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WandaVision: recensione della serie Disney+ con Elizabeth Olsen

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Il lutto è un sentimento ineffabile e paradossale. Può spingerci ad accogliere il conforto dei nostri cari, ma anche a chiuderci in noi stessi, a crogiolarci nel nostro stesso dolore. Il lutto è lancinante sofferenza, ma contemporaneamente un sorprendente stimolo per la nostra mente. La perdita di un nostro affetto ci porta infatti a ricordare emozioni e avvenimenti, a rielaborarli sotto un’altra prospettiva e anche ad abbandonarci a suggestioni, a fantasie, ai più classici what if, che purtroppo non possono più avverarsi. Il lutto è quindi anche un motore per la creazioni di mondi e di storie, che esistono solo nella nostra mente, ma in qualche modo leniscono il nostro sconforto. L’elaborazione del lutto sul piccolo o sul grande schermo non è più un tabù, ma è difficile non rimanere spiazzati dal fatto che una delle più riuscite riflessioni sul tema arrivi dalla Marvel, con la serie Disney+ WandaVision.

Nel mondo pre COVID-19, ci eravamo congedati dal Marvel Cinematic Universe con Spider-Man: Far from Home, ma soprattutto con l’epico Avengers: Endgame, capace di chiudere un’era dell’intrattenimento e di infondere al pubblico di tutto il mondo la sensazione di essere vicini a una svolta epocale, presagio poi avveratosi nel peggiore dei mondi, con la pandemia ancora in corso. La chiusura di un cerchio che diventava anche apertura per l’esplorazione di vecchi e nuovi personaggi, penalizzati dalla narrazione corale di questi imponenti blockbuster. È questo il caso di Black Widow, ruolo che Scarlett Johansson riprenderà per un film stand-alone, ma anche di Wanda Maximoff, distrutta dopo la perdita dell’amato Visione. Con una scelta ardita ma vincente, Marvel è ripartita proprio da quest’ultima, inaugurando il suo nuovo corso con una serie che è al tempo stesso origin story, metatelevisione e base per le prossime avventure di questo universo.

WandaVision: lo spettacolo della Marvel fra lutto, ossessione e metatelevisione
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Nei primi minuti di WandaVision, ci ritroviamo catapultati in una sitcom anni ’50, chiaramente ispirata al celeberrimo The Dick Van Dyke Show. Wanda e il defunto Visione vivono nell’idilliaca realtà della cittadina di Westview, cercando di tenere nascosti ai concittadini i loro superpoteri. Fra le classiche risate registrate e le bizzarre situazioni che si vengono a creare per mantenere i segreti della coppia, lo spettatore comincia a porsi le più disparate domande: dove siamo? Quando siamo? Tutto ciò che stiamo vedendo è reale? E se sì, come è collegato ai poteri magici e mistici di Wanda?

Abituati ad anni di binge watching, Marvel e Disney ci hanno costretto, come già aveva fatto The Mandalorian, ad assaporare il mistero settimana dopo settimana, a mettere in ogni episodio qualche tassello del puzzle al proprio posto, ad assistere a un andirivieni di risposte e ulteriori domande. Un rito di visione ed elaborazione collettiva che ci fa viaggiare nel tempo e nella storia della televisione, passando per Il Trono di Spade, riportandoci alla mente le elucubrazioni su Lost e conducendoci infine dove la moderna televisione di qualità è nata, cioè a Twin Peaks, che pur muovendosi in territori diametralmente opposti a quelli della Marvel, condivide con la Westview di WandaVision il senso di inquietudine che si prova visitandola e i raffinati espedienti metatelevisivi di cui è infarcita la narrazione.

WandaVision e la storia delle sitcom americane

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WandaVision non è solo un toccante viaggio nel passato e nella mente della sua protagonista, ma anche un’acuta esplorazione della storia della televisione americana, che gioca in maniera divertita e divertente con gli stereotipi e le convenzioni narrative a cui ci siamo abituati nel corso degli ultimi decenni. Un meccanismo esplicitato dal percorso temporale che viene fatto (dagli anni ’50 ai giorni nostri), dagli espliciti rimandi a pietre miliari della comicità televisiva (come Strega per amore, I Jefferson, La famiglia Brady, Casa Keaton, Genitori in blue jeans, fino ad arrivare alle più recenti Malcolm, The Office e Modern Family) e dalle stesse dinamiche degli episodi.

