The Holdovers - Lezioni di vita The Holdovers - Lezioni di vita

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The Holdovers – Lezioni di vita: recensione del film con Paul Giamatti

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Non c’è Will Hunting, ma solo un ribelle intelligente ma non geniale. A fuggire non sono solo gli attimi ma intere vite, sospinte dalle delusioni e dai fallimenti, senza sette dei poeti estinti in grado di riaccenderle. Non si forma un Breakfast Club, perché tutti gli studenti bloccati tranne uno alla prima occasione se la filano, lasciando il loro compagno solo con un professore burbero e con una cuoca alle prese con un grave lutto. Siamo ben lontani dal presente e più precisamente all’inizio degli anni ’70, evocati dai titoli di testa vintage, dalla colonna sonora (Cat Stevens, Allman Brothers e molto altro) e da un cinema che guarda orgogliosamente alla New Hollywood, in particolare ai personaggi pittoreschi di Hal Ashby. Siamo in The Holdovers – Lezioni di vita, ritorno al grande schermo di Alexander Payne a sei anni di distanza da Downsizing – Vivere alla grande.

Gli holdovers (letteralmente “trattenuti”) in questione sono il giovane scapestrato Angus Tully (il formidabile debuttante Dominic Sessa), costretto a passare le vacanze di Natale nella sua scuola del New England a causa della luna di miele della madre con il suo nuovo marito, il rigido professore Paul Hunham (Paul Giamatti, vincitore del Golden Globe e fra i favoriti all’Oscar per la sua interpretazione) e la cuoca Mary Lamb (Da’Vine Joy Randolph, vincitrice dei principali premi riservati alle attrici non protagoniste della stagione), che ha recentemente perso il figlio in Vietnam. I due adulti sono chiamati a fare da balia per due lunghe settimane allo studente.

Lo fanno apparentemente controvoglia, ma la realtà è che entrambi non avrebbero di molto meglio da fare, a causa della solitudine inflitta a Mary dalla vita e del carattere schivo di Paul, alimentato anche dal suo strabismo e dallo sgradevole odore che emana per via di una rara malattia.

The Holdovers – Lezioni di vita: uno strepitoso Paul Giamatti in un ironico incontro di solitudini

The Holdovers - Lezioni di vita
Courtesy of FOCUS FEATURES

Quello di Alexander Payne è un cinema fatto di umorismo anche feroce e di persone ai margini, in cui i cattivi non sono mai cattivi del tutto, dove la malinconia non sfocia mai tristezza e con un tatto verso il racconto e i suoi protagonisti che non cerca mai la retorica o l’enfasi fine a se stessa. Lo abbiamo compreso fin dal suo primo gioiellino Election, passando per A proposito di Schmidt e Sideways – In viaggio con Jack, fino ad arrivare ai più recenti Paradiso amaro e Nebraska, lavori che hanno preceduto l’anonimo e deludente Downsizing – Vivere alla grande. Un cinema che scava i suoi personaggi con la scrittura, li delinea attraverso la scenografia e li esalta facendogli subire la vita, in tutte le sue sfaccettature.

The Holdovers – Lezioni di vita non fa eccezione. Quello orchestrato da Alexander Payne è un racconto che scalda il cuore (non a caso ambientato a Natale) e forte di tre personaggi ben delineati e meravigliosamente interpretati. Un incontro di solitudini e di emarginazioni, che attraverso lo scontro fra caratteri uguali e contrari permette ai protagonisti di abbassare lentamente le loro corazze, di accettare le loro cadute e di evolvere in direzione di una vita più serena e consapevole.

Paul, Mary e Angus sono loro malgrado una famiglia disfunzionale: famiglia che Paul non ha mai avuto per via delle sue difficoltà nei rapporti interpersonali, che Mary ha perso per una guerra assurda e maledetta e che lo stesso Angus fatica a ritrovare, smarrito fra il ricordo del padre e i tentativi della madre di rifarsi una vita.

