The Prom: recensione del film con Meryl Streep e Nicole Kidman

The Prom: recensione del film con Meryl Streep e Nicole Kidman

Nell’atto finale di Birdman di Alejandro González Iñárritu, Riggan Thomson (Michael Keaton) incontra la temutissima critica teatrale del New York Times, Tabitha Dickinson (Lindsay Duncan), che con la sua penna è capace di determinare le sorti di uno spettacolo o di una piece. Tabitha, non riconoscendo le velleità artistiche di Riggan, gli rivela che ha tutta l’intenzione di stroncare il suo spettacolo, adirata e coscia che lui occupi uno spazio teatrale a Broadway con un progetto disastroso e che Riggan rappresenti tutto ciò che c’è di sbagliato nella Broadway moderna. “Tu non sei un attore. Sei una celebrità”, afferma Tabitha.

All’inizio di The Prom, Meryl Streep, James Corden e Nicole Kidman leggono sul New York Times che la critica teatrale ha smantellato e demolito il loro spettacolo a Broadway, Eleanor! (le recensioni sono così feroci che lo spettacolo viene chiuso la sera dell’inaugurazione). Consapevoli della portata del danno di una stroncatura di questo tipo, i tre attori decidono di rivalersi – non come Riggan che trova la sua risposta nell’iperrealismo – diventando attivisti e dedicandosi a una causa d’impatto nazionale. 

The Prom: il musical con Meryl Streep e Nicole Kidman

The Prom

Basato su un musical teatrale del 2018 e diretto da Ryan Murphy (Glee, Hollywood, Pose) il nuovo prodotto targato Netflix si concentra su tre star di Broadway, Dee Dee Allen (Meryl Streep), Barry Glickman (James Corden) e Angie Dickinson (Nicole Kidman), tre attori narcisisti alla disperata ricerca di una trovata pubblicitaria per resuscitare le proprie carriere. La cause célèbre li porta in una piccola città dell’Indiana dove il consiglio scolastico, guidato dalla puritana signora Greene (Kerry Washington), ha scelto di annullare il ballo di fine anno piuttosto che lasciar partecipare Emma (Jo Ellen Pellman) con la sua ragazza. Una duplice crisi che porta queste tre celebrità, assieme a un loro collega Trent Olivier (Andrew Rannells), dal teatro all’attivismo sociale per farsi notare dai critici, contribuendo ad incrementare il loro narcisismo. 

The Prom è naturalmente diviso in due musical che si specchiano, un dualismo narrativo che porta a identificare una prima storia, in cui al centro ci sono le celebrità alla ricerca di una nuova risonanza mediatica, e una seconda storia in cui Emma vive il proprio coming out e la propria omosessualità con estrema difficoltà. Se il musical originale ha raccolto i favori del pubblico e il plauso della critica, oltre a sette nomination ai Tony, l’adattamento filmico realizzato da Murphy non convince mai del tutto. The Prom è una commistione, un mosaico di parti recitate, cantate, coreografie, glitter e paillettes, con un’interpretazione superba di Meryl Streep, perfettamente a suo agio nel ruolo della diva piena di sé, che cerca di ingraziarsi i favori delle persone esibendo senza misura i suoi tre Tony Awards che ha vinto in passato. 

Basato su un musical teatrale del 2018 e diretto da Ryan Murphy

The Prom

Se Meryl Streep riesce a convincere con la sua grazia marziale e un innato spessore recitativo, lo stesso non si può dire né per Nicole Kidman né per James Corden, calati nei rispettivi ruoli con un vanesio senso dell’ironia, e senso della storia, considerato che il personaggio di Nicole Kidman è assolutamente poco inquadrato, senza nerbo, senza spessore, e quello interpretato da Corden, Barry, è un personaggio piuttosto eccessivo, denso di stereotipi, la cui recitazione è sempre quasi al limite del cliché.

È assolutamente legittimo parlare in questo senso di rappresentazione, soprattutto all’interno del mondo patinato di Hollywood, che preferisce spesso e volentieri far recitare le parti di personaggi queer a interpreti etero; in questo caso poi a maggior ragione, visto che si parla e si guarda molto alla comunità, all’importanza di dare spazio alle voci LGBT+ ben al di sopra della superficialità delle celebrità. Sarebbe stato molto più giusto e fortificante poter osservare che la stessa comunità LGBT+ potesse essere rappresentante di questa storia e colmare il divario tra attivismo, rappresentazione e recitazione. È una discussione che sta scatenando non pochi dibattiti in tutte le realtà in cui si tenta di contribuire a un mondo e una rappresentazione sempre più giusta e inclusiva. 

Narcisismo e coming out

The Prom

Non bisogna dimenticare che al di fuori del mondo glitterato di Broadway c’è la vita vera, in questo caso un piccolo liceo dell’Indiana, le cui storie sono ben più profonde e decisamente meritevoli di un approfondimento maggiore. The Prom è anche una storia sul coming out, ed è interessante come questo tipo di commedia musicale sia stata rilasciata a poca distanza da un altro film che tratta questa tematica anche se in maniera assai meno riuscita, Non ti presento i mieicommedia romantica natalizia con Kristen Stewart e Mackenzie Davis.

Se nel film di Clea DuVall il tentativo di raccontare e approfondire il coming out è piuttosto esile e poco strutturato, all’interno di The Prom c’è un desiderio, una volontà molto maggiore di fare i conti con le sue aspettative, le sue conseguenze, riuscendo anche a mostrarne la complessità, tenendo sempre in considerazione che questo musical corale vive delle tempeste e dei vizi dei suoi personaggi. È innegabile che la temperatura emotiva di The Prom è determinata dal personaggio di Emma, che con il suo volto pulito e la sua voce eterea, ci conduce con grande naturalezza nella sua vita, raccontandosi attraverso il suo amore, il suo dolore, il suo desiderio, e credendo fermamente che esista la fuori un mondo, uno spazio, un posto oltre i pregiudizi e il provincialismo della sua città. E che quel posto deve scovarlo con le proprie forze. 

Valutazione
6.5/10

Verdetto

Formato da due musical che si specchiano, The Prom non convince mai del tutto. Glitter, paillettes e un’interpretazione superba di Meryl Streep, non riescono a rendere questo musical particolarmente centrato e riuscito, a causa di poca armonia nella rappresentazione e interpretazioni senza spessore. 

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.