Dai costumi ai titoli di testa, passando per i movimenti di macchina e per le inquadrature, tutto è minuziosamente ricostruito dagli autori e dal cast tecnico per solleticare i nostri ricordi e per affiancare alla narrazione una riflessione su ciò che siamo abituati a vedere sul piccolo schermo.

Le puntate di WandaVision sono inframezzate da finte inserzioni pubblicitarie, calibrate sul periodo di riferimento e spesso connesse in qualche modo al Marvel Cinematic Universe, sono intitolate con frasi ormai parte dell’immaginario collettivo (Filmed Before a Live Studio Audience, We Interrupt This Program, Previously On, The Series Finale) e sfruttano in maniera creativa i tanti artifici narrativi alla base della costruzione delle stagioni di una sitcom. Abbiamo quindi l’episodio speciale di Halloween, in cui Wanda e Visione sfilano con splendidi e iconici costumi, per la doppia gioia degli appassionati di fumetti Marvel e dei collezionisti di gadget e action figure, la puntata in cui le atmosfere ovattate della serie vengono messe temporaneamente da parte per concentrarsi su quello che accade fuori da Westview, e soprattutto lo splendido episodio sulle origini di Wanda Previously On, immancabilmente banalizzato come “spiegone” da molti commentatori seriali.

Fra The Truman Show e Pleasantville

WandaVision

La creatrice di WandaVision Jac Schaeffer e il regista di tutti gli episodi Matt Shakman (già dietro alla macchina da presa in diversi episodi di alcuni degli show più conosciuti e amati degli ultimi 20 anni, da Six Feet Under a Il Trono di Spade) ribaltano inoltre questo gioco di rimandi e citazioni verso lo spettatore, dilettandosi a sviare la nostra attenzione e a depistarci.

Prima di svelare completamente la sua natura intima e umana, WandaVision strizza così l’occhio a opere come The Truman Show e Pleasantville (dichiarate ispirazioni della serie), ci mostra la temibile Agatha Harkness, ritardando il più possibile il suo svelamento, e si fa beffe delle teorie dei fan, mettendo in bocca alla Darcy Lewis di Kat Dennings battute sulla cultura pop, flirtando con il multiverso con la presenza di Evan Peters nel ruolo di Pietro Maximoff (almeno per ora senza conseguenze di rilievo) e lasciandoci presagire un sorprendente cameo, che invece non è arrivato.

Dal momento che WandaVision è a sua volta un episodio del più importante esperimento seriale crossmediale dei giorni nostri, cioè il Marvel Cinematic Universe, non può inoltre esimersi dal porre le basi per quello che vedremo nei mesi e negli anni a venire. La Monica Rambeau della rivelazione Teyonah Parris crea così una possibile sottotrama che porta a Captain Marvel, la definitiva trasformazione di Wanda in Scarlet Witch apre a ripercussioni importanti per l’intero universo e soprattutto si prepara il terreno per Doctor Strange nel Multiverso della Pazzia, nel quale con ogni probabilità confluiranno molte delle storie che ci hanno emozionato.

Wanda siamo noi

A rendere WandaVision un gioiello della serialità contemporanea non sono soltanto l’impressionante serie di omaggi e citazioni, le immancabili sequenze d’azione con sontuosi effetti speciali in pieno stile Marvel (che prendono il sopravvento soprattutto negli ultimi episodi) o la formidabile interpretazione di Elizabeth Olsen, che sfrutta alla perfezione l’occasione di dimostrarsi attrice di altissimi livello, spaziando con sconcertante facilità dai ritmi della sitcom a sfumature più cupe e drammatiche. La prima serie del nuovo corso della Marvel riesce infatti anche a fotografare, volontariamente o meno, lo spirito attuale dell’intera popolazione mondiale, alle prese con un evento dalla portata psicologica paragonabile ai due schiocchi di dita di Thanos e Tony Stark che abbiamo visto in Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame.

