Road House Road House

In evidenza

Road House: recensione del film con Jake Gyllenhaal

Pubblicato

il

Fra i tanti film d’azione degli anni ’80, Il duro del Road House è uno di quelli con cui il tempo è stato più gentile. Stroncato dalla critica per la sua violenza gratuita e per i suoi dialoghi quasi caricaturali e candidato a ben 5 Razzie Awards, con il passare degli anni ha guadagnato consenso e popolarità, grazie alla prova del compianto Patrick Swayze e a una trama di stampo western forzata, esagerata ma tutt’altro che noiosa. Comprensibile dunque la scelta di MGM di dare vita a una rivisitazione in chiave moderna del film, diretta da Doug Liman (The Bourne Identity, Mr. & Mrs. Smith), con protagonista Jake Gyllenhaal e distribuito direttamente in streaming su Prime Video.

Road House ci trasporta nella vita di Elwood Dalton (Jake Gyllenhaal), ex lottatore UFC che nel tentativo di sfuggire al suo passato si trasferisce nelle Florida Keys per lavorare come buttafuori nel bar di Frankie (Jessica Williams). Una volta giunto sul posto, Dalton entra immediatamente in conflitto con la malavita locale, guidata dal boss Brandt (Billy Magnussen). Ne segue un’escalation di tensione e violenza, che porta il protagonista a dare fondo a tutte le sue abilità nella lotta e lo mette sulla strada di Knox (Conor McGregor), temibile scagnozzo di Brandt. Una delle poche persone a essergli d’aiuto è Ellie (Daniela Melchior), premurosa dottoressa del luogo.

Road House: Jake Gyllenhaal sulle orme di Patrick Swayze nel remake del violento cult anni ’80

Road House

Il film del 1989 è per Doug Liman una traccia con cui dare vita a un’opera abbastanza diversa, che riduce ai minimi termini la sottotrama romantica presente nell’originale e priva il protagonista di una vera e propria spalla maschile, accentuando così la sua dimensione di antieroe schivo e solitario. Una caratteristica che, insieme a una violenza enfatizzata e quasi fumettistica, rende evidente il vero punto di riferimento di Road House, ovvero la serie cinematografica di John Wick. Come il Baba Yaga interpretato da Keanu Reeves, anche Dalton è rappresentato come una vera e propria arma pronta a sparare, inizialmente controllata poi progressivamente sempre più scatenata, in relazione ai torti subiti.

Grazie alla versatilità di Jake Gyllenhaal, il regista indugia particolarmente su questo aspetto, inscenando alcuni siparietti comici fra Dalton e i malcapitati con cui si scontra, con il buttafuori che non manca di avvisare della pericolosità della sua reazione e sensibilizzare sull’imminente necessità di un intervento medico. Una dinamica indubbiamente al passo coi tempi, che tuttavia si rivela un boomerang, generando un’attesa eccessiva per le successive scene di lotta, molto più convenzionali di quanto ci si potrebbe aspettare. Dopo Southpaw – L’ultima sfida, Jake Gyllenhaal dimostra nuovamente le sue abilità nelle scene di lotta fisica, ma la mano dietro alle coreografie degli scontri è decisamente meno ispirata di quelle di Chad Stahelski e David Leitch, e si vede.

Il sorprendente Conor McGregor

Road House
Photo: LAURA RADFORD © AMAZON CONTENT SERVICES LLC

A penalizzare il racconto è anche la scarsa caratterizzazione dei personaggi femminili: Daniela Melchior è poco sfruttata come controparte sentimentale di Dalton e molto più interessante per i suoi prevedibili scheletri nell’armadio; Jessica Williams risente invece di diversi problemi di scrittura e probabili tagli al montaggio, dal momento che esce dal racconto per lunghissimi tratti e ha pochissimi momenti di interazione col protagonista, nonostante sia la ragione principale del suo trasferimento in Florida. Non aiuta alla resa complessiva una CGI sciatta e affrettata, che non esalta gli scontri ma al contrario rompe la sospensione dell’incredulità dello spettatore, al contrario di ciò che avviene nella già citata serie di John Wick.

Road House ha però anche qualche interessante freccia al proprio arco, la più affilata delle quali è Conor McGregor. Quest’ultimo, vero campione di arti marziali nonché coinvolto in diversi episodi spiacevoli nella vita reale, si trasforma in perfetto e credibile villain, interpretando con disinvoltura il folle e pericolosissimo antagonista di Dalton. Nel climax conclusivo di rabbia e sangue, Conor McGregor riesce addirittura nell’intento di mettere in ombra Jake Gyllenhaal, diventando di fatto la scheggia impazzita di un film che per il resto, proprio come il suo protagonista, fatica troppo a lasciarsi andare.

