Skylin3s: recensione del film di Liam O’Donnell con Lindsey Morgan

Skylin3s: recensione del film di Liam O’Donnell con Lindsey Morgan

L’onore di aprire il Trieste Science+Fiction Festival 2020, prima edizione interamente online della storica manifestazione dedicata alla fantascienza, tocca a Skylin3s, terzo capitolo di una saga inaugurata nel 2010 da Skyline e proseguita nel 2017 da Beyond Skyline. Ed è proprio con il secondo episodio che Skylin3s, si pone in netta continuità, sia per la comune guida da parte di Liam O’Donnell, anche in questo caso regista e sceneggiatore, sia per la scelta di passare il ruolo di protagonista alla Rose Corley di Lindsey Morgan, già vista brevemente in Beyond Skyline. La decisione di puntare su un personaggio femminile non è però l’unico elemento di contemporaneità di quest’opera.

Analogamente alla nostra inquietante realtà, anche in questo caso la Terra deve fronteggiare la minaccia di un virus, capace di trasformare gli extraterrestri noti come “Piloti”, che ora convivono pacificamente con i terrestri, in creature assetate di sangue, minando alla base il rapporto fra le due razze. L’unica possibilità per l’umanità di evitare questa terribile minaccia è quella di inviare una squadra di soldati su Cobalt 1, il pianeta di origine dei Piloti. A capo della squadra c’è proprio il Capitano Rose Corley, ibrido umano-alieno dotato di poteri che la rendono la principale risorsa per guidare questa missione apparentemente disperata.

Skylin3s: il terzo capitolo di una saga che mostra la corda

Prende così il via un racconto particolarmente derivativo, sia nell’estetica che nel canovaccio, che deve confrontarsi con due problematiche difficilmente insormontabili: la palese penuria di idee di un franchise che sembra aver già detto tutto ciò che poteva dire e la conseguente scarsità di budget, che si fa sentire soprattutto nelle scene di interni ambientate sulla Terra, caratterizzate dalla rigidità della messa in scena e dalla povertà della scenografia che sono diventati marchi di fabbrica della Asylum. Nonostante tutto questo, Skylin3s evita il tracollo totale e riesce ad attestarsi su livelli dignitosi, soprattutto grazie al buon livello della computer grafica, che, contrariamente a quanto avviene in gran parte dei blockbuster moderni, si rivela funzionale al racconto e capace di colmare alcuni dei molti vuoti di scrittura.

Liam O’Donnell convince più alla regia che in fase di sceneggiatura, riuscendo a sopperire alle limitazioni economiche e conferendo a Skylin3s un impatto visivo che non sfigurerebbe di fronte a una serie televisiva fantascientifica contemporanea di buon livello, nonostante l’insistente ricorso a un blu acceso inaspettatamente efficace. Purtroppo, i pregi di questo terzo capitolo della trilogia si fermano qui. La suggestione iniziale di una difficile convivenza fra alieni e umani alla District 9 lascia ben presto spazio a un racconto che ha in Aliens – Scontro finale il proprio nome tutelare, nonché l’esplicito punto di riferimento nelle atmosfere di Cobalt 1. Peccato che O’Donnell non riesca a replicare nulla di quel vero e proprio trattato di cinema action che è l’opera di James Cameron, dando vita a scene che oscillano fra staticità e confusione, smorzando del tutto la tensione, il ritmo e la buona prova della carismatica Morgan.

Il tentativo fallito di ampliare un universo narrativo

Skylin3s

Il prevedibile ricorso a dinamiche familiari e alla lotta contro le più negative tentazioni completano il quadro di un racconto posticcio e sfilacciato, che vaga in maniera incerta fra dinamiche ormai logore e la fallita ambizione di esplorare e ampliare un universo narrativo. Anche i pochi spunti di interesse, come il viaggio verso la scoperta e l’accettazione di se stessi, o la già citata minaccia di un virus, vengono affossati dal desiderio di concentrarsi più sulla goffa azione che sull’approfondimento dei personaggi. Il risultato è un prodotto esteticamente presentabile ma vuoto a livello di contenuti, che non riesce a elevarsi rispetto alla media dei tanti b-movie fantascientifici che affollano la programmazione televisiva e le piattaforme streaming.

Valutazione
5/10

Verdetto

Anche se il comparto visivo non è affatto da buttare, Skylin3s mostra tutti i limiti di un franchise ormai accartocciato su se stesso, che non ha più altre idee se non ricalcare i propri modelli di riferimento.

Marco Paiano

Marco Paiano