L’elaborazione del lutto di Wanda e il palpabile disagio dei personaggi secondari, tutti in qualche modo alle prese con un passato spezzato e con un futuro incerto, si connettono a un livello intimo e profondo con il nostro trauma, spingendoci a riflettere sul potere salvifico della fantasia e dell’intrattenimento, ma anche sui rischi derivanti dall’ossessione per qualcosa che non può più tornare. Ognuno a suo modo, siamo tutti come la piccola Wanda, che vediamo rintanata in 4 anguste mura intenta a consumare il meglio della comicità televisiva americana per non pensare al suo spaventoso presente, ma corriamo anche il pericolo di intraprendere il suo stesso percorso e di rifugiarci in una plastica e artificiosa riproduzione del passato, mescolata con i nostri desideri più forti, purtroppo non sempre raggiungibili.

Il ruolo di Visione in WandaVision

Il tema del ricordo è pregevolmente sfruttato da WandaVision anche nell’altra componente di questo improvvisato duo comico, che rischia di essere oscurata dallo straordinario lavoro su Wanda. Con un’ottima prova in sottrazione, anche Paul Bettany riflette con il suo Visione molte delle angosce contemporanee, sfondando addirittura i confini della metafisica con il suo dotto rimando al paradosso della nave di Teseo. Proprio come il Jim Carrey del già citato The Truman Show, ritroviamo Visione dopo la sua morte alle prese con una rivisitazione in chiave moderna del mito della caverna, imprigionato in una realtà costruita su misura per lui e senza ricordi del percorso fatto per arrivarci. Quante volte ci siamo sentiti come lui, alle prese con una realtà che ci appartiene e incapaci di capire come ci siamo finiti e soprattutto come sia possibile rompere i muri della nostra personale Westview?

Attraverso l’utilizzo di quello che è stato soprannominato Visione bianco, creato dallo S.W.O.R.D. utilizzando la struttura di quello distrutto da Thanos, WandaVision si spinge addirittura verso la fantascienza più filosofica, interrogandoci su un altro dilemma etico e morale, anch’esso con agganci alla nostra incerta esistenza. Chi è davvero Visione? Quello creato da Wanda attraverso i suoi più teneri ricordi e le sue più dolci aspirazioni d’amore, o quello che è fatto della sostanza di Visione, ma non ne contiene i ricordi? In altre parole, possiamo definirci veramente la stessa persona che eravamo, anche se negli anni abbiamo radicalmente cambiato la nostra forma, abbiamo sensibilmente modificato i nostri pensieri e la nostra stessa sostanza e fatichiamo sempre di più a trovare un appiglio nel nostro più lontano passato?

WandaVision come monito sulla perdita

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WandaVision ci pone delle domande urgenti e profonde, guardandosi bene dal fornire delle risposte e lasciando ai draconiani paladini del risultato finale, come li chiamerebbe Stephen King, il contentino di uno scontro finale fra streghe che soddisfa la nostra sete di adrenalina, ma apre molte più porte rispetto a quelle che chiude. Perché il lutto, come ci insegna Wanda, non finisce con la sua accettazione, ma evolve, si trasforma. Sta a noi tenerlo vicino, farcene carico, lasciarci anche coccolare da esso, ma evitare di trasformarlo in un’ossessione e in un’insana riproduzione di ciò che non tornerà mai più.

Overall
9/10

Verdetto

Con WandaVision, Marvel e Disney+ sfornano un gioiello della serialità contemporanea, che in soli novi episodi riesce a collegare passato, presente e futuro del Marvel Cinematic Universe, a farci viaggiare nella storia della televisione americana e a toccare le nostre corde più intime, in un periodo fondamentale per la storia dell’umanità.

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What If… ?: recensione dei primi episodi della serie animata Marvel

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What If... ?

