The Echo Chamber The Echo Chamber

In evidenza

The Echo Chamber: recensione del film con Luca Marinelli e Alicia Vikander

Pubblicato

il

«Il dramma è vita con le parti noiose tagliate», diceva Alfred Hitchcock. Una massima scolpita indelebilmente nella storia del cinema, che si cerca però vigorosamente di smentire in The Echo Chamber, nuovo film di Andrea Pallaoro presentato in Concorso a Venezia 83. Un cast di primissimo ordine (Luca Marinelli, Alicia Vikander, Susan Sarandon) e la sceneggiatura inedita di un maestro come Bernardo Bertolucci vengono infatti messi al servizio di un’opera bolsa e a tratti sfibrante, che per interminabili sequenze insiste su dettagli del tutto irrilevanti, come le manovre di igiene dentale dei protagonisti. Una scelta che potrebbe anche essere funzionale se applicata a un film realizzato con l’intento di provocare e di rompere le stesse regole del cinema, ma non per The Echo Chamber, che una bella storia da raccontare in teoria ce l’avrebbe.

Succede tutto in una casa, analogamente a quanto avviene in film di Bertolucci del calibro di Ultimo tango a Parigi, Io ballo da sola, The Dreamers – I sognatori e Io e te. L’abitazione in questione è quella di Leo (Luca Marinelli), produttore musicale che convive con dolorosissimi problemi alla schiena. Per somministrargli cure a domicilio viene ingaggiata Anne (Alicia Vikander). Fra i due nasce ben presto un’appassionata storia d’amore, segnata però dalla crescente dipendenza di lui agli oppiacei, che lo porta all’overdose. Dopo la lunga e necessaria riabilitazione, Leo fa ritorno a casa, ma qualcosa sembra essersi spezzato nel rapporto fra i due, che vivono una sorta di relazione a distanza nel medesimo luogo. Nel frattempo, lui porta avanti anche il nuovo attesissimo disco di Ava (Susan Sarandon), stella della musica lontana da tempo dalle scene.

The Echo Chamber: quando la forma soffoca le emozioni

The Echo Chamber

Ci sarebbe dunque molto materiale narrativo e umano da sviluppare, come una storia d’amore afflitta da una lontananza mentale e non fisica, l’intesa fra Ava e Leo cementata dalla musica ma anche dai comuni tormenti, le mura di una casa come spazio potenzialmente infinito in cui trovarsi e scoprirsi. Temi che The Echo Chamber riesce però solamente a sfiorare, vittima di una messa in scena che stronca sul nascere qualsiasi slancio emotivo. Pallaoro sembra quasi guardare al controverso e sottovalutato Last Days di Gus Van Sant, incentrato sugli ultimi giorni di vita di Kurt Cobain e caratterizzato dagli stessi lunghi silenzi e dalle medesime riprese statiche e spente. Ma mentre Gus Van Sant era chiamato a raccontare per immagini la solitudine e il disagio esistenziale di un uomo alienato nei giorni precedenti al suo suicidio, in The Echo Chamber al contrario ribolle la vita, sotto forma di passione, di slancio artistico e di reciproca apertura.

Pallaoro si rifugia nella forma, che non solo soffoca le emozioni, ma si muove anche in antitesi rispetto agli eventi. L’incomunicabilità e l’alienazione si trasformano così in estenuanti momenti di noia, che solo l’espressività e il carisma dei tre incolpevoli protagonisti riescono ad attenuare. Lo spettatore non può che attendere una scossa, capace di rompere questo muro di monotonia fine a se stessa. Scossa che effettivamente arriva, ma troppo tardi per risollevare un racconto troppo didascalico, che affronta la codipendenza e la tossicità delle relazioni attraverso una regia claustrofobica e intorpidita. La sceneggiatura di Bertolucci, firmata anche da Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi, riesce così a prendere vita solo in pochissimi e brevi momenti, come le scene di canto portate avanti con classe ed eleganza dalla sempre impeccabile Susan Sarandon. I soli attimi in cui i tre protagonisti riescono veramente a comprendersi e a ritrovarsi, e al tempo stesso i soli attimi in cui noi entriamo in empatia con un’opera altrimenti spenta e inaccessibile.

The Echo Chamber

The Echo Chamber arriverà il 10 settembre nelle sale italiane, distribuito da 01 Distribution.

Consigliato dalla redazione
Monica (DVD) Scopri il prezzo su Amazon
In qualità di Affiliati Amazon, riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei.
4/10
Il voto di Marco Paiano

In evidenza

Trainspotting torna al cinema restaurato in 4K per i 30 anni dall’uscita

Trainspotting di Danny Boyle torna sul grande schermo restaurato in 4K con un evento speciale il 19, 20 e 21 ottobre, per i trent’anni dall’uscita.

Pubblicato

il

Trainspotting

Trainspotting torna sul grande schermo restaurato in 4K per il trentesimo anniversario dall’uscita: l’evento speciale al cinema è in programma solo il 19, 20 e 21 ottobre 2026. Il film del 1996 diretto da Danny Boyle, tratto dall’omonimo romanzo di Irvine Welsh, è interpretato da Ewan McGregor, Robert Carlyle, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller e Kevin McKidd.