Il duro del Road House che ricorderemo

Daniela Melchior
Photo: LAURA RADFORD © AMAZON CONTENT SERVICES LLC

Road House riesce a rimanere a galla per quelli che teoricamente dovrebbero essere i suoi punti più deboli, ovvero un protagonista in bilico fra sensi di colpa, fallimento, violenza e sensibilità (Jake Gyllenhaal è effettivamente una delle migliori scelte possibili per incarnare queste contraddizioni) e un umorismo ridondante ma capace di dare vitalità al racconto. Troppo poco per un un lavoro che avrebbe potuto e dovuto fare di più per un genere in continua evoluzione come l’action. Resta così la sensazione che il duro del Road House che ricorderemo fra 35 anni sarà ancora quello di Patrick Swayze, protagonista di un film più squilibrato e macchiettistico ma anche più genuino.

Road House è disponibile dal 21 marzo su Prime Video.

Dove vedere Road House in streaming

Overall
5.5/10

Valutazione

Road House cerca di percorrere la stessa strada del cult del 1989 traendo spunto dal successo di John Wick, ma finisce imbrigliato da una scrittura affrettata e da un racconto in precario equilibrio fra troppi registri.

In evidenza

House of the Dragon: recensione dei primi episodi della seconda stagione

Pubblicato

il

Il finale della prima stagione di House of the Dragon ci aveva annunciato l’imminente arrivo di una vera e propria guerra fra le fazioni dei Verdi e dei Neri della casata dei Targaryen. Una promessa pienamente rispettata dal secondo ciclo di episodi della serie, basata su Fuoco e sangue di George R. R. Martin e ambientata 172 anni prima della nascita di Daenerys Targaryen, una delle iconiche protagoniste de Il Trono di Spade. I primi quattro episodi di questa stagione, che abbiamo avuto l’opportunità di vedere in anteprima, preparano infatti il terreno per la famigerata Danza dei Draghi, la guerra civile responsabile dello sfacelo di questa nobile casata.

Gli schieramenti sono ormai ben delineati: da una parte Rhaenyra Targaryen (Emma D’Arcy) insieme allo zio e marito Daemon (Matt Smith), dall’altra il suo fratellastro Aegon (Tom Glynn-Carney), astutamente guidato da sua madre Alicent Hightower (Olivia Cooke) e dal nonno Otto (Rhys Ifans). Intorno a loro un’intricata tela di alleanze, doppi giochi e segreti che coinvolge anche le altre casate, in un’aspra battaglia per la conquista del Trono di Spade e per il futuro dei Sette Regni.

House of the Dragon: verso la Danza dei Draghi

House of the Dragon

A catturare immediatamente l’attenzione dello spettatore sono le atmosfere della seconda stagione di House of the Dragon, sempre più cupe fino a diventare funeree, e non solo per il continuo susseguirsi di tradimenti, violenza e morte. Un quadro impreziosito da due figure femminili agli antipodi, simbolo di una lotta per il potere fatta anche di manipolazione, silenzi e incrollabile spirito: Emma D’Arcy regala un’altra pregevole interpretazione nei panni di Rhaenyra, tratteggiando un quadro umano in cui il dolore, l’ambizione e il rancore vanno a braccetto; non è da meno Olivia Cooke, che incarna una Alicent dimessa e frustrata, ma allo stesso tempo lucida e determinata.

La dimensione politica sempre più stratificata e complessa di House of the Dragon richiama i migliori momenti de Il Trono di Spade, anche se il racconto ha un respiro meno ampio e i personaggi appaiono ancora lontani dal loro pieno potenziale. Gli appassionati dello show terminato nel 2019 troveranno inoltre diversi richiami in House of the Dragon, non solo per quanto riguarda la mera trama, ma anche per il comportamento di alcuni personaggi, in rima con gli sbagli e le ossessioni dei loro discendenti. Come nella serie “madre”, emerge per esempio la ferocia di alcuni dei protagonisti, accecati dalla lotta al potere e al centro di intrighi sempre più subdoli. È questo il caso di Daemon e Aemond, esaltati dalle ambigue e sinistre interpretazioni di Matt Smith e Ewan Mitchell.

Un degno erede de Il Trono di Spade

House of the Dragon

Completano il quadro le scene di azione e di battaglia, di pregevole fattura anche se leggermente penalizzate dagli scenari tetri che contraddistinguono questa stagione. Prevedibilmente, i draghi diventano sempre più importanti e centrali, anche in prospettiva di un finale di stagione che si preannuncia decisamente scoppiettante.

Dopo le buone impressioni suscitate dalla prima stagione, House of the Dragone si conferma dunque un degno erede de Il Trono di Spade, dai ritmi leggermente più compassati ma con una psicologia dei personaggi altrettanto approfondita. Non resta quindi che abbandonarci a questa nuova discesa negli abissi dell’animo umano in salsa fantasy, rinnovata proprio nei giorni scorsi per una terza stagione. Un giusto riconoscimento per uno show che in epoca di serialità usa e getta ed eccessivamente diluita riesce ancora a catturare l’attenzione dello spettatore con un intreccio torbido, inquietante e suggestivo.