Grazie a Disney, abbiamo avuto l’opportunità di vedere in anteprime i primi tre episodi di What If… ?, nuova serie animata del Marvel Cinematic Universe disponibile dall’11 agosto in esclusiva su Disney+. Un progetto che ha il chiaro intento di sviluppare il concetto di multiverso, già introdotto in Loki e fondamentale per il prossimo futuro di questo franchise in continua evoluzione. I nove episodi della serie (che è già stata rinnovata per una seconda stagione) saranno pubblicati a cadenza settimanale e sono ispirati a un’omonima serie antologica a fumetti della Marvel, pubblicata fra il 1977 e il 1984.

What If… ?: alla scoperta del multiverso Marvel
What If... ?

Il narratore di ogni episodio di What If… ? è l’Osservatore, misterioso personaggio (doppiato in originale da Jeffrey Wright) che ha il potere di muoversi lungo il multiverso, guardando da posizione privilegiata gli eventi e tutte le loro possibili variazioni. Come suggerisce il titolo, la serie è una sequenza di “e se?“, applicati ad alcuni dei più importanti eventi del Marvel Cinematic Universe. Nel primo episodio assistiamo così a un percorso alternativo del personaggio di Capitan America, con Peggy Carter che si fa iniettare il siero al posto di Steve Rogers prendendo di fatto il suo posto, con tanto di bandiera della Gran Bretagna nello scudo al posto di quella americana.

La seconda puntata si basa invece su un accidentale scambio di persona fra Star-Lord e T’Challa, con quest’ultimo che diventa un fuorilegge galattico al posto del personaggio interpretato da Chris Pratt. Questo episodio è anche l’occasione perfetta per ascoltare nuovamente la voce del compianto Chadwick Boseman, che proprio per questa serie è riuscito a prestare per l’ultima volta la sua voce al personaggio protagonista di Black Panther. Bocche cucite invece sulla terza puntata di What If… ?, la più sorprendente fra quelle che abbiamo avuto l’opportunità di vedere, della quale ci limitiamo a dire che mira al bersaglio grosso, modificando le fondamenta dell’intero progetto Avengers.

I primi tre episodi di What If… ?

What If... ?

Anche se tre episodi non sono sufficienti per comprendere come le varie sottotrame si intersecheranno fra loro e quale futuro possano avere le varianti alla mitologia del Marvel Cinematic Universe proposte dalla serie, possiamo già affermare che What If… ? è un ideale raccordo fra i concetti proposti da Loki, soprattutto nell’episodio conclusivo della prima stagione, e ciò che con ogni probabilità vedremo in Spider-Man: No Way HomeDoctor Strange nel Multiverso della Pazzia, i 2 film che tracceranno la strada della fase 4 del franchise. Importanti in questo senso le scelte operate sull’animazione. Lo stile impiegato è il cel-shading, che consiste in modelli 3D volti a richiamare i colori e i tratti dell’animazione tradizionale.

Una caratteristica che insieme all’utilizzo di alcune delle voci originali dei personaggi (fra le tante, anche quelle di Hayley Atwell e Samuel L. Jackson) contribuisce a metterci a proprio agio davanti alle distorsioni temporali e narrative proposte in What If… ?, anche se lo stile abbastanza ordinario dell’animazione potrebbe fare storcere il naso a chi vorrebbe dalla Marvel una maggiore sperimentazione visiva. Come da tradizione del Marvel Cinematic Universe, anche i toni e i registri variano da episodio a episodio, con la pura azione che coinvolge Peggy Carter che lascia spazio alla space opera di Star-Lord/T’Challa, fino ad arrivare alle sfumature più ombrose e tipicamente thriller della terza puntata.

Fra Ai confini della realtà e la storia a fumetti della Marvel

What If… ? si profila dunque come una rilettura in chiave cinefumettistica degli squarci sull’impossibile regalati da Ai confini della realtà. Anche se la seminale serie di Rod Serling è inarrivabile per profondità e importanza delle tematiche trattate, lo show creato da A.C. Bradley adempie perfettamente al proprio compito, riuscendo a intrattenere con brevi e per ora autoconclusivi episodi e a porre al tempo stesso le basi per possibili svolte del Marvel Cinematic Universe.

