Tre piani Tre piani

News

Tre piani: recensione del film di Nanni Moretti

Pubblicato

il

Dopo l’accoglienza glaciale ricevuta durante lo scorso Festival di Cannes, è arrivato nelle sale italiane Tre piani, tredicesimo lungometraggio di finzione di Nanni Moretti. Il primo progetto del regista basato su un soggetto non suo (si tratta di un adattamento dell’omonimo romanzo di Eshkol Nevo), ma anche il film successivo a Mia madre, che chiudeva idealmente il cerchio del suo cinema più personale e autobiografico. Questi spunti lasciavano già presagire un’opera aliena nella filmografia di Moretti, ma Tre piani va oltre ogni previsione, diventando potenzialmente respingente anche per gli appassionati più sfegatati del cineasta romano. Tanto per cominciare, per la prima volta nel cinema di Moretti non c’è il minimo spunto comico e anche la speranza, che animava persino le opere più tragiche del regista, è ridotta al lumicino, soffocata da un’atmosfera lugubre ed eticamente misera.

Inoltre, è sorprendentemente fuori dal quadro la politica, che affiora soltanto in una breve sequenza ambientata in un centro di accoglienza per i migranti, in una delle tante deviazioni dall’opera originale, che affronta invece le complessità della società israeliana. Ultimo ma non meno importante punto è l’apporto dello stesso Moretti davanti alla macchina da presa, limitato a un personaggio secondario e quasi mai in scena, che il regista caratterizza con una recitazione cantilenante e quasi robotica, totalmente inespressiva.

Tre piani: squallore, distacco e solitudine nel nuovo film di Nanni Moretti

I tre piani del titolo sono quelli di una palazzina romana, in cui vivono altrettante famiglie alle prese con un grave disagio. Il primo piano è quello di Lucio e Sara (Riccardo Scamarcio ed Elena Lietti), genitori che hanno l’abitudine di affidare la loro figlia agli anziani dirimpettai. Quando uno dei vicini si perde insieme alla bambina, Lucio diventa letteralmente ossessionato dalla possibilità che sua figlia abbia subito una violenza, mentre l’adolescente nipote dei dirimpettai manifesta interesse per lui. Il secondo piano è quello di Monica (Alba Rohrwacher), madre lasciata costantemente sola dal marito Giorgio (Adriano Giannini) e costretta ad affrontare quotidianamente la solitudine e la sua fragile psiche. Al terzo piano risiedono infine Dora (Margherita Buy) e Vittorio (Nanni Moretti), giudici costretti a confrontarsi con un omicidio stradale commesso dal loro figlio in stato di ebbrezza.

Nanni Moretti modifica radicalmente l’impostazione del romanzo, intrecciando storie che originariamente erano separate e scandendo la narrazione con bruschi salti temporali di 5 anni. Non è un caso che l’intersezione fra le storie cominci con un funerale, che è al tempo stesso una ideale prosecuzione della morte della madre del protagonista del già citato Mia madre e il simbolo dell’atmosfera funerea che attraversa Tre piani. La morte e il distacco alimentano un racconto che ragiona sul passaggio di testimone fra diverse generazioni, con quelle più adulte che si dimostrano sempre inadeguate, immobili, immutate persino nel trucco nonostante il passare degli anni, mentre i giovani si rivelano malleabili, progressisti, capaci di accettare e superare gli errori dei propri genitori e persino i traumi subiti.

«Te lo meriti», urla il figlio di Vittorio mentre lo prende a calci, citando il Michele Apicella di Ecce bombo e scaricando contemporaneamente su un’intera generazione il peso dei propri sbagli.

Un’opera fredda e lugubre
Tre piani

Proprio nel Riccardo Scamarcio uguale a se stesso nonostante il passare del tempo, in contrapposizione ai giovani che cambiano addirittura interprete, nella recitazione fredda e assente dello stesso Moretti, o in quegli interni così asettici e anonimi, tipici di una dozzinale fiction televisiva, risiede il senso ultimo di Tre piani, che cerca di trasformare la forma in contenuto per fare cadere la maschera di finta felicità e falsa rettitudine che indossano i suoi personaggi. Anche se l’intento è chiaro e per certi versi nobile, non basta per nascondere i limiti di un’opera che si accartoccia sempre più su se stessa, prigioniera del suo ostentato minimalismo e della voluta piattezza della sua messa in scena, oltre che moralmente ambigua nella rappresentazione di un abuso ai danni di una minorenne.

