The Duke: recensione del film di Roger Michell

The Duke: recensione del film di Roger Michell

Newcastle, 1961. Kempton Bunton (Jim Broadbent) un uomo di 60 anni, ironico, spiritoso, idealista, un sognatore. Spesso si trova a condurre piccole battaglie personali di giustizia civile che lo portano sovente a manifestare, da solo o con il figlio, per rivendicare diritti per gli anziani, come la televisione gratuita. Kempton vive in un quartiere povero con la moglie Dorothy (Helen Mirren) e il figlio, gli piace scrivere a macchina commedie che non manca di spedire a diverse emittenti televisive, sperando che possano trasformare i suoi scritti in qualcosa di concreto. Ma ciò non accade mai e per la sua scrittura molto ordinaria e per le tematiche piuttosto bizzarre (tra le tante scrive una rivisitazione delle sacre scritture con Gesù donna: ‘The Adventures of Susan Christ”).
 
Kempton apprende dal notiziario che il governo inglese ha speso £ 140.000 per l’acquisto di un quadro di Francisco De Goya, Il duca di Wellington, che verrà poi esposto alla National Gallery di Londra. Kempton è indignato e vede quella spesa come un errato uso del denaro pubblico – soprattutto per un dipinto di un aristocratico che si è opposto al suffragio universale – che avrebbe sicuramente giovato se fosse stato destinato in favore degli anziani e per fornire televisione gratuita a migliaia di pensionati. Così Kempton decide di manifestare il suo dissenso sottraendo il ritratto del Duca di Wellington al museo inglese. 

The Duke: il film di Roger Michell

The Duke

The Duke, il film di Roger Michell presentato Fuori Concorso durante la 77a Mostra del Cinema di Venezia, gioca con il personaggio di Kempton, con la sua irriverenza – soprattutto con la naturale e spontanea goliardia che lo contraddistingue – senza mai esasperare il percorso comico e l’ironia di cui l’intera narrazione è meravigliosamente succube. Kempton è un personaggio di cui si ci innamora fin da subito, un po’ sciocco, romantico e con un sogno nel cuore, quello di cambiare il mondo. Kempton è un moderno Robin Hood, con una filosofia precisa che sposa un vero senso di connessione, l’idea che siamo tutti responsabili l’uno dell’altro; il suo fascino deriva dalla convinzione che abitava in lui, credeva davvero che la società fosse un lavoro comune; “io non sono niente senza di te e tu non sei niente senza di me”: questo è il nucleo del suo pensiero. 

The Duke nasce dall’incontro di due trame ben precise: una dai toni familiari, drammatici, che si configura nel rapporto con la moglie e si immerge nel ritratto di due persone che affrontano quotidianamente la mutevolezza e la discontinuità dei lavori di Kempton (Dorothy in verità è l’unica con un salario regolare), e un lutto inenarrabile che ha sconvolto le loro vite; l’altra trama invece ha il volto dell’idealismo politico, che circonda una vicenda certamente singolare, incredibile, quasi al limite del farsesco, degna della miglior commedia plautina, capace di tradurre la vita di tutti i giorni in una commedia umana dalle tinte vivaci, con irrequietezza ed esilarante comicità, equivoci e imbrogli.

L’elemento surreale diventa elemento comico

Kempton è un personaggio complicato e buffo, il perfetto equilibrio di abissi e vette, luci e ombre, interpretato egregiamente da Jim Broadbent che sa trasformarsi e adattarsi alle mille sfaccettature caratteriali del suo personaggio. Jim Broadbent ed Helen Mirren sono una coppia formidabile, credibile che vive di tempi comici dissacranti e spassosi, gag spassosissime che sottolineano quanto l’apice drammatico dell’intero racconto si poggi in verità sul rapporto e sul dialogo di due persone di provincia della classe operaia, che si amano e si esasperano a vicenda. The Duke sa intrattenere e sa come conciliare l’elemento surreale della storia e farlo diventare elemento comico, ma anche materia per veri utopisti, sublimando il candore che abita nel cuore dei sognatori. 
Valutazione
7.5/10

Verdetto

The Duke sa intrattenere e sa come conciliare l’elemento surreale della storia e farlo diventare elemento comico, ed è capace di tradurre la vita di tutti i giorni in una commedia umana dalle tinte vivaci. 

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.