Inevitabile interrogarsi sul futuro di What If… ?. Le varianti mostrate nella serie prenderanno il posto degli eventi per cui ci siamo emozionati sul grande schermo o tutto questo resterà una sorta di divertissement, antipasto del multiverso? La risposta potrebbe stare nel mezzo, cioè nella coesistenza di queste realtà alternative, che, come accade nei fumetti, potrebbero offrire infinite possibilità agli autori e altrettante possibili visioni a noi spettatori. Non ci resta quindi che affidarci all’Osservatore per scoprire cosa ci riserverà il Marvel Cinematic Universe, a cominciare proprio dai prossimi episodi di What If… ?

Overall
7/10

Verdetto

I primi episodi di What If… ? ci mettono davanti a una serie del tutto imprevedibile, abbastanza canonica dal punto di vista dell’animazione ma capace di sorprendere per la libertà e il coraggio con cui ridiscute pilastri del Marvel Cinematic Universe.

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Star Wars: The Bad Batch rinnovata per una seconda stagione su Disney+

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Star Wars: The Bad Batch

Dopo il successo del primo ciclo di episodi, oggi Disney+ ha annunciato il rinnovo per una seconda stagione della serie animata acclamata dalla critica Star Wars: The Bad Batch. La nuova stagione arriverà nel corso del 2022. Questo il commento in proposito di Michael Paull, Presidente di Disney+ e ESPN+:

I fan hanno accolto con entusiasmo Star Wars: The Bad Batch e siamo davvero emozionati di vedere l’universo animato di Star Wars continuare a crescere su Disney+. In qualità di casa dello streaming del franchise Star Wars, non vediamo l’ora che arrivi la seconda stagione di questa serie animata che è stata così tanto apprezzata dai fan.

Star Wars: The Bad Batch tornerà per una seconda stagione

Star Wars: The Bad Batch
Commentando l’annuncio della seconda stagione, il produttore esecutivo della serie Dave Filoni ha comunicato quanto segue:

Insieme a tutto il team Lucasfilm Animation voglio davvero ringraziare Disney+ e tutti i nostri fan per averci dato l’opportunità di continuare a raccontare la storia di Bad Batch.

La prima delle due parti che del finale della prima stagione di The Bad Batch sarà disponibile solo su Disney+ a partire da domani, venerdì 6 agosto, alle ore 9.00.

Dave Filoni (The Mandalorian, Star Wars: The Clone Wars), Athena Portillo (Star Wars: The Clone Wars, Star Wars Rebels), Brad Rau (Star Wars Rebels, Star Wars Resistance), Jennifer Corbett (Star Wars Resistance, NCIS) e Carrie Beck (The Mandalorian, Star Wars Rebels) sono i produttori esecutivi di Star Wars: The Bad Batch, insieme a Josh Rimes (Star Wars Resistance) e Alex Spotswood (Star Wars: The Clone Wars, Star Wars Rebels) in qualità di produttori. Brad Rau ricopre anche il ruolo di supervising director, mentre Jennifer Corbett è capo sceneggiatrice.

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Disney+: tutte le nuove uscite in arrivo ad agosto 2021

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Grandi novità anche ad agosto in casa Disney+. La più importante è indubbiamente l’arrivo in catalogo di Crudelia, che dopo essere stato disponibile solo a pagamento con accesso VIP sarà dal 27 agosto visibile a tutti gli abbonati al servizio. Particolarmente attese anche Gli amici delle vacanze, commedia vacanziera con John Cena, e Only Murders In The Building, nuova serie con Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez in bilico fra commedia e mistero.

Di seguito, un approfondimento sulle principali uscite di agosto su Disney+ e l’elenco completo di ciò che vedremo nelle prossime settimane.

4 agosto: Corto circuito

Corto circuito

© 2021 Disney. All Rights Reserved.