Anche i pochi spunti più tipicamente morettiani, come gli inserti onirici con protagonista Alba Rohrwacher (suo è il personaggio meno risolto e paradossalmente più umano di Tre piani) e la milonga per le strade, non bastano a risollevare un’opera che nell’intento di svuotare i propri protagonisti finisce purtroppo per svuotare anche se stessa. Un racconto che, a dispetto del titolo e della stessa carriera di Moretti, finisce per annullare i propri molteplici potenziali piani di lettura, abbandonandosi a una mesta e sfiancante rappresentazione di una società sempre più chiusa in se stessa e sempre più priva di collegamenti umani, nella quale non si intravede però né una via di uscita, né un qualsiasi spunto di analisi o dibattito.

Tre piani è la ciambella senza buco di Nanni Moretti

Tre piani

Siamo noi i primi a essere amareggiati nel valutare negativamente l’ultimo lavoro di una colonna portante del cinema italiano, a cui va tutto il nostro immutato affetto e la nostra più profonda devozione, ma Tre piani è purtroppo una rumorosa battuta di arresto in una carriera che ci auguriamo si risollevi già a partire dal prossimo film. La ciambella senza buco di un autore che vogliamo continuare ad amare e ammirare per il suo sguardo lucido, disincantato ma sempre umano sulla società e non per questo spaccato lacerante, ma al tempo stesso freddo e amorfo, dei nostri tempi.

Overall
4.5/10

Valutazione

Purtroppo, Tre piani rappresenta un passaggio a vuoto in una carriera che ha scritto pagine indelebili del nostro cinema come quella di Nanni Moretti. Un’opera talmente fredda e minimale da risultare vuota e incapace di comunicare una qualsivoglia emozione allo spettatore.

La cripta di Lost in Cinema

The Well: poster e foto del film horror di Federico Zampaglione

Pubblicato

il

The Well

Il 18 luglio arriverà in sala The Well, nuovo horror di Federico Zampaglione, distribuito da Iperuranio Film, in collaborazione con CG Entertainment. Il film è stato già venduto in oltre 80 Paesi nel mondo, tra cui gli Stati Uniti. Federico Zampaglione (Nero Bifamiliare, Shadow, Tulpa – Perdizioni mortali, Morrison), è anche lo sceneggiatore del film, mentre il cast è composto da interpreti del calibro di Lauren LaVera (già protagonista di Terrifier 2), Claudia Gerini, Lorenzo Renzi, Linda Zampaglione, Jonathan Dylan King, Taylor Zaudtke, Gianluigi Calvani, Yassine Fadel e Courage Oviawe. È inoltre presente nel film Giovanni Lombardo Radice, al suo ultimo ruolo nel grande schermo.

The Well: il poster del film horror di Federico Zampaglione, in sala dal 18 luglio

Federico Zampaglione ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«The Well è il mio film più cupo, inquietante e feroce…. ma io lo trovo anche disperatamente romantico. Da sempre amo profondamente questo genere, perché parla all’animo umano, indaga le nostre paure sconosciute e si perde nell’oscurità profonda, aggrappandosi a un filo di luce. The Well spinge alle emozioni più estreme, distruggendo il confine tra realtà e fantasia, tra Bene e Male, Vita e Morte. Scoprirete che il Male ha nuove profondità».

Il film è girato in luoghi intorno a Roma, da Saracinesco, a Palazzo Cenci Bolognetti di Vicovaro, al Castello Theodoli di Sambuci come location principale. L’opera vanta un cast tecnico di primo piano: la direzione della fotografia è firmata da Andrea Arnone (già operatore in Spider-Man: Far From Home), il montaggio da Eric Strand (Donnie Darko), gli effetti speciali prostetici sono realizzati da Carlo Diamantini (Il racconto dei racconti), i costumi sono di Antonella Balsamo, il trucco di Federica Puglielli, le scenografie di Blazej Wasiak e le musiche sono state composte da Oran Loyfer, Luca Chiaravalli, Federico e Francesco Zampaglione. In conclusione, ecco le prime immagini ufficiali del film.