Gli strepitosi protagonisti di The Holdovers – Lezioni di vita

The Holdovers - Lezioni di vita
Credit: Seacia Pavao

In un viaggio che come sempre è più interiore che fisico, li seguiamo dalla Barton Academy, immersa nel freddo e nella neve, alla non molto lontana Boston, meta di un’improvvisata gita scolastica e mezzo attraverso cui conoscersi e affrontare i fantasmi del proprio passato. Una storia semplice e lineare, fatta di tante piccole deviazioni e altrettante bizzarre avventure, che Payne plasma sulla base del film del 1935 di Marcel Pagnol Vacanze in collegio (da cui riprende anche i dettagli dei problemi fisici di Paul), applicando i suoi personali filtri (in primis il cinema degli anni ’70 che l’ha formato) e i suoi temi ricorrenti, come le famiglie sorrette non dai legami di sangue ma dalle affinità e dalle comuni privazioni (la citazione de Il piccolo grande uomo è una dichiarazione di intenti in questo senso).

Il trio di protagonisti è indubbiamente il principale punto di forza di The Holdovers – Lezioni di vita, insieme a una scenografia fatta di oggetti capaci di parlare dei personaggi meglio di loro stessi. In un ruolo perfetto per il suo volto malleabile, per la sua fisicità goffa e per la sua impareggiabile espressività, Paul Giamatti ci ricorda che non è solo un formidabile caratterista, ma un attore completo in grado di reggere il peso di un intero film sulle proprie spalle. Non da meno Dominic Sessa, una sorta di Timothée Chalamet dall’aura maledetta che smussa brillantemente gli spigoli del suo personaggio, e Da’Vine Joy Randolph, capace di regalare attimi di struggente umanità, nonostante il suo personaggio sia evidentemente penalizzato nel corso dell’atto conclusivo.

Il cuore negli anni ’70 e il cervello nel presente

Credit: Seacia Pavao

The Holdovers – Lezioni di vita si rivela dunque un racconto orgogliosamente candido e all’insegna dei buoni sentimenti. Un’opera che non può e non vuole graffiare e che infatti non morde mai né la borghesia né la guerra del Vietnam, limitandosi a poche e misurate allusioni. Un feel-good movie di pregevole fattura, con il cuore negli anni ’70 e il cervello ben piantato nel presente, da cui è più facile osservare uno spaccato di America diffidente e chiusa in se stessa. A dispetto del titolo italiano, un racconto in cui nessuno fornisce lezioni di vita, ma in cui al contrario tutti si fanno attraversare dalla vita, resistendogli al meglio delle rispettive possibilità, con l’aiuto di padri e figli putativi e di sprazzi di comprensione e solidarietà umana.

The Holdovers – Lezioni di vita rompe consapevolmente tutte le regole non scritte del cinema americano contemporaneo, evitando deflagrazioni emotive e spiazzanti colpi di scena, ripudiando il manicheismo e puntando su un’umanità grigia e imperfetta, indelebilmente segnata dalla disillusione e dalla sofferenza. Pregi che si trasformano anche nel principale difetto del lavoro di Alexander Payne, tanto abile a distinguersi dalla massa per tono e scrittura quanto incapace di travolgere e sconvolgere.

The Holdovers – Lezioni di vita è nelle sale italiane dal 18 gennaio, distribuito da Universal Pictures.

Overall
6.5/10

Verdetto

The Holdovers – Lezioni di vita si inserisce nella florida tradizione del cinema scolastico e dei professori fuori dagli schemi, dando vita a un incontro di solitudini e sofferenze impeccabile ma mai veramente travolgente.

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Eagle Pictures: le novità home video di marzo 2024

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Eagle Pictures

Marzo sarà un mese particolarmente ricco di uscite targate Eagle Pictures, in grado di accontentare tutti i gusti i cinefili. Cinecomic, classici, nuovi film di maestri del cinema e serie animate che hanno segnato l’infanzia di molti collezionisti di oggi: scopriamo insieme cosa ci aspetta.

The Marvels dal 6 marzo in home video grazie a Eagle Pictures

Dal 6 marzo sarà disponibile The Marvels di Nia DaCosta, edito nei formati DVD, Blu-Ray, 4K e in una esclusiva Steelbook, sempre in 4K. Per il sito Film&More è inoltre previsto un abbinamento esclusivo che riguarda il formato Steelbook 4K, contenente una card e gadget da collezione, fra cui il fumetto originale Marvel di 320 pagine Noi siamo The Marvels, edito da Panini Comics. In questo capitolo del Marvel Cinematic Universe, seguiamo un trio di supereroine capitanato dalla Carol Danvers di Brie Larson, in un mix di azione e umorismo.