Se potessi raccontare qualsiasi storia insieme a una squadra di talentuosi artisti dei Walt Disney Animation Studios, cosa creeresti? Benvenuti a Corto Circuito, un programma innovativo e sperimentale dove chiunque agli Studios può proporre
un’idea ed essere selezionato per creare il proprio cortometraggio.

Marvel Studios: Legends torna su Disney+ dal 4 agosto

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Marvel Studios: Legends ripercorre in modo appassionante le storie dei vari eroi e villain Marvel protagonisti delle future attesissime serie che debutteranno in anteprima su Disney+, ponendo le basi per le prossime avventure. I tre episodi saranno incentrati su Peggy Carter, su The Avengers Initiative e sui Ravagers.

What If…? dall’11 agosto su Disney+

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What If…? rimescola le carte del Marvel Cinematic Universe, reimmaginando in celebri eventi dei film in modo inaspettato. La prima serie animata dei Marvel, Studios si concentra su diversi eroi del MCU e, nella versione originale, comprende le voci di star che ritornano ad interpretare i rispettivi ruoli. La serie e diretta da Bryan Andrews mentre Ashley Bradley è la capo sceneggiatrice.

18 agosto: Godfather of Harlem

Godfather of Harlem

Bumpy Johnson si trova a combattere contro le famiglie del crimine di New York per il controllo della redditizia e pericolosa “French Connection”, la rete per l’eroina che va da Marsiglia al porto di New York. Con un cartello di spaccio che include boss della criminalità di altre grandi città degli Stati Uniti, Bumpy è ispirato dal messaggio di nazionalismo nero dell’amico Malcolm X. Il suo ambizioso piano dovrà superare l’opposizione non solo degli italiani, ma anche di sua moglie Mayme, della figlia Elise, del rivale Adam Clayton Powell, del procuratore Robert Morgenthau e persino dello stesso Malcolm. Ancora una volta, Godfather of Harlem racconta lo scontro tra la malavita e i diritti civili nel variopinto e tumultuoso 1964.

18 agosto: Elena, diventerò presidente

Elena, diventerò presidente

La seconda stagione di Elena, diventerà presidente riprende la storia della giovane americana di origini cubane e futura leader Elena Cañero-Reed a partire dal suo ingresso in seconda media. Narrata attraverso gli estratti del suo diario, questa
commedia familiare segue Elena tra gli alti e bassi della scuola media che la indirizzano lungo il cammino che la porterà a diventare presidente degli Stati Uniti.

Vita da cucciolo: dal 18 agosto su Disney+

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National Geographic for Disney+/Samuel Ellis

Vita da cucciolo racconta l’intima e straordinaria avventura di alcuni cuccioli, dalla sicurezza del grembo materno, all’incertezza della nascita fino ai loro primi passi. Ogni episodio mostra in modo coinvolgente l’incredibile trasformazione di una diversa specie. Vita da cucciolo è la storia magica dell’istinto di una madre e la lotta del piccolo per la sopravvivenza.

23 agosto: The Walking Dead

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Credit: Josh Stringer/AMC

Nelle precedenti stagioni di The Walking Dead, i protagonisti si sono confrontati con i demoni del passato e hanno combattuto nuove minacce, con le amicizie, e le relazioni che risentono del crescente danno collaterale dell’apocalisse, Alexandria è gravemente compromessa dalla carneficina e dalla devastazione lasciata dai Sussurratori. Ora, gli abitanti cercano di rifortificare la città e di trovare sostentamento per sempre più persone. Tra questi, ci sono i sopravvissuti alla caduta del Regno e all’incendio di Hilltop; compresi Maggie e il suo nuovo gruppo, i Wardens. La situazione è difficile per tutti: le tensioni aumentano a causa degli eventi passati e l’istinto di sopravvivenza tende a prevalere sempre di più sulla collaborazione.