The Well

The Well

The Well

The Well, dove vederlo in streaming

Al momento non disponibile su nessuna piattaforma.
Continua a leggere

In evidenza

Horizon: An American Saga: trailer e poster del film di Kevin Costner

Pubblicato

il

Horizon: An American Saga

In occasione della presentazione Fuori Concorso al Festival di Cannes, sono stati diffusi i materiali promozionali di Horizon: An American Saga, sontuoso progetto di Kevin Costner. Un epico affresco western ambientato durante la guerra civile americana, che nelle intenzioni dell’autore dovrebbe essere composto da ben 4 capitoli. I primi due capitoli sono già stati realizzati e arriveranno nelle sale italiane rispettivamente il 4 luglio e il 15 agosto. Scopriamo cosa ci aspetta.

Il trailer ufficiale di Horizon: An American Saga

Questa la sinossi del film:

Nella grande tradizione degli iconici western della Warner Bros. Pictures, Horizon: An American Saga esplora il fascino del Vecchio West e come è stato vinto – e perso – attraverso il sangue, il sudore e le lacrime di molti. Attraversando i quattro anni della Guerra Civile, dal 1861 al 1865, l’ambiziosa avventura cinematografica di Costner porterà il pubblico in un viaggio emozionante attraverso un paese in guerra con se stesso, vissuto attraverso la lente di famiglie, amici e nemici, tutto nel tentativo di scoprire cosa significa veramente essere gli Stati Uniti d’America.

Horizon: An American Saga vede il ritorno alla regia di Kevin Costner, sulla base di una sceneggiatura scritta da lui stesso insieme a Jon Baird, incentrata sul genere e sulle atmosfere a cui ha dedicato buona parte della sua carriera davanti e dietro alla macchina da presa, con lavori del calibro di Balla coi lupi, Terra di confine – Open Range e Yellowstone. Kevin Costner è anche protagonista dell’opera e condivide lo schermo con un sontuoso cast, forte di interpreti del calibro di Sienna Miller, Abbey Lee, Jena Malone, Isabelle Fuhrman, Wase Chief, Ella Hunt, Luke Wilson, Hayes Costner, Sam Worthington, Michael Rooker e Jamie Campbell Bower. In conclusione, ecco il poster ufficiale del film che, lo ricordiamo, arriverà nelle sale cinematografiche in due parti il 4 luglio e il 15 agosto, distribuito da Warner Bros.

Continua a leggere

In evidenza

Hanno ucciso l’Uomo Ragno: il teaser trailer della serie sulla storia degli 883

Pubblicato

il

Hanno ucciso l'Uomo Ragno

È online il primo teaser trailer di Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883, serie dramedy Sky Original disponibile da ottobre in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. La serie è un racconto di formazione incentrato su Max Pezzali e Mauro Repetto, fondatori di uno dei più celebri e amati gruppi musicali pop italiani degli ultimo decenni. Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883 si addentra nei mitici anni ’90 per narrare la genesi di alcune delle canzoni più famose degli 883, duo che contro ogni aspettativa, partendo da Pavia, ha cambiato la musica italiana sorprendendo tutti, in primis gli stessi Max e Mauro.

Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883 è una serie di Sydney Sibilia (Smetto quando voglio, L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, Mixed by Erry), per la prima volta alla regia di una serie. Gli otto episodi dello show sono scritti da lui stesso insieme a Francesco Agostini, Chiara Laudani e Giorgio Nerone. Completano il team di regia Francesco Ebbasta (Addio fottuti musi verdi, Generazione 56k) e Alice Filippi (Sul più bello, SIC). Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli interpretano rispettivamente Max Pezzali e Mauro Repetto. Vediamo cosa ci aspetta.

Il primo teaser trailer di Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883

Questa la sinossi ufficiale della serie:

Pavia, fine anni Ottanta. Max ama i fumetti e la musica americana. È un anticonformista in una città dove non c’è nulla a cui ribellarsi. In più, dopo aver trascurato il liceo per seguire nuove amicizie e serate punk, arriva inevitabilmente la bocciatura.
Questo fallimento si rivela in realtà una nuova, fatale opportunità: nel liceo dove si trasferisce ha un nuovo compagno di banco, Mauro. La musica rende Max e Mauro inseparabili. Grazie alla forza trascinante di Mauro, Max abbraccia il suo talento e insieme a lui compone le prime canzoni che verranno prodotte da Claudio Cecchetto. Ma quando il successo li travolgerà, Max e Mauro, così diversi, riusciranno a rimanere uniti?

Continua a leggere
Pubblicità

    Copyright © 2024 Lost in Cinema.