Il ritorno in sala di Trainspotting

Ambientato nella Scozia degli anni Novanta, il film racconta un paese attraversato dalle dipendenze in un contesto di crisi economica, politica e culturale. Protagonista è Mark Renton, che vive ai margini della società insieme a un gruppo di amici — Begbie, Spud, Sick Boy e Tommy — fra eccessi, precarietà e tentativi di disintossicazione sempre seguiti da ricadute.

Il titolo, il “Choose Life” e la colonna sonora

Il termine inglese trainspotting indica il passatempo, diffuso nel Regno Unito, di osservare e catalogare i treni: nel film diventa il simbolo di una ricerca priva di una meta. Attorno al monologo iniziale di Renton ruota invece lo slogan «Choose Life», il cui significato si ribalta nel corso della pellicola, fino a diventare espressione della volontà di estraniarsi da ciò che la società definisce giusto. La colonna sonora, fra britpop, techno e rock underground, è stata parte integrante del successo del film: la sequenza finale è accompagnata da «Born Slippy .Nuxx» degli Underworld, uno dei brani simbolo della club culture britannica.

Trainspotting torna al cinema restaurato in 4K il 19, 20 e 21 ottobre con Adler Entertainment. In conclusione, ecco il poster ufficiale dell’evento.

Trainspotting
Continua a leggere

Disney+

Scrubs: il trailer della seconda stagione del revival con Zach Braff

La seconda stagione del revival di Scrubs, con Zach Braff, Donald Faison e Sarah Chalke, debutta su Disney+ in Italia dal 18 novembre: ecco il trailer.

Pubblicato

il

Scrubs

La seconda stagione del revival di Scrubs debutta su Disney+ in Italia mercoledì 18 novembre, con il primo episodio seguito da un nuovo episodio ogni settimana. Tornano Zach Braff nel ruolo di John “J.D.” Dorian, Donald Faison in quello di Christopher Turk e Sarah Chalke nei panni di Elliot Reid, affiancati da Ava Bunn come Sam Tosh.

Il trailer della seconda stagione di Scrubs

Questa la sinossi ufficiale della serie:

J.D., Turk ed Elliot sono passati da semplici specializzandi a vere e proprie icone del Sacro Cuore. Ora, in veste di stimati medici, ispirano la nuova generazione mentre affrontano gli alti e bassi del lavoro in ospedale. Insieme a personaggi vecchi e nuovi, affrontano questo inedito capitolo con divertimento, emozioni e qualche sorpresa lungo il cammino.

Il cast e la produzione

Bill Lawrence, creatore della serie originale per Doozer Productions, è executive producer insieme a Jeff Ingold e Liza Katzer. Zach Braff, Donald Faison e Sarah Chalke sono protagonisti ed executive producer, mentre Aseem Batra è showrunner ed executive producer accanto a Mike Royce, Mathew Harawitz, Randall Keenan Winston e Michael Spiller. La serie è prodotta da 20th Television, parte di Disney Television Studios.

La prima stagione del revival è già disponibile su Disney+. La seconda arriva dal 18 novembre in esclusiva su Disney+.

Continua a leggere

In evidenza

Rocky sono io: il trailer del film di Peter Farrelly con Anthony Ippolito

Rocky sono io, il film di Peter Farrelly sulla nascita di Rocky con Anthony Ippolito nei panni di Sylvester Stallone, al cinema dal 31 dicembre: ecco il trailer.

Pubblicato

il

Rocky sono io

È online il trailer italiano di Rocky sono io, il film diretto da Peter Farrelly che racconta come Sylvester Stallone, interpretato da Anthony Ippolito, riuscì a imporsi come protagonista di Rocky. Nel cast anche AnnaSophia Robb, Matt Dillon, Stephan James e Tracy Letts.

Il trailer ufficiale di Rocky sono io

Questa la sinossi ufficiale del film:

Il film racconta l’incredibile storia vera di Sylvester Stallone, un attore sconosciuto con una convinzione incrollabile: non era destinato soltanto a scrivere Rocky, doveva essere lui Rocky Balboa. Di fronte a una porta chiusa dopo l’altra, Stallone decide di rischiare tutto e scommettere su se stesso, insistendo per interpretare personalmente Rocky Balboa nonostante ostacoli apparentemente insormontabili. La storia di un uomo che, prima ancora di portare Rocky sul grande schermo, ha dovuto combattere come Rocky per trasformare un sogno impossibile in realtà.

Il film alla Festa del Cinema di Roma

Prodotto da Fireside e Baha in associazione con Filmnation Entertainment e International Media Funds Management, Rocky sono io sarà presentato alla ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Nel cast figurano anche Toby Kebbell, P.J. Byrne, Jay Duplass e Kiki Seto.

Rocky sono io sarà nelle sale italiane dal 31 dicembre con Eagle Pictures.

Continua a leggere
Pubblicità

    Su alcune pagine del sito sono presenti link di affiliazione, grazie ai quali Lost in Cinema ottiene una percentuale dei ricavi. Tale affiliazione non implica nessuna variazione di prezzo del prodotto. Copyright © 2026 Lost in Cinema