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Perfect Days: recensione del film di Wim Wenders

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«Felicità? È una parola che, di tanto in tanto, nella mia vita, ho raccolto, ho osservato – ma mai l’ho scoperta sotto le stesse sembianze», scriveva Doris Lessing. Fra le tante possibili sembianze della felicità c’è anche quella di Hirayama, protagonista del nuovo straordinario film di Wim Wenders Perfect Days. Una felicità che passa da una compiaciuta ricerca dell’essenziale, dalla semplicità di una piccola routine quotidiana, dalla costante fuga dal digitale in nome di un personale tempio dell’analogico.

Hirayama (che si chiama come i protagonisti di Viaggio a Tokyo e Il gusto del sakè, uno dei tanti omaggi a Yasujirō Ozu presenti in Perfect Days) lavora come come addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo, traendo visibile appagamento da un’attività umile e per molti degradante. Il lavoro occupa gran parte della sua giornata, scandita da una serie di attività svolte da Hirayama con altrettanto appagamento: la cura per le sue piante, la fotografia, l’ascolto di audiocassette rock e la lettura di William Faulkner. Una sorta di giorno della marmotta in cui Hirayama non è imprigionato, ma dove al contrario si rifugia da un passato imperscrutabile, segnato sicuramente dalla delusione e dal dolore.

In un flusso di immagini, musica ed emozioni interrotto solo da inquietanti ed emblematici sogni, seguiamo le sue giornate all’insegna della pace interiore e della gentilezza nei confronti del prossimo, scoprendo con il passare dei minuti piccole preziose tessere del puzzle della sua vita.

Perfect Days: arte, natura e attaccamento alla vita nel nuovo capolavoro di Wim Wenders

Perfect Days

Sarebbe riduttivo classificare Perfect Days come un mero elogio delle piccole cose. Nel lavoro di Wim Wenders, nato come documentario sulle toilette pubbliche di Tokyo e trasformato poi dal regista tedesco in un’opera densa e stratificata, convivono in fatti innumerevoli spunti e suggestioni, che vanno dal già citato Ozu (da sempre punto di riferimento dell’autore) alla riflessione post-pandemica, espandendosi in molteplici direzioni.

Il trantran quotidiano di Hirayama (interpretato dal formidabile Kōji Yakusho, meritatamente vincitore del premio come migliore attore del Festival di Cannes 2023) è un atto di resistenza alla frenesia del mondo moderno, in cui convivono la riscoperta del piacere dell’oggetto e la rinnovata passione per la natura, che passa sia per la contemplazione di splendide albe, sia per la cura con cui il protagonista bagna scrupolosamente le sue piantine. Ma Hirayama ha anche una chiara dimensione spirituale, che soprattutto per il dialogo con un malato terminale vicino a un ponte rende pressoché inevitabile l’accostamento con gli indimenticabili angeli Clarence de La vita è meravigliosa e Damiel de Il cielo sopra Berlino, l’opera più celebre di Wim Wenders.

Ma mentre accompagniamo Hirayama nel suo lento e lieto peregrinare, scandito da una playlist in cui convivono pietre miliari di mostri sacri come Animals, Van Morrison, Lou Reed, Otis Redding e Patti Smith, non possiamo fare a meno di chiederci quali siano le colpe che sta cercando di espiare, come fosse la sua vita precedente ai bagni pubblici, da dove derivi il suo incrollabile attaccamento a un’esistenza che per altri sarebbe difficilmente sopportabile.

Un finale poetico e travolgente


Dopo avere ripetutamente tratteggiato la fragilità dell’animo umano attraverso folgoranti viaggi nello spazio e nella coscienza, con Perfect Days Wim Wenders ci parla del ritorno dal viaggio, della riscoperta della propria forza e della ricerca di un equilibrio interiore, che passano anche da letteratura, musica, buon cibo e natura, i nutrimenti dell’anima per eccellenza. Una riflessione personale e fieramente senile con cui questo girovago maestro di cinema, nella stessa terra che aveva omaggiato in Tokyo-Ga, ribadisce che «Ci sono tanti mondi dentro lo stesso mondo» (come dice Hirayama alla sua ritrovata nipote), celebrando l’amore e l’attaccamento per gli elementi cardine della sua filmografia e della sua esistenza.

Un commosso e travolgente sorriso in macchina è la poetica sintesi di un film di contagiosa purezza, sognante e forse utopico inno alla natura, all’arte e al costante innamoramento per la vita. L’ennesima gemma della filmografia di un artista che da oltre 50 anni racconta il rapporto con noi stessi e con il mondo in cui viviamo, trovando sempre nuove strade per spingerci a riflettere sulle nostre certezze e sulle nostre contraddizioni.

Perfect Days

Perfect Days è distribuito da Lucky Red.

Perfect Days in Home Video

Dove vedere Perfect Days in streaming

Overall
9/10

Verdetto

Wim Wenders ci regala un nuovo folgorante affresco esistenziale, che celebra l’innamoramento quotidiano per la vita, per la natura e per l’arte.

