Pieces of a Woman: recensione del film di Kornél Mundruczó

Pieces of a Woman: recensione del film di Kornél Mundruczó

Viaggio al termine della notte. Viaggio al termine della vita.
No, qui non c’è Louis-Ferdinand Céline a declinare le sue esperienze più drammatiche, a mostrare la notte dell’uomo in tutta la sua lividura. In questo caso assistiamo a Kata Wéber e Kornél Mundruczó, sceneggiatrice e regista di Pieces of a Woman, misurarsi con lo spaccato di vita di una donna, Martha. 
 
Martha Carson (Vanessa Kirby) e Sean (Shia LaBeouf) sono una coppia di Boston che attende l’arrivo della loro prima figlia. Martha ha pianificato con la sua ostetrica un parto in casa; quando inizia il travaglio però apprende che la sua ostetrica sta assistendo un altro parto e non è disponibile. Eva (Molly Parker), la nuova ostetrica, aiuta Martha a partorire, non senza diverse complicazioni inaspettate. Quando i paramedici arrivano a casa è troppo tardi. Martha e Sean si trovano all’improvviso a dover elaborare una perdita e un dolore profondissimo: mentre Martha lotta per muoversi attraverso un mondo che non la comprende, da ogni lato subisce pressioni dalla società e dalla famiglia, tra cui la mamma (Ellen Burstyn), che la esortano ad adottare un comportamento più consono alle loro aspettative. 

Pieces of a Woman: il film di Kornél Mundruczó

Pieces of a Woman
 
Pieces of a Woman, in Concorso durante la 77a Mostra del Cinema di Venezia, si fa carico dell’arduo compito di filmare il lutto. Non è facile realizzare un’opera che nella ricerca e nel racconto di una perdita possa essere valida, coerente, ma soprattutto che restituisca realismo e veridicità ad un momento di assoluta entropia emotiva. Kornél Mundruczó dirige il diario visivo di una donna che perde un figlio, dividendo la pellicola in tre generi ben definiti tra loro: il prologo è audace, 30 minuti di piano sequenza (quasi) ininterrotto che segue il parto in casa in tempo reale, in cui non c’è alcuna distanza tra lei e il pubblico.
 
La seconda parte è improntata quasi esclusivamente sul rapporto tra Martha e Sean e le macerie della loro relazione: Sean non ha la capacità di riconoscere e sostenere il suo dolore, soprattutto non comprende come lo ha interiorizzato. L’ultima parte riguarda Martha che deve imparare a convivere con se stessa, tenta di ricomporsi, di unire tanti pezzi, non prima di accorgersi che emergendo da quell’esperienza non è più la donna che era prima. 

Un racconto di istantanee sulla natura viscerale del dolore come entropia emotiva

Pieces of a Woman
 
Pieces of a Woman è un’ode alla perdita, al lutto, un racconto di istantanee della vita di Martha, empatico, tormentato, pieno di simbolismi, di rimandi metaforici alla natura caduca e mortale e alla rinascita interiore, come le mele e i loro semi o il ponte che appare spesso tra le scene, un ponte di via di completamento che sta costruendo Sean: Sean costruisce ponti, punti di incontro. Adesso è costretto a distruggerli. Quel che Kata Wéber ha scritto è un’acuta analisi, sia spirituale che carnale, del vuoto che lascia un figlio che non c’è più, un figlio mai nato, e del modo in cui quel vuoto si configura nella quotidianità di un genitore che ogni giorno deve confrontarsi con un’amputazione, con la negazione fisica di una genitorialità tanto attesa e auspicata.
 
Più di tutto è il corpo di Martha che per lei esprime il suo dolore in maniera incontrollabile e indelebile: il corpo di Martha, gonfio, saturo, ancora gravido, diventa veicolo di disperazione, è un continuo tradire una promessa portata avanti e cresciuta per nove mesi, un impegno, un vincolo di fede che Martha ha stretto con la sua bambina, con la promessa di potersi finalmente vedere occhi negli occhi e il cuore fuori dal corpo. 
 
Valutazione
8/10

Verdetto

Kornél Mundruczó dirige il diario visivo di una donna che deve imparare a convivere con se stessa, un’acuta analisi del vuoto che lascia un figlio che non c’è più. Il tentativo di unire tanti pezzi, prima di accorgersi che da quell’esperienza non si è più ciò che si era. 

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.