The Aeronauts: recensione del film con Felicity Jones ed Eddie Redmayne

The Aeronauts: recensione del film con Felicity Jones ed Eddie Redmayne

A cinque anni di distanza dal fortunato La teoria del tutto, Felicity Jones ed Eddie Redmayne si riuniscono in The Aeronauts, nuovo frutto degli Amazon Studios diretto da Tom Harper e presentato in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma 2019. Siamo di fronte a un biopic anomalo, ispirato alla vera storia del meteorologo inglese James Glaisher, primo essere vivente a superare gli 8000 metri di altezza a bordo di un pallone aerostatico insieme al suo socio Henry Tracey Coxwell, che ha però subito un classico genderswap. Ad affiancare Glaisher nella sua impresa è infatti Amelia Wren, personaggio fittizio creato traendo spunto da varie aeronaute, fra cui Amelia Earhart e Sophie Blanchard. Un’operazione dettata verosimilmente dai tempi, che ha però il merito di farci nuovamente assaporare l’alchimia su schermo di Redmayne e della Jones, con quest’ultima che si conferma una delle migliori attrici della sua generazione.

The Aeronauts mette a dura prova la sospensione dell’incredulità

The Aeronauts

Nella Londra del 1862, James Glaisher insegue il sogno di comprendere i fenomeni atmosferici, e il modo migliore per farlo è quello di osservarli direttamente, alzandosi in volo a bordo di un aerostato, più in alto di chiunque prima di lui. La soluzione migliore a disposizione del meteorologo consiste nell’imbarcarsi sul pallone aerostatico della temeraria Amelia Wren, che proprio nei cieli, poco tempo prima, ha perso l’amato marito. Fra i due nasce un rapporto teso, ma alimentato da un reciproco rispetto, che li porta ad assistersi a vicenda in una missione che con il passare dei minuti diventa sempre più difficile e pericolosa.

Mentre Harper mette sempre più a repentaglio la vita dei protagonisti di The Aeronauts, con l’aumento dell’altezza del loro volo e la conseguente diminuzione della temperatura, involontariamente mette alla prova anche la nostra sospensione dell’incredulità, cadendo in diverse leggerezze sia per quanto riguarda l’attrezzatura e il vestiario dei protagonisti, totalmente inadeguati all’impresa, sia per quanto riguarda i vari imprevisti che affliggono i due. Una superficialità nella messa in scena che a tratti dà la sensazione di trovarsi di fronte a un film low budget per la TV, ma è ampiamente riscattata dalla resa dei momenti più concitati e soprattutto dagli spettacolari panorami inglesi che fanno da cornice al volo di James e Amelia, davanti ai quali è difficile non rimanere a bocca aperta, soprattutto all’interno di una sala cinematografica.

The Aeronauts: Felicity Jones supera se stessa

The Aeronauts

Ciò che più di ogni altro aspetto conferisce forza e vitalità a The Aeronauts ha un nome e un cognome: Felicity Jones. L’attrice britannica supera se stessa, dando corpo e voce a tutte quelle donne che hanno sfidato il cielo e la gravità, in tempi estremamente difficili per l’universo femminile, e, più in generale a tutte le donne che hanno lottato contro se stesse, i pregiudizi e la società, all’inseguimento di un sogno. Ritroviamo la Jones testarda e combattiva del già citato La teoria del tutto, con il quale guadagnò la sua prima meritata nomination all’Oscar per il ruolo di Jane Wilde Hawking, il carisma e l’autorevolezza dimostrati in Una giusta causa, nella parte di Ruth Bader Ginsburg, e anche l’ardimentosa eroina action che abbiamo amato in Rogue One: A Star Wars Story.

Negli occhi della Jones leggiamo tutto l’orgoglio di chi non si arrende a ciò che gli altri vorrebbero per lei, nel suo viso sentiamo tutte le lacrime versate da Amelia per i dolori che la vita le ha riservato, la sua postura e la sua gestualità ci raccontano il temperamento del suo personaggio meglio dei molti, spesso inconsistenti, flashback. Impossibilitato a una mimesi come quelle  di Stephen Hawking e della danish girl Lili Elbe, anche un buon attore come Redmayne si trasforma in uno sparring partner della sua collega. Harper compie l’azzeccata scelta di lasciare il rapporto fra i due sfumato, senza ricorrere a forzate storie d’amore, e The Aeronauts ne guadagna in profondità, trascinando lo spettatore in un avvincente climax di emozioni, con sfumature che da survival movie.

Fra le nuvole per ritrovare se stessi

The Aeronauts

Nonostante qualche risvolto narrativo forzato, The Aeronauts adempie al proprio compito, dando lustro e visibilità all’impresa di James Glaisher e a tutti i pionieri del volo e della meteorologia, ricordandoci che, per ritrovare se stessi, a volte occorre osservare la nostra esistenza con un po’ di distacco, se necessario anche librandosi in volo nell’angusto cesto di una mongolfiera.

The Aeronauts arriverà prossimamente nelle sale italiane, distribuito da Lucky Red.

  • Verdetto

3

Sommario

The Aeronauts dà lustro e risalto alle imprese dei pionieri di aeronautica e meteorologia, concedendosi troppi lussi a livello di sceneggiatura e messa in scena, ma compensando con un notevole impianto visivo e con la fenomenale performance di Felicity Jones.

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Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per Cinematographe - Film Is Now ed Empire Italia. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.