House of the Dragon è in programmazione dal 17 giugno su Sky e Now, in contemporanea con la messa in onda statunitense.

Overall
7.5/10

Valutazione

I primi episodi della seconda stagione di House of the Dragon confermano le buone impressioni del precedente ciclo, dando vita a un racconto in cui la lotta per il potere si intreccia con atmosfere sempre più cupe e sinistre.

Continua a leggere

Apple TV+

The Instigators: il trailer del film Apple TV+ con Matt Damon e Casey Affleck

Pubblicato

il

The Instigators

È online il trailer ufficiale italiano di The Instigators, nuovo film di Doug Liman con protagonisti Matt Damon e Casey Affleck, in arrivo il 9 agosto su Apple TV+. Si tratta di un heist thriller, scritto da Chuck MacLean e dallo stesso Casey Affleck, forte della presenza nel cast di Michael Stuhlbarg, Paul Walter Hauser, Ving Rhames, Alfred Molina e Toby Jones, Jack Harlow e Ron Perlman. La produzione è di Artist Equity, Studio 8 e The Walsh Company, mentre i produttori sono Ben Affleck, Matt Damon, Jeff Robinov, John Graham, Kevin J. Walsh, Alison Winter. Celia Costas, Dani Bernfeld, Kevin Halloran, Michael Joe, Cynthia Dahlgren e Luciana Damon sono invece i produttori esecutivi. Diamo un’occhiata a quello che ci aspetta.

Il trailer ufficiale italiano di The Instigators, dal 9 agosto su Apple TV+

Questa la sinossi ufficiale del film:

L’heist thriller vede protagonisti Matt Damon e Casey Affleck nel ruolo di due partner improbabili: Rory, un padre disperato, e Cobby, un ex detenuto, vengono reclutati per portare a segno una rapina dei guadagni illeciti di un politico corrotto. Quando il colpo va male, i due si ritrovano in un vortice di caos, inseguiti non solo dalla polizia, ma anche da burocrati arretrati e vendicativi boss del crimine. Completamente spaesati, convincono la terapeuta di Rory (Hong Chau) a unirsi a loro in una fuga avventurosa per le strade della città che li costringe a mettere da parte le loro differenze e lavorare insieme per sfuggire alla cattura o peggio…

In conclusione, vi ricordiamo che The Instigators debutterà il prossimo 9 agosto su Apple TV+.

Continua a leggere

Apple TV+

Sunny: il trailer della serie Apple TV+ con Rashida Jones

Pubblicato

il

Sunny

È online il trailer di Sunny, nuova serie Apple TV+ con Rashida Jones. Si tratta di un mystery thriller con atmosfere da commedia dark, che debutterà il l 10 luglio con i primi due episodi dei dieci totali, seguiti da un nuovo episodio a cadenza settimanale ogni mercoledì fino al 4 settembre. Sunny è creata da Katie Robbins, che è anche showrunner, ed è prodotta dalla stessa Robbins, Lucy Tcherniak (anche regista) e Rashida Jones, insieme a Hidetoshi Nishijima, Joanna Sotomura, Judy Ongg, YOU, annie the clumsy e Jun Kunimura. Scopriamo cosa ci aspetta.

Il trailer ufficiale di Sunny, dal 10 luglio su Apple TV+

Questa la sinossi ufficiale della serie:

Sunny vede Jones nei panni di Suzie, una donna americana che vive a Kyoto, in Giappone, la cui vita viene sconvolta quando il marito e il figlio scompaiono in un misterioso incidente aereo. Come “consolazione” le viene dato Sunny, uno dei nuovi robot domestici prodotti dall’azienda elettronica del marito. Sebbene all’inizio Suzie non sopporti i tentativi di Sunny di riempire il vuoto della sua vita, a poco a poco i due sviluppano un’amicizia inaspettata, mentre insieme scoprono l’oscura verità su ciò che è realmente accaduto alla famiglia di Suzie, rimanendo pericolosamente invischiati in un mondo che Suzie non sapeva esistesse.

Prodotta per Apple TV+ da A24, Sunny è la seconda collaborazione tra Apple, A24 e Jones dopo il film di Sofia Coppola On the Rocks. Rashida Jones ha anche preso parte di recente alla serie di successo Apple Original Silo, basata sulla trilogia di romanzi distopici best-seller del New York Times di Hugh Howey. In conclusione, vi ricordiamo che Sunny arriverà su Apple TV+ il prossimo 10 luglio.

Continua a leggere
Pubblicità

    Copyright © 2024 Lost in Cinema.