sceglie di fare: nel primo atto della sua vita, passa da essere un insegnante locale a Modena al successo disatteso, il secondo atto è l’epoca dei Tre Tenori, caratterizzata da un’incredibile notorietà e l’ultimo atto è quello del periodo di Pavarotti and Friends, quando raccoglieva fondi per associazioni umanitarie a favore dell’infanzia, portando l’opera in nuovi luoghi e a nuovi pubblici.

Se da un lato l’idea del regista era di portare avanti l’uomo dietro il sipario, dall’altro era inevitabile non fare accezione a tutte le difficoltà e gli scandali che attraversarono la sua vita, dai problemi coniugali, alle critiche di molti amanti dell’opera che ritennero che portare la lirica in enormi stadi pensati per lo sport e dalla pessima acustica fosse un tradimento verso la sua musica.

Pavarotti

Il tenore del popolo in un documentario che svela l’uomo dietro il sipario

Ma ciò non intaccò neppure per un singolo momento questo gigante della musica, che ha avuto non solo la capacità ma anche il talento di ridurre le distanze tra cultura alta e cultura popolare: per Pavarotti la musica non doveva mai sembrare qualcosa di esclusivo o elitario, l’opera era la musica della gente, di tutta la gente. Ed è per questo che anche i neofiti della musica lirica potranno emozionarsi alla visione di Pavarotti, non solo perché è strutturalmente intrigante ma perché è un’occasione per vivere un’esperienza emozionante, liricamente ineccepibile.

La voce di Pavarotti è eterna, è al di fuori del tempo, è la cassa di risonanza di tutte le nostre fragilità, ed è per questo che ogni qual volta saliva sul palcoscenico riusciva ad incantare il suo pubblico: interpretava i suoi personaggi, spaziando da ruoli di tenore eroico al tenore leggero, fieramente, drammaticamente, con degli occhi iper espressivi e quell’enorme fazzoletto bianco, che presto sarebbe diventato uno degli elementi che lo contraddistinguevano. Pavarotti è lo spaccato di vita di un uomo eccezionale e di un gigante della musica, un biopic diviso in arie liriche, che ci restituisce l’immagine di un uomo umile, carismatico, ironico dalla voce brunita, viscerale che seppe interpretare e raccontare l’opera con ogni mezzo.

Pavarotti sarà al cinema dal 28 al 30 ottobre, distribuito da Nexo Digital.

  • Verdetto

4

Sommario

Pavarotti è un biopic che ci restituisce l’immagine di un uomo umile, carismatico, ironico dalla voce brunita, viscerale che seppe interpretare e raccontare l’opera con ogni mezzo.

Condividi sui social
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.