The Dark Red: recensione del film diretto da Dan Bush

The Dark Red: recensione del film diretto da Dan Bush

The Dark Red è un’opera ambiziosa del regista Dan Bush, scritta assieme a Conal Byrne. La storia ci porta nella vita di Sybil Warren (April Billingsley), una donna schizofrenica, sotto osservazione in un reparto psichiatrico. Sybil afferma di possedere un raro gruppo sanguigno, e di discendere da un’antica linea di sangue, che le conferisce grandi poteri e capacità telecinetiche; inoltre, è convinta di essere braccata da una setta che vuole ottenere le sue capacità e che, per questo, le ha sottratto suo figlio alla nascita. La sua terapista, la dottoressa Deluce (Kelsey Scott), tuttavia, pensa che Sybil soffra di allucinazioni e di gravi problemi di salute mentale che compromettono la sua capacità di identificare la realtà. Ma la verità è difficile da individuare: Sybil è malata di mente, e immagina un complotto soprannaturale contro lei e suo figlio, o è davvero vittima di una setta assetata di potere?

The Dark Red: il tentacolare revenge movie di Dan Bush

The Dark Red

La premessa di The Dark Red è molto avvincente. Il lungo flashback iniziale ci porta nelle stanze di un ospedale psichiatrico, mentre Sybil racconta la sua storia alla dottoressa Deluce. La protagonista si sente ingabbiata e vittima di una società che non riesce ad andare oltre la sua schizofrenia, e che non crede neppure per un secondo che lei possa avere dei poteri e delle capacità fuori dal comune. Mentre assistiamo alla terapia di Sybil, la narrazione è divisa in sessioni, permettendo alla storia di rivelarsi in una serie di flashback continui, consentendo anche alla trama di svilupparsi organicamente, mettendo il pubblico nella stessa situazione dell’analista, che tenta di capire quanto del racconto di Sybil sia reale o frutto della sua schizofrenia.

L’elemento più interessante di tutta la narrazione è la natura ingannevole della memoria: il racconto del passato Sybil è soggetto a una valutazione continua, sia da parte dell’analista che dello spettatore, considerato che la sua memoria, secondo la sua dottoressa, sia in realtà soggetta a distorsioni, ricostruzioni, e che l’atto mnemonico, e il recupero di un ricordo, sia un atto più creativo che razionale. Quindi l’immagine mentale del ricordo, la memoria è qualcosa più simile a un racconto che sviluppiamo per noi stessi, una storia che ci raccontiamo, che qualcosa che di attinente alla realtà: Sybil, infatti, paragona il suo passato all’atto di un pittore che dipinge ripetutamente la stessa scena.

Una sanguinosa vendetta

The Dark Red

The Dark Red si avvicina a un racconto psicologico, intrigante e godibile, durante la prima parte del racconto, per poi deviare verso  una seconda metà, che si trasforma in una sanguinosa storia di vendetta. Che la sua storia sia reale o meno, Sybil è decisa a lanciarsi in una missione in cui dovrà vendicarsi di coloro che le hanno portato via suo figlio e salvarlo dalle loro grinfie. Per completare questo compito, si trasforma in un’assassina, stile Kill Bill, ma il risultato finale è tutt’altro che convincente.

Ci sono alcuni problemi con il ritmo della storia: il racconto iniziale ci porta nella vita di una donna con un dono incredibile, un elemento che tinge la narrazione di soprannaturale, per poi piegarsi verso il thriller e il revenge movie, il tutto coniugato da numerosi flashback che vedono la storia dispiegarsi verso diversi punti di partenza, da cui però è incapace di cominciare per davvero.

The Dark Red: sulla scia di Kill Bill e Rosemary’s Baby

The Dark Red in alcuni momenti sembra volersi rifare a Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York, quindi a un cinema che guarda al mondo dell’occulto, a un cinema dell’orrore che analizza e discute di manipolazione, di potere e di personaggi senza scrupoli che non rinunciano ad esercitarlo. Purtroppo la storia scritta e diretta da Dan Bush sembra non poter sostenere le stesse premesse, considerati i cambi di registro repentini che si succedono all’interno della trama: inoltre, i buchi nella trama diventano sempre più evidenti con l’avvicinarsi della conclusione e molte idee chiave della storia, a partire dai poteri della protagonista, alla discendenza, alla setta contro cui si scontra, non vengono mai messe a fuoco più chiaramente oltre un rapido accenno iniziale.

Eppure, anche se la storia, evidentemente sovraccarica di elementi e di tematiche, finisce per essere una commistione di troppe cose diverse, la sua tortuosità e il suo essere complessivamente tentacolare mantiene comunque alta l’attenzione verso le vicende della protagonista e verso la sua risoluzione.

The Dark Red è disponibile in home video, in un’edizione DVD distribuita da Blue Swan.

The Dark Red DVD

Valutazione
6/10

Verdetto

Nonostante i cambi di registro che si succedono all’interno della trama, The Dark Red resta un’opera godibile, un racconto psicologico intrigante e suggestivo.

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.