Thelma & Louise: recensione del film di Ridley Scott

Thelma & Louise: recensione del film di Ridley Scott

L’amicizia è una impatto folgorante, una scossa tellurica che può scompaginare ogni certezza, ogni quotidianità consolidata. Anche quelle di una donna di provincia, come Thelma, che vive una condizione di sempiterna frustrazione, con un marito che assume la postura del padre padrone, la cui voce e volontà è l’unica che fa eco all’interno delle mura casalinghe, in cui non c’è spazio per i desideri o i pensieri dell’altro, soprattutto di una donna, come Thelma.

Ed è sempre l’amicizia che diventa l’elemento di contrasto, l’elemento dissonante che si interpone nella vita di tutti i giorni, che nasce come un viaggio in montagna e diventa una fuga. Come per Louise, che decide di scappare dalla stasi del suo lavoro, del suo rapporto amoroso, del suo trauma inestricabile. Thelma e Louise risignifica e ricalca l’idea stessa di cinema, poiché cos’è il cinema se non uno strumento di evasione, l’idea stessa di fuga dalla realtà? 

Scritto da Callie Khouri, insignita dell’Oscar nel 1992 per la miglior sceneggiatura, Thelma & Louise è entrato nell’immaginario collettivo soprattutto per l’interpretazione delle due protagoniste, Susan Sarandon e Geena Davis, che con la loro grinta e la loro alchimia hanno dato vita a due personaggi indimenticabili e intramontabili. Ridley Scott ha diretto un racconto visivo rocambolesco e simbolico, che in un certo senso amplifica e moltiplica la funzione escapista della settima arte. Un’opera che tra corse a perdifiato, fughe in auto, impatti, scontri, personalità e identità divergenti, riesce ancora ad attrarre ed emozionare dopo trent’anni dall’uscita e dalla presentazione al Festival di Cannes

Dopo 30 anni siamo ancora in fuga da una società belluina

Thelma & Louise

Arkansas. Thelma è una donna ingabbiata in un matrimonio in declino. Louise vive una situazione non dissimile. Stanche e insoddisfatte della loro vita, decidono di trascorrere qualche giorno in montagna, attraversando stati e paesi con la Ford Thunderbird, che diventa il loro rifugio dal mondo esterno. Le due donne, partite con tutto il buon umore possibile, in verità sono alla ricerca di un motivo per restare o di un’opportunità per scappare. Mentre sostano in un locale Thelma viene avvicinata da un uomo che tenta di abusare di lei. Louise minaccia l’uomo con una pistola; l’uomo, con aria di sfida e con fare minaccioso, le insulta ulteriormente. Louise gli spara un colpo in pieno petto. 

Nonostante la giustizia penda dalla loro parte, la consapevolezza e il timore che le loro ragioni possano essere smontate in un’aula di tribunale, le porta a vivere momenti di panico che scatenano il desiderio di fuga. Non perdendosi d’animo, le due donne immaginano il percorso per arrivare in Messico, e valicando il confine con gli USA per loro si dipana l’inizio di una nuova libertà, di una nuova vita. Per questo, trovandosi in ultima istanza davanti il vuoto che argina il Grand Canyon, con la polizia che le ha circondate, senza il minimo desiderio di passare la vita in prigionia – un’altra – e di subire ingiustizie e persecuzioni, Thelma e Louise decidono di tenersi per mano, di non arrendersi, continuando il loro tragitto, avanti e insieme.

Thelma & Louise risignifica e ricalca l’idea stessa di cinema

Ci sono storie che non vengono scalfite dai battiti del tempo; storie che sono sempre vere, perché la verità non invecchia, è multiforme, metamorfica, ma non subisce le rughe della vita. Le storie ci riguardano perché fendono la contemporaneità e attraversano le ere. Le storie ci riguardano perché parlano di come accadono le cose e perché, e di come la forza spesso non è solo nelle scelte ma nel modo in cui si antepongono al resto del mondo. 

Thelma & Louise è un grande esempio di come il cinema necessiti di narrazioni che sappiano sempre più raccontare le donne, donne in fuga da realtà e società belluine e destini ineluttabili; Thelma & Louise, intrappolate in un ruolo sociale castrante, asfittico, sono pregne di una forza che le permette non solo di saltare verso l’ignoto ma di intraprendere un viaggio senza voltarsi mai indietro. 

La fuga è un topos narrativo sempiterno: le due protagoniste sono avvinte dal desiderio di riprendere il controllo delle proprie vite, facendo eco a un sentimento di rivalsa e di riappropriazione di un proprio spazio vitale. Le due protagoniste vivono una frattura, un contrasto netto con la loro vita, inesorabile, con le persone che erano, una frattura che vive sul crinale tra passato e presente, che diventa un varco, il limitare, il confine da valicare. Un racconto superlativo che non resta dentro i margini, non si sottrae alla poesia, alla solitudine, al coraggio, ma soprattutto alla scomparsa, alla fine, poiché per le due donne, ad un certo punto, scomparire, fuggire, estraniarsi, diventa l’unico modo per tornare ad essere persone intere, l’unico modo per tornare ad essere. 

Valutazione
9/10

Verdetto

Thelma & Louise è un’opera che il tempo non è riuscito a scalfire, capace di simboleggiare ancora oggi le angherie e i soprusi che le donne sono costrette a subire.

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.