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È morta Anouk Aimée, attrice di 8½ e La dolce vita

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Il mondo del cinema piange la scomparsa di una delle sue icone più luminose, Anouk Aimée, che ci ha lasciato all’età di 92 anni. Attrice di straordinaria eleganza e talento, Aimée ha incantato generazioni di spettatori con la sua presenza scenica inconfondibile e la sua capacità di dare vita a personaggi indimenticabili.

Nata a Parigi il 27 aprile 1932 come Nicole Françoise Florence Dreyfus, Anouk Aimée ha iniziato la sua carriera cinematografica giovanissima, a soli 14 anni. Il suo stile recitativo unico l’ha resa una delle attrici più amate e rispettate del suo tempo, capace di lavorare con alcuni dei più grandi registi della storia del cinema. La sua carriera è stata costellata di successi e riconoscimenti. Nel 1966, per il film Un uomo, una donna di Claude Lelouch è stata insignita per il Golden Globe per la migliore attrice e una nomination all’Oscar. Il suo ruolo nel Salto nel vuoto di Marco Bellocchio le ha fatto guadagnare il Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes nel 1980. Nel 2002, ha ricevuto il Premio César onorario e nel 2003 l’Orso d’oro alla carriera al Festival di Berlino.

Aimée ha recitato per registi del calibro di Federico Fellini, con cui ha lavorato in capolavori come La dolce vita e 81⁄2, Jacques Demy in Lola – Donna di vita, Vittorio De Sica in Il giudizio universale e Sidney Lumet in La virtù sdraiata. La sua unica figlia, Manuela Papatakis, ha confermato la triste notizia della sua scomparsa attraverso un post su Instagram.

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Inside Out 2: il regista e le voci italiane raccontano il nuovo film Pixar

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Inside Out 2

Dopo il trionfale successo di Inside Out, il pubblico attende con impazienza il ritorno nel colorato mondo delle emozioni. Con Inside Out 2, si apre un nuovo capitolo che promette di essere altrettanto coinvolgente e indipendente dal suo predecessore. Abbiamo avuto l’opportunità di parlare con il cast del film, ovvero il produttore Mark Nielsen, il regista Kelsey Mann e le voci italiani delle emozioni Pilar Fogliati, Deva Cassel, Sara Ciocca, Marta Filippi e Federico Cesari, per scoprire cosa ha alimentato la loro passione nel dare vita a questo secondo capitolo. 

Mark Nielsen ci ha raccontato di come il regista del primo film, Pete Docter, abbia seminato i semi per il sequel già quattro anni fa: “Pete ha visto qualcosa di speciale nel primo film, qualcosa che ha risuonato profondamente nel pubblico. Non potevamo ignorare l’eco di quelle emozioni che continuavano a vivere nelle persone” ha affermato. La decisione di procedere è stata quindi naturale, spinta dal desiderio di esplorare ulteriormente un mondo già tanto amato. Kelsey Mann ha sottolineato l’importanza di veicolare messaggi potenti su emozioni universali a un pubblico così variegato: “Il primo film ha aperto un dialogo sulle emozioni, specialmente tra i più giovani. Ora, con Inside Out 2, vogliamo approfondire emozioni ancora più complesse come l’ansia, l’imbarazzo e l’invidia. I bambini comprendono queste sfumature emotive, spesso meglio degli adulti.”

Inside Out 2: Pilar Fogliati e Deva Cassel sono Ansia e Noia

Pilar Fogliati, che presta la voce all’Ansia, ha raccontato quanto sia rilevante questo sentimento e sulla sua rappresentazione nel film: “Dare voce all’ansia è stato un privilegio. Il film la presenta in una luce positiva, come un eccesso di amore, e ci insegna ad abbracciare ogni emozione, non a respingerla”. Deva Cassel ha parlato dell’importanza dell’emozione della Noia, spesso sottovalutata, ma cruciale per il nostro sviluppo personale. “La noia ci permette di riflettere e di aprirci a nuove idee. È un sentimento che dovremmo imparare ad accettare e valorizzare”. 

Sara Ciocca e Marta Filippi hanno parlato della loro esperienza nel doppiare rispettivamente Riley e l’Invidia, che attraversano fasi di crescita e di cambiamento, identificandosi con le loro lotte e le loro vittorie: “Doppiare Riley è stata un’esplorazione interiore,” dice Ciocca. “E invidia” aggiunge Filippi, “non è il personaggio negativo che molti si aspettano, ma piuttosto uno pieno di ammirazione e desiderio di crescitaCi spiegavano gli animatori della Pixar che l’hanno disegnata più piccola nelle proporzioni rispetto agli altri personaggi proprio perché potesse comunicare il fatto che lei guarda tutti dal basso verso l’alto, si sente più piccola, si sente inadeguata.

