Rigor Mortis – The Final Colours: recensione del film di Timo Rose

Rigor Mortis – The Final Colours: recensione del film di Timo Rose

Nel panorama dell’horror underground, quello del tedesco Timo Rose è certamente uno dei nomi più conosciuti e apprezzati. Un regista di tecnica e sostanza e con la mente rivolta costantemente al cinema di genere, che non si è mai lasciato frenare dalla mancanza di ricchi budget e non è mai sceso a compromessi, arrivando così a varcare i confini della Germania e a fare capolino negli Stati Uniti. Oggi ci concentriamo su uno dei suoi primi lavori, ovvero Rigor Mortis – The Final Colours crime horror realizzato da Rose nel 2003 con la supervisione del mago degli effetti speciali teutonico Olaf Ittenbach. Il film è stato recentemente distribuito in Home Video in Italia da Home Movies, all’interno della collana Spasmo Video.

Rigor Mortis – The Final Colours: i primi passi di Timo Rose nell’horror underground
Rigor Mortis - The Final Colours - Lost in Cinema

Ritchie (Andreas Pape) e Norman (Sebastian Gutsche) sono due fratelli che vivono insieme dopo la perdita dei genitori, sostenendosi a vicenda nelle rispettive difficoltà. Norman è infatti affetto da evidenti problemi mentali e fisici che lo costringono su una sedia a rotelle, mentre per assistere il fratello Ritchie vive una vita di isolamento, sollevata soltanto dalla sua ragazza Nadja (Anja Gebel). Un giorno, durante una passeggiata in campagna, proprio Nadja e Norman vengono improvvisamente raggiunti da un uomo sanguinante, che gli passa un misterioso CD. Nadja, Norman e di conseguenza Ritchie vengono così scambiati per altre persone e coinvolti in un torbido caso di pirateria informatica, che li trascinerà in un vortice di orrore e violenza.

Rigor Mortis - The Final Colours - Lost in Cinema

Fin dai primi minuti di Rigor Mortis – The Final Colours è evidente che ci troviamo di fronte a un prodotto dal budget estremamente ridotto, e di conseguenza, nonostante gli apporti del già citato supervisore degli effetti speciali Olaf Ittenbach e di un interprete di indiscussa caratura come Dan van Husen (Il nemico alle porte, Nosferatu – Il principe della notte), ai limiti dell’amatoriale in molte sue componenti. Un livello di recitazione scadente e una fotografia decisamente grezza non ci aiutano infatti a immergerci in un racconto semplice ma con alcune pieghe non sufficientemente approfondite, come lo scambio di persona alla base della trama o le reali intenzioni dell’organizzazione malavitosa. Ciononostante, ci sono diversi elementi che rendono Rigor Mortis – The Final Colours una visione apprezzabile per gli amanti dello splatter e indicativa delle già visibili doti di Timo Rose.

Rigor Mortis – The Final Colours riesce a scuotere lo spettatore grazie al realismo degli effetti speciali

Seppur in un contesto di scarsa credibilità per i problemi evidenziati poco fa, il film di Rose riesce a scuotere lo spettatore soprattutto nelle numerose scene splatter, abbinando al realismo degli effetti speciali la non meno importante componente psicologica derivante da una serie di torture sempre più folli e disumane. Difficile anche per gli spettatori dallo stomaco forte non provare un senso di intimo fastidio soprattutto nelle sequenze che coinvolgono Nadja, martoriata senza pietà dai suoi aguzzini. Malgrado l’inespressività dei due protagonisti principali, Timo Rose riesce inoltre a dipingere un rapporto fra fratelli intenso e credibile, che tocca inaspettati picchi di drammaticità nella parte finale del film, manifestando così la sua abilità nel trarre il meglio dagli scarsissimi mezzi disponibili.

Rigor Mortis - The Final Colours - Lost in Cinema

In conclusione, con Rigor Mortis – The Final Colours ci troviamo davanti a un film al confine con il dilettantesco, che però riesce a non raggiungere mai la soglia del ridicolo involontario, grazie soprattutto all’abilità di Timo Rose nella gestione delle sequenze più truculente, rese ancora più forti dall’accostamento fra fiumi di sangue e immortali brani di musica classica. Un film di grana grossa e scarse risorse, capace però di garantire emozioni forti agli appassionati del gore più estremo.

  • Verdetto

2.5

Sommario

Rigor Mortis – The Final Colours è un film ai limiti del dilettantesco per recitazione e fotografia, capace però di regalare emozioni agli amanti del puro splatter grazie alla forza delle sue scene più truculente.

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Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per Cinematographe - Film Is Now ed Empire Italia. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.