Columbia Classics – Vol. 4 – 6 marzo

Il 6 marzo è in arrivo anche Columbia Classics – Vol.4, nuovo prezioso cofanetto da collezione che contiene sei indimenticabili titoli della Columbia Pictures completamente rimasterizzati in 4K Ultra HD. Il cofanetto è composto da 14 dischi (8 UHD e 6 BD) e contiene oltre 30 ore di contenuti speciali. I titoli proposti sono La signora del venerdì, Indovina chi viene a cena?, Kramer contro Kramer, Starman, Insonnia d’amore e Ubriaco d’amore.

Diabolik, chi sei? dal 14 marzo in home video grazie a Eagle Pictures

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Il 14 marzo arriva Diabolik, chi sei?, ultimo capitolo della trilogia dedicata al Re del terrore dei Manetti Bros. Il film sarà disponibile in DVD, Blu-ray e in un’edizione Combo con fumetto. Per il sito Film&More è inoltre disponibile un’edizione ricca di gadget: oltre al doppio disco Blu-ray e DVD, questa edizione esclusiva contiene infatti anche una card e spille da collezione, insieme a una copia del fumetto omonimo da cui il film è tratto. Diabolik, chi sei? ha per protagonisti Giacomo Gianniotti nei panni di Diabolik, Miriam Leone in quelli di Eva Kant, Valerio Mastandrea che interpreta l’Ispettore Ginko, insieme a Monica Bellucci, Carolina Crescentini e Paolo Calabresi.

Ferrari dal 21 marzo in home video grazie a Eagle Pictures

Eagle Pictures

Il 21 marzo Eagle Pictures propone Ferrari di Michael Mann, edito in DVD, Blu-ray, 4k e Steelbook sempre 4K, contenente 5 card esclusive da collezione. In questo biopic sul celebre ex pilota e costruttore delle auto più famose al mondo Enzo Ferrari, il protagonista è Adam Driver, supportato dalla straordinaria Penelope Cruz nel ruolo della moglie Laura Garello. Nel cast anche Shailene Woodley per la parte dell’amante Lina Lardi e Patrick Dempsey che veste i panni del pilota Piero Taruffi.

I cavalieri dello zodiaco – 21 marzo

Eagle Pictures

Sempre il 21 marzo arriva I cavalieri dello zodiaco di Kōzō Morishita e Kazuhito Kikuchi, disponibile in una nuova edizione da collezione a tiratura limitata nei formati DVD e per la prima volta anche in Blu-ray, con nuovi materiali rimasterizzati in HD con doppiaggio italiano integrale, con incluse anche scene mancanti dal doppiaggio storico dell’epoca. Entrambi i formati contengono anche un imperdibile booklet da collezione di 32 pagine con tantissime curiosità sul celebre anime.

Wish – 28 marzo

Il 28 marzo arriva infine Wish di Chris Buck e Fawn Veerasunthorn, edito nei formati DVD, Blu-Ray e Steelbook 4K. Il film ha celebrato i 100 anni dei Walt Disney Animation Studios con una storia ricca di fascino e magia con protagonista la brillante sognatrice Asha, che esprime un desiderio così potente da essere accolto da una forza cosmica, una piccola sfera di sconfinata energia chiamata Star. Insieme, i due dovranno salvare la comunità e dimostrare la forza della volontà degli esseri umani.

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Disney+: tutte le uscite di marzo 2024

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Marzo è alle porte e con lui tante nuove uscite pronte ad arricchire il già florido catalogo di Disney+. Fra le novità più attese della piattaforma c’è indubbiamente Taylor Swift | The Eras Tour (Taylor’s Version), il film concerto della cantautrice statunitense che ha incassato oltre 260 milioni di dollari al botteghino mondiale. A partire dal 15 marzo, gli abbonati a Disney+ avranno a loro disposizione la versione integrale del film, che include il brano Cardigan e quattro canzoni acustiche aggiuntive. Fra le nuove uscite in arrivo in catalogo c’è anche Morte e altri dettagli, nuova serie mystery con protagonisti Violett Beane (God Friended Me) e Mandy Patinkin (La storia fantastica, Homeland – Caccia alla spia).

