Wall Street: recensione del film di Oliver Stone con Michael Douglas

Wall Street: recensione del film di Oliver Stone con Michael Douglas

Wall Street è un film del 1987, scritto e diretto da Oliver Stone, e interpretato da Michael Douglas, Charlie Sheen, Daryl Hannah e Martin Sheen, capace di conquistare numerosi riconoscimenti importanti, tra i quali il premio Oscar come miglior attore protagonista per lo stesso Douglas.

Oliver Stone decide di affrontare una tematica rischiosa per trarne un’analisi aspra e realista della società del capitale e del libero mercato. E lo fa esponendo e misurandosi con due personaggi agli antipodi nel mondo della finanza: un ragazzo fresco di studi che tenta di imporsi come broker, Bud Fox, e un guru di Wall Street, lo squalo della finanza, Gordon Gekko.

Questi due uomini, apparentemente così lontani, si trovano a lavorare assieme. Per Bud, Gordon è un mito, è il suo dio, ciò che vuole diventare; Gordon, dal suo lato, nota in lui una rabbia, una fame che gli somiglia, che gli appartiene. Gordon è un milionario, un predatore, un uomo che non dorme mai, che vive per il denaro, che cammina furiosamente nel suo ufficio abbaiando ordini e fumando sigarette, controllando le azioni. È un uomo a cui non piace perdere, che ha tutto ma che sembra non poter bastare, mai.

Wall Street: la critica di Oliver Stone al capitalismo americanoWall Street

Ma quanto è abbastanza? La domanda di Bud è essenziale per capire il senso che spinge la società del capitale a non fermarsi, a non esitare nemmeno davanti a compensi milionari, ed è qui che il monologo di Gekko, epocale, sull’avidità, trova l’apice di una pellicola che diventerà sempre più spietata, perché come i suoi protagonisti non conosce il concetto di troppo, di abbastanza. Gekko passa tutto il suo tempo e ogni attimo a cercare di guadagnare più denaro, dalle azioni, dalle aziende, dagli investimenti, infrangendo la legge, spesso, tenendo sempre a mente che ciò che guadagna è solo un trasferimento, sono solo numeri, che passano da persone ad altre persone, e in tutto questo nessuno si fa male perché è tutto illusorio. Il denaro è un bene immateriale, c’è ma non si vede, non si crea né si distrugge.

L’avidità, non trovo una parola migliore, è valida, l’avidità è giusta, l’avidità funziona, l’avidità chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo. L’avidità in tutte le sue forme: l’avidità di vita, di amore, di sapere, di denaro, ha impostato lo slancio in avanti di tutta l’umanità. E l’avidità, ascoltatemi bene, non salverà solamente la Teldar Carta, ma anche l’altra disfunzionante società che ha nome America.

Un film spietatamente attuale

Come un abile giocatore d’azzardo, ciò che conta per Gordon è la competizione, è vincere. Wall Street è una critica alla mentalità capitalista, e sostiene che ciò che uccide il mercato, ciò che affossa intere compagnie e decide l’andamento delle azioni sono gli squali come Gekko, che in modo illegale si lanciano nel libero mercato ingannando, persuadendo, e giustificandosi con frasi come “tutti lo stanno facendo”.

Oliver Stone ritrae il profilo di un’America ingorda, sporca, ai limiti di una democrazia in disfacimento, all’interno dell’eldorado della finanza, un lavoro che ha dedicato al padre, agente di borsa, analizzando la speculazione, l’eccesso, il boom economico e lo yuppismo dilagante. Il risultato è una pellicola che risplende grazie al talento di formidabili attori, scritta in un modo accessibile a ogni tipo di pubblico, comprensibile sempre, che coinvolge grazie a un ritmo incalzante, una recitazione precisa, dinamica, potente che dà forma e vigore alla battaglia sempiterna tra bene e male.

Un’opera che imperversa, viola, incede, ed è caratterizzata da un susseguirsi di giochi di potere, raggiri, derisioni, prevaricazioni, redenzioni e dannazioni; il percorso morale che il protagonista subisce lo declina in ogni aspetto, senza retoriche, mostrando il lato sapido e ingiusto del mondo della finanza. Wall Street è un film spietatamente attuale, intriso di immoralità, di squali, di arrivismo, che rivela il vero volto di un’America in demolizione, che Oliver Stone mette con le spalle al muro.

Valutazione
8/10

Verdetto

Oliver Stone dipinge un’aspra analisi della società del capitale, rivelando il vero volto di un’America in demolizione. Un film che risplende grazie al talento degli attori, a una recitazione precisa e dinamica e alla scrittura, accessibile, comprensibile, coinvolgente e incalzante.

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.