Federico Cesari, che ha dato voce all’Imbarazzo, ha spiegato che come elemento ed emozione è fondamentale sia nella vita che nell’arte: “L’imbarazzo ci riporta alla nostra essenza e ci sfida ad abbracciare nuove prospettive. Il nostro lavoro è fondato molto spesso sull’imbarazzo, su frequentissimi momenti di imbarazzo; è bello sperimentarlo perché ti riporta in qualche modo al tuo essere bambino, alla tua vera essenza e il nostro lavoro è dominato da questo.  Quando mi approccio a un personaggio, quando devo fare il grande salto verso il personaggio, c’è sempre quel momento di imbarazzo iniziale in cui devi prendere le distanze da te e abbracciare qualcuno che non conosci”.

Inside Out 2 e l’hockey

L’hockey non era presente nelle prime bozze del film,” spiega il produttore. “Ma riflettendo su ciò che rendeva Riley speciale nel primo film, abbiamo realizzato che l’hockey è un elemento fondamentale della sua vita, un modo per connettersi con suo padre. Lo sport, con le sue ansie e pressioni, è un campo di battaglia perfetto per esplorare nuove emozioni.” Il film, inoltre, evita cliché come il primo amore adolescenziale: “Volevamo esplorare qualcosa di diverso, qualcosa che potesse risuonare con le esperienze personali” afferma il regista. “Riley si innamora, ma della persona più importante: se stessa. Il film celebra l’auto-accettazione”, commenta il regista.

Alla domanda su un possibile seguito, il regista ha risposto con entusiasmo: “Abbiamo molte idee ancora da esplorare. Personaggi, emozioni, mondi… Uno di questi è la ‘Terra della Procrastinazione’, un luogo che non abbiamo ancora potuto mostrare. Se il pubblico desidera un terzo film, il supporto a questo capitolo sarà decisivo.”

Kelsey Mann inoltre rivela che l’emozione della gelosia era stata considerata per il film: “Gelosia e invidia sono emozioni complesse e distinte. L’invidia è un sentimento adolescenziale per eccellenza, ma non escludiamo che la gelosia possa apparire in futuro”. “I colori sono essenziali per la narrazione,” continua Mann. “Ogni emozione ha un colore che la rappresenta, scelto per riflettere la sua essenza. L’ansia, per esempio, è arancione: un colore vibrante e pieno di energia.

Un mondo di emozioni

Pilar Fogliati ha poi condiviso la sua visione sull’ansia: “Anche se non sono più un’adolescente, l’ansia è un tema universale. Ho cercato di portare la mia ricerca personale nel personaggio di Riley, mostrando come l’ansia si trasforma. È molto interessante si parli di ansia a 13 anni. Il film rende in maniera intelligente l’ansia: il mio lavoro è preoccuparmi dei problemi che non si vedono, ed è una battuta assolutamente perfetta e descrive alla perfezione che cosa fa l’ansia, che in realtà è troppo amore e quindi la fa vedere anche in una chiave positiva. Ogni emozione la devi abbracciare e non devi provare a scacciarla via, non è cattiva, è per te”.

Con queste parole, il cast di Inside Out 2 ci invita a immergerci nuovamente in un viaggio emozionale che promette di essere altrettanto illuminante e trasformativo del primo. Non vediamo l’ora di scoprire quali nuove avventure ci attendono nel mondo delle emozioni.

Inside Out 2 uscirà nelle sale italiane il 19 giugno, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

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The Instigators: il trailer del film Apple TV+ con Matt Damon e Casey Affleck

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The Instigators

È online il trailer ufficiale italiano di The Instigators, nuovo film di Doug Liman con protagonisti Matt Damon e Casey Affleck, in arrivo il 9 agosto su Apple TV+. Si tratta di un heist thriller, scritto da Chuck MacLean e dallo stesso Casey Affleck, forte della presenza nel cast di Michael Stuhlbarg, Paul Walter Hauser, Ving Rhames, Alfred Molina e Toby Jones, Jack Harlow e Ron Perlman. La produzione è di Artist Equity, Studio 8 e The Walsh Company, mentre i produttori sono Ben Affleck, Matt Damon, Jeff Robinov, John Graham, Kevin J. Walsh, Alison Winter. Celia Costas, Dani Bernfeld, Kevin Halloran, Michael Joe, Cynthia Dahlgren e Luciana Damon sono invece i produttori esecutivi. Diamo un’occhiata a quello che ci aspetta.

Il trailer ufficiale italiano di The Instigators, dal 9 agosto su Apple TV+

Questa la sinossi ufficiale del film:

L’heist thriller vede protagonisti Matt Damon e Casey Affleck nel ruolo di due partner improbabili: Rory, un padre disperato, e Cobby, un ex detenuto, vengono reclutati per portare a segno una rapina dei guadagni illeciti di un politico corrotto. Quando il colpo va male, i due si ritrovano in un vortice di caos, inseguiti non solo dalla polizia, ma anche da burocrati arretrati e vendicativi boss del crimine. Completamente spaesati, convincono la terapeuta di Rory (Hong Chau) a unirsi a loro in una fuga avventurosa per le strade della città che li costringe a mettere da parte le loro differenze e lavorare insieme per sfuggire alla cattura o peggio…

In conclusione, vi ricordiamo che The Instigators debutterà il prossimo 9 agosto su Apple TV+.

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