Per gli amanti dei Marvel Studios, è in arrivo anche X-Men ‘97, serie animata che costituisce il seguito dell’amato classico degli anni ‘90 X-Men: The Animated Series. Da segnalare inoltre l’imminente uscita della seconda stagione di Extraordinary e il debutto di Nell – Rinnegata, nuova serie con protagonista Louisa Harland che mescola fantasy e briganti nell’Inghilterra del XVIII secolo. Di seguito, l’elenco completo di tutte le nuove uscite che ci aspettano su Disney+ nel corso del mese di marzo 2024.

L’elenco completo delle uscite di marzo 2024 su Disney+

5 marzo

  • Morte e altri dettagli (serie non originale, stagione 1)
  • Queens: Le regine della natura (serie originale, stagione 1)

6 marzo – Le uscite Disney+

  • Extraordinary (serie originale, stagione 2)
  • I Simpson (serie non originale, stagione 34)

13 marzo

  • Genius: MLK/X (serie originale, stagione 1)

15 marzo

  • Taylor Swift | The Eras Tour (Taylor’s Version) (film originale)

19 marzo

  • Photographer (serie non originale, stagione 1)

20 marzo – Le uscite Disney+

  • X-Men ‘97 (serie originale, stagione 1)
  • What We Do in the Shadows (serie non originale, stagione 5)

27 marzo

  • In Groenlandia con Alex Honnold (serie non originale, stagione 1)

29 marzo – Le uscite Disney+

  • Nell – Rinnegata (serie originale, stagione 1)
  • Madu (film originale)
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As Bestas – La terra della discordia: recensione del film di Rodrigo Sorogoyen

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As Bestas - La terra della discordia

Dopo la splendida escursione in ambito televisivo con la serie Antidisturbios: Unità Antisommossa (disponibile su Disney+), il cineasta spagnolo Rodrigo Sorogoyen torna al grande schermo con As Bestas – La terra della discordia, film del 2022 vincitore di ben 9 premi Goya e del prestigioso César per il miglior film straniero. Un lavoro cupo e teso, incentrato sulle piccole comunità rurali, sui pregiudizi che le muovono e sui conflitti che le attraversano. Un thriller a tratti sconvolgente, sostenuto da una scrittura tagliente e da un notevole cast, forte di nomi come Marina Foïs, Luis Zahera, Diego Anido e soprattutto Denis Ménochet, universalmente conosciuto per il suo piccolo ruolo nei minuti iniziali di Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino.

Al centro della vicenda ci sono Vincent (Denis Ménochet) e Olga (Marina Foïs), coniugi francesi che si spostano in Spagna, per la precisione in un paesino rurale della Galizia. Nella loro nuova residenza, i due si dividono fra un’attività agricola sostenibile e quella di ristrutturazione di edifici ormai abbandonati, con l’intento di aumentare la popolazione e il turismo del paese. Nonostante le loro nobili intenzioni, i coniugi vivono ben presto sulla propria pelle tutta l’ostilità della popolazione del luogo. Una diffidenza frutto dell’atavica resistenza nei confronti dello straniero, ma anche dell’opposizione da parte di Vincent alla possibile costruzione di un impianto di energia eolica, che porterebbe introiti ai proprietari del terreno ma danneggerebbe indirettamente il suo progetto di comunità. Dalle battute si passa ben presto alle provocazioni, che sfociano poi in vere e proprie vessazioni, orchestrate soprattutto dai vicini dei coniugi, i fratelli Xan (Luis Zahera) e Lorenzo (Diego Anido).