McCartney 3, 2, 1: dal 25 agosto su Disney+

McCartney 3, 2, 1

Photo Courtesy of Hulu

Paul McCartney incontra il leggendario produttore Rick Rubin in un raro e approfondito faccia a faccia per discutere del suo lavoro rivoluzionario con i Beatles, dell’emblematico arena rock degli anni ’70 con i Wings e dei suoi oltre 50 anni come artista solista. In questa serie composta da sei episodi che esplora la musica e la creatività in modo unico e illuminante, gli spettatori potranno unirsi a Paul e Rick per una conversazione intima sul lavoro di composizione, le influenze e le relazioni personali che hanno ispirato le canzoni iconiche che sono state la colonna sonora delle vite di tutti.

25 agosto: Disney Gallery / Star Wars : The Mandalorian 2

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Making of Season 2 Finale è il dietro le quinte della realizzazione di questo celebre “capitolo” di The Mandalorian, con un particolare accento sulla tecnologia utilizzata per ricreare Luke Skywalker. L’episodio analizza il processo di cooperazione, incluso il lavoro con Mark Hamill, per realizzare una replica autentica e appropriata, ed esplora l’immensa responsabilità e pressione che i registi hanno avuto nel riportare in vita uno dei personaggi più importanti della storia del cinema.

Crudelia: dal 27 agosto su Disney+

Crudelia

Photo by Laurie Sparham. © 2021 Disney Enterprises

La vincitrice dell’Academy Award Emma Stone (La La Land) è la protagonista del film Disney live action Crudelia che racconta gli esordi ribelli di una delle antagoniste più celebri, e alla moda, del mondo del cinema: la leggendaria Cruella de Vil (Crudelia De Mon). Ambientato durante la rivoluzione punk rock nella Londra degli anni Settanta, Crudelia segue le vicende di una giovane truffatrice di nome Estella, una ragazza intelligente e creativa determinata a farsi un nome con le sue creazioni.

Fa amicizia con una coppia di giovani ladri che apprezzano la sua inclinazione alla cattiveria e insieme riescono a costruirsi una vita per le strade di Londra. Un giorno, il talento di Estella per la moda cattura l’attenzione della Baronessa von Hellman, una leggenda della moda incredibilmente chic e terribilmente raffinata, interpretata dall’attrice due volte premio Oscar Emma Thompson (Casa Howard, Ragione e sentimento). Ma la loro relazione mette in moto una serie di eventi e rivelazioni che portano Estella ad abbracciare il suo lato malvagio e a diventare la prorompente, alla moda e vendicativa Cruella.

Gli amici delle vacanze: dal 27 agosto su Disney+

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Photo by Jessica Miglio. © 2021 20th Century Studios. All Rights Reserved.

In questa commedia irriverente, i morigerati Marcus ed Emily (Lil Rel Howery, Yvonne Orji) fanno amicizia in un resort in Messico con Ron e Kyla (John Cena, Meredith Hagner), festaioli e sempre alla ricerca di nuove emozioni. Lasciandosi trasportare dal momento, la coppia solitamente rigorosa vive una settimana di divertimento disinibito e sregolatezza con i loro nuovi “amici delle vacanze”. Mesi dopo la loro vacanza fuori dagli schemi, Marcus ed Emily rimangono sconvolti quando Ron e Kyla si presentano senza invito al loro matrimonio, creando il caos e dimostrando che ciò che accade in vacanza, non necessariamente rimane in vacanza.

Only Murders In The Building: dal 31 agosto su Disney+

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Photo by: Craig Blankenhorn/Hulu

Dalle menti di Steve Martin, Dan Fogelman e John Hoffman, Only Murders In The Building segue tre estranei (Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez) che condividono la stessa ossessione per il genere true crime e si trovano improvvisamente coinvolti in un delitto. Quando si verifica un’orribile morte nell’esclusivo palazzo dell’Upper West Side in cui vivono, i tre sospettano che si tratti di un omicidio e utilizzano la loro grande conoscenza del genere true crime per investigare. Mentre registrano un podcast per documentare il caso, i tre scoprono i segreti del palazzo, che riguardano eventi accaduti molti anni prima. Forse, le bugie che i protagonisