Sound of Metal Sound of Metal

Prime Video

Sound of Metal: recensione del film di Darius Marder con Riz Ahmed

Pubblicato

il

Fra i tanti progetti di questa annata cinematografica penalizzati dalla prolungata chiusura delle sale italiane, c’è sicuramente Sound of Metal, toccante e intensa opera di Darius Marder disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video. Un lavoro che si focalizza sulla sordità, disagio di cui si parla poco e si conosce ancora meno che affligge il protagonista, incarnato da un formidabile Riz Ahmed. In maniera analoga a quanto fatto da Florian Zeller con l’Alzheimer in The Father – Nulla è come sembra, Marder mette la regia al servizio della malattia su cui il racconto è incentrato, permettendo allo spettatore di comprendere le problematiche e le limitazioni con cui gli affetti da sordità sono costretti a convivere.

Sound of Metal: quando la tristezza non fa rumore

Ruben (Riz Ahmed) è il batterista di un duo metal, che ha per frontwoman la sua ragazza Lou (Olivia Cooke). Improvvisamente, Ruben comincia a sentire insopportabili ronzii, per poi ritrovarsi quasi interamente sordo. Quasi l’80% della sua capacità uditiva è compromessa e solo un costoso intervento chirurgico può alleviare i suoi problemi. Su invito di Lou, Ruben si trasferisce in una comunità di tossicodipendenti sordi gestita da Joe (Paul Raci), per imparare a convivere con la sua condizione.

Su un soggetto di Derek Cianfrance, Darius Marder mette in scena un’opera densa e struggente, che riesce nel non facile intento di fare percepire allo spettatore la sensazione di disorientamento e alienazione del protagonista, costretto a fare a meno del senso più importante per esprimere le sue doti musicali. Il ruolo del batterista, che con Whiplash Damien Chazelle aveva trasformato in una delle sue splendide declinazioni dell’ossessione, diventa in Sound of Metal il simbolo di una passione, l’ancora di salvezza della vita di Ruben dopo un burrascoso passato (sempre fuori campo, ma costantemente presente nel racconto) fatto di sofferenza e tossicodipendenza.

Ma come si può andare avanti quando ci viene strappata anche l’ultima speranza di redenzione, l’unica possibilità per un’esistenza appagante? La risposta è tutta nello sguardo tramortito e spaesato di Riz Ahmed e in un sublime sonoro diegetico, che si trasforma in punto di vista – o meglio, di suono – del protagonista, costantemente in bilico fra speranze e delusioni, fra ostinazione e accettazione. Suono di metallo che Ruben vorrebbe creare, ma che si trova invece costretto a udire, al posto delle parole di chi gli sta accanto.

Un ottimo Riz Ahmed

Sound of Metal

Nel ritratto intimo di un handicap fisico e psicologico scarsamente rappresentato sul grande schermo Sound of Metal trova i suoi momenti migliori, fondendo le venature melodrammatiche del cinema di Cianfrance con la reale esperienza della comunità sorda, in un’efficace miscela di forma e contenuto. Estremamente efficaci in questo senso le prove attoriali, fortificate anche dall’esperienza personale degli interpreti: Riz Ahmed ha infatti studiato per diversi mesi il linguaggio dei segni per rendere la sua performance più credibile, mentre Paul Raci ha sfruttato la sua reale esperienza di attivista nella comunità sorda (scaturita dalla sordità dei genitori), che l’ha portato anche a prendere parte agli Hands of Doom, una tribute band dei Black Sabbath che si esibisce nella lingua dei segni americana.

A convincere meno sono invece le divagazioni sulla tossicodipendenza e sulle dinamiche familiari: anomalie retoriche in un’opera che riesce invece a fare parlare i silenzi e i corpi. Sei nomination agli Oscar 2021, incluse quelle per il miglior film e per lo strepitoso Riz Ahmed. Due invece le statuette conquistate: quelle per il miglior montaggio e il miglior sonoro.

Overall
7.5/10

Verdetto

Darius Marder mette in scena un’opera capace di restituire il disagio e il senso di alienazione di chi è costretto a convivere con la sordità, sfruttando la memorabile performance del protagonista Riz Ahmed.

Pubblicità

In evidenza

Prime Video: tutte le uscite di aprile 2024

Pubblicato

il

Prime Video uscite

Aprile sarà un mese ricco di uscite per gli abbonati di Prime Video, a partire da Fallout, serie basata sul celeberrimo franchise videoludico. Attesa anche per Loro: La Paura, seconda stagione della serie antologica, e per l’inossidabile LOL: Chi ride è fuori, che torna con una quarta stagione con protagonisti fuoriclasse della risata come Diego Abatantuono, Loris Fabiani, Edoardo Ferrario, Angela Finocchiaro, Maurizio Lastrico, Aurora Leone, Lucia Ocone, Giorgio Panariello, Claudio Santamaria e Rocco Tanica. Di seguito, l’elenco completo di tutte le uscite di aprile su Prime Video.

Prime Video: l’elenco completo delle uscite di aprile 2024

Prime Video uscite
Pam Grier (Athena)

1 aprile

  • LOL: Chi ride è fuori (show originale, stagione 4)
  • Infinite (film non originale)
  • Jumanji: Benvenuti nella giungla (film non originale)
  • Angry Birds 2 – Nemici amici per sempre (film non originale)
  • Naruto: Shippuden (serie non originale, stagione 6)

3 aprile

  • I migliori giorni (film non originale)

4 aprile

  • Música (film originale)

5 aprile

  • Come far innamorare Billy Walsh (film originale)
  • Time Wars (film non originale)

9 aprile

  • Dragon Ball Z: Il destino dei Saiyan (film non originale)
  • Dragon Ball Z: I tre Super Saiyan (film non originale)
  • Dragon Ball Z: L’invasione di Neo Namecc (film non originale)
  • Dragon Ball Z: Il Super Saiyan della leggenda (film non originale)
  • Dragon Ball (serie non originale, stagione 4)
  • Dragon Ball Z (serie non originale, stagione 5)

11 aprile

  • Fallout (serie originale, stagione 1)

12 aprile

  • Risen (film non originale)

15 aprile

  • Cento Domeniche (film non originale)
  • Shark – Il primo squalo (film non originale)

19 aprile

  • The Beekeeper (film non originale)

21 aprile

  • The Baker (film non originale)

22 aprile

  • Alessandro Siani: Off Line (comedy special)

25 aprile

  • Gli Addestratori (film originale)
  • Loro: La Paura (serie originale, stagione 2)

Film in scadenza

  • L’uomo sulla strada (3 aprile)
  • Spider-Man: No Way Home (14 aprile)
  • Cosmic Sin (14 aprile)
  • Il ragazzo e la tigre (16 aprile)
  • Bomb Squad (30 aprile)

Serie e show in scadenza

  • Le avventure di Lupin III (8 aprile)
  • Lulù Brum Brum (10 aprile)
  • Community (stagioni 1-6, 30 aprile)
Continua a leggere

In evidenza

Road House: recensione del film con Jake Gyllenhaal

Pubblicato

il

Road House

Fra i tanti film d’azione degli anni ’80, Il duro del Road House è uno di quelli con cui il tempo è stato più gentile. Stroncato dalla critica per la sua violenza gratuita e per i suoi dialoghi quasi caricaturali e candidato a ben 5 Razzie Awards, con il passare degli anni ha guadagnato consenso e popolarità, grazie alla prova del compianto Patrick Swayze e a una trama di stampo western forzata, esagerata ma tutt’altro che noiosa. Comprensibile dunque la scelta di MGM di dare vita a una rivisitazione in chiave moderna del film, diretta da Doug Liman (The Bourne Identity, Mr. & Mrs. Smith), con protagonista Jake Gyllenhaal e distribuito direttamente in streaming su Prime Video.

Road House ci trasporta nella vita di Elwood Dalton (Jake Gyllenhaal), ex lottatore UFC che nel tentativo di sfuggire al suo passato si trasferisce nelle Florida Keys per lavorare come buttafuori nel bar di Frankie (Jessica Williams). Una volta giunto sul posto, Dalton entra immediatamente in conflitto con la malavita locale, guidata dal boss Brandt (Billy Magnussen). Ne segue un’escalation di tensione e violenza, che porta il protagonista a dare fondo a tutte le sue abilità nella lotta e lo mette sulla strada di Knox (Conor McGregor), temibile scagnozzo di Brandt. Una delle poche persone a essergli d’aiuto è Ellie (Daniela Melchior), premurosa dottoressa del luogo.

Road House: Jake Gyllenhaal sulle orme di Patrick Swayze nel remake del violento cult anni ’80

Road House

Il film del 1989 è per Doug Liman una traccia con cui dare vita a un’opera abbastanza diversa, che riduce ai minimi termini la sottotrama romantica presente nell’originale e priva il protagonista di una vera e propria spalla maschile, accentuando così la sua dimensione di antieroe schivo e solitario. Una caratteristica che, insieme a una violenza enfatizzata e quasi fumettistica, rende evidente il vero punto di riferimento di Road House, ovvero la serie cinematografica di John Wick. Come il Baba Yaga interpretato da Keanu Reeves, anche Dalton è rappresentato come una vera e propria arma pronta a sparare, inizialmente controllata poi progressivamente sempre più scatenata, in relazione ai torti subiti.

Grazie alla versatilità di Jake Gyllenhaal, il regista indugia particolarmente su questo aspetto, inscenando alcuni siparietti comici fra Dalton e i malcapitati con cui si scontra, con il buttafuori che non manca di avvisare della pericolosità della sua reazione e sensibilizzare sull’imminente necessità di un intervento medico. Una dinamica indubbiamente al passo coi tempi, che tuttavia si rivela un boomerang, generando un’attesa eccessiva per le successive scene di lotta, molto più convenzionali di quanto ci si potrebbe aspettare. Dopo Southpaw – L’ultima sfida, Jake Gyllenhaal dimostra nuovamente le sue abilità nelle scene di lotta fisica, ma la mano dietro alle coreografie degli scontri è decisamente meno ispirata di quelle di Chad Stahelski e David Leitch, e si vede.