As Bestas – La terra della discordia: il raggelante thriller rurale di Rodrigo Sorogoyen

As Bestas - La terra della discordia

As Bestas – La terra della discordia è un’opera dolorosa e angosciante, in quanto fin dai primi minuti contrappone ai protagonisti dei nemici sinistri, respingenti ma dannatamente comuni e realistici, in particolare per chi vive o ha vissuto la vita di provincia. I coniugi fanno di tutto per essere e restare dalla parte giusta: resistono alle trappole verbali e non, insistono nella ricerca del dialogo, chiariscono in maniera pacata le loro posizioni sui temi di contrasto. Tutto questo inutilmente, perché la legge e la dialettica del branco assomigliano molto al celeberrimo piccione che gioca a scacchi, vanificando così ogni possibile punto di incontro. Rodrigo Sorogoyen scava in questo contrasto, tratteggiando i rozzi e illetterati abitanti del paesino in maniera tanto aspra quanto credibile, al punto che è facile associare i principali oppositori di Vincent e Olga ai personaggi più inquietanti di Un tranquillo weekend di paura.

La tensione si fa sempre più insostenibile, nonostante gli sforzi di Vincent. Il regista mette in luce gli istinti più primordiali dell’animo umano, sottolineando l’astio da parte dei locali per la consapevolezza che uno straniero pesa esattamente quanto loro nella votazione sulla costruzione dell’impianto e trasformando ogni scena e diversi tipologie di ambiente in un presagio di ciò che potrebbe succedere. È questo il caso dell’apparentemente innocuo punto di ritrovo del paese, che assume invece i contorni di una base di una vera e propria setta, ma anche dei piccoli boschi galiziani, inquadrati come scenari per un potenziale agguato. La dinamica del gruppo che cerca di sottomettere il singolo d’altronde è già dichiarata nell’emblematica sequenza iniziale, che mostra alcuni uomini intenti a bloccare con la forza il muso di un cavallo, con l’intento di frenare ogni suo tentativo di resistenza.

La formidabile prova di Denis Ménochet

As Bestas - La terra della discordia

Denis Ménochet si conferma interprete di grande caratura, lavorando in sottrazione e trasmettendo la personalità sempre più turbata di Vincent, fermo sulle proprie posizioni e mosso dalle migliori intenzioni, ma al tempo stesso sempre più preoccupato per una deflagrazione di violenza a danno suo e della sua famiglia. Rodrigo Sorogoyen lavora anche sulla fisicità del protagonista, contrapponendo la sua pacifica imponenza ai volti scarnificati e ai corpi spigolosi dei suoi vicini, sempre più in preda alla rabbia e alla cieca sete di vendetta. Un contrasto che si acuisce in una delle scene più pesanti e crudeli di As Bestas – La terra della discordia, che richiama a sua volta il già citato incipit del film.

In questo momento il racconto sterza bruscamente in un’altra direzione, cambiando prospettiva e di conseguenza anche lo sguardo di noi spettatori. A occupare uno spazio sempre maggiore è infatti il personaggio di Marina Foïs, perfettamente in linea con il punto di vista morale del marito e capace di resistere a dolori sempre più grandi e a soprusi sempre più insopportabili, con la dignità di chi sa di essere dalla parte giusta e con la lucida follia di chi ormai ha poco da perdere. Un approccio che inserisce il racconto in una prospettiva ancora più ampia, mostrando che anche all’interno di una comunità asfittica e chiusa in se stessa è possibile portare avanti idee progressiste e all’insegna della pacifica convivenza.

As Bestas – La terra della discordia: la potenza dell’immagine

Fra thriller rurale e dramma familiare, fra critica sociale e istanze ambientaliste, Rodrigo Sorogoyen firma un’opera che resta impressa nel cuore e nell’animo dello spettatore, firmando momenti in cui l’ironia si fonde indissolubilmente con l’amarezza (come nel caso dell’insistito dialogo fra gli zotici abitanti del luogo, quasi tarantiniano per modalità e linguaggio) e affidandosi sempre alla potenza delle immagini, sia dal punto di vista espressivo che da quello concettuale: è infatti proprio l’immagine uno dei pochi punti di forza a favore dei coniugi, sotto forma di filmati ripresi da una videocamera per documentare le malefatte dei locali. Una delle tante finezze di un racconto che mette costantemente in discussione le nostre certezze e il nostro punto di vista, lasciandoci scossi ma anche più consapevoli della forza delle nostre idee.

Overall
8/10

Valutazione

Rodrigo Sorogoyen firma un thriller rurale cupo e angosciante, in cui lato più torbido delle piccole comunità incontra il coraggio di chi crede nel dialogo e nella forza delle proprie idee.

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