Il sorprendente Conor McGregor

Road House
Photo: LAURA RADFORD © AMAZON CONTENT SERVICES LLC

A penalizzare il racconto è anche la scarsa caratterizzazione dei personaggi femminili: Daniela Melchior è poco sfruttata come controparte sentimentale di Dalton e molto più interessante per i suoi prevedibili scheletri nell’armadio; Jessica Williams risente invece di diversi problemi di scrittura e probabili tagli al montaggio, dal momento che esce dal racconto per lunghissimi tratti e ha pochissimi momenti di interazione col protagonista, nonostante sia la ragione principale del suo trasferimento in Florida. Non aiuta alla resa complessiva una CGI sciatta e affrettata, che non esalta gli scontri ma al contrario rompe la sospensione dell’incredulità dello spettatore, al contrario di ciò che avviene nella già citata serie di John Wick.

Road House ha però anche qualche interessante freccia al proprio arco, la più affilata delle quali è Conor McGregor. Quest’ultimo, vero campione di arti marziali nonché coinvolto in diversi episodi spiacevoli nella vita reale, si trasforma in perfetto e credibile villain, interpretando con disinvoltura il folle e pericolosissimo antagonista di Dalton. Nel climax conclusivo di rabbia e sangue, Conor McGregor riesce addirittura nell’intento di mettere in ombra Jake Gyllenhaal, diventando di fatto la scheggia impazzita di un film che per il resto, proprio come il suo protagonista, fatica troppo a lasciarsi andare.

Il duro del Road House che ricorderemo

Daniela Melchior
Photo: LAURA RADFORD © AMAZON CONTENT SERVICES LLC

Road House riesce a rimanere a galla per quelli che teoricamente dovrebbero essere i suoi punti più deboli, ovvero un protagonista in bilico fra sensi di colpa, fallimento, violenza e sensibilità (Jake Gyllenhaal è effettivamente una delle migliori scelte possibili per incarnare queste contraddizioni) e un umorismo ridondante ma capace di dare vitalità al racconto. Troppo poco per un un lavoro che avrebbe potuto e dovuto fare di più per un genere in continua evoluzione come l’action. Resta così la sensazione che il duro del Road House che ricorderemo fra 35 anni sarà ancora quello di Patrick Swayze, protagonista di un film più squilibrato e macchiettistico ma anche più genuino.

Road House è disponibile dal 21 marzo su Prime Video.

Overall
5.5/10

Valutazione

Road House cerca di percorrere la stessa strada del cult del 1989 traendo spunto dal successo di John Wick, ma finisce imbrigliato da una scrittura affrettata e da un racconto in precario equilibrio fra troppi registri.

Continua a leggere

News

The Idea Of You: trailer, trama e cast del film di Michael Showalter

Pubblicato

il

The Idea Of You

Il 2 maggio arriverà su Prime Video The Idea Of You, film di Michael Showalter (The Big Sick – Il matrimonio si può evitare… l’amore no, Gli occhi di Tammy Faye) basato sull’omonimo e acclamato romanzo di Robinne Lee. Al centro della vicenda c’è la storia d’amore fra la quarantenne Solène e il ventiquattrenne Hayes, cantante di una boy band. Solène è interpretata da Anne Hathaway, mentre il cantante degli August Moon, Hayes, è interpretato da Nicholas Galitzine. Nel cast anche Ella Rubin, Annie Mumolo, Reid Scott, Perry Mattfeld, Jordan Aaron Hall e Mathilda Gianopoulos. La sceneggiatura è dello stesso Michael Showalter e di Jennifer Westfeldt. Diamo subito un’occhiata a quello che ci aspetta.

Il trailer ufficiale italiano di The Idea Of You

Questa la sinossi ufficiale del film:

Tratto dall’omonimo e acclamato romanzo, The Idea of You è incentrato su Solène (Anne Hathaway), una madre single quarantenne che inizia un’inaspettata storia d’amore con il ventiquattrenne Hayes Campbell (Nicholas Galitzine), il cantante degli August Moon, la boy band più in voga del pianeta. Costretta ad accompagnare la figlia adolescente al Coachella Music Festival, dopo che il suo ex ha rinunciato all’ultimo minuto, Solène incontra casualmente Hayes, con cui fin dal primo momento scocca un’innegabile scintilla. I due intraprendono un’appassionata relazione, ma non passa molto tempo prima che lo status di superstar di Hayes ponga delle inevitabili sfide alla loro storia e che Solène si renda conto di come la vita sotto i riflettori di lui potrebbe essere più di quanto si aspetti.

Dopo l’anteprima mondiale al SXSW Festival, The Idea of You sarà distribuito in tutto il mondo il 2 maggio su Prime Video. Il singolo principale della colonna sonora del film, Dance Before We Walk, è in uscita per Arista Records e disponibile su tutte le piattaforme digitali. In conclusione, ecco il poster ufficiale italiano del film.

The Idea Of You
Continua a leggere
Pubblicità

    Copyright © 2024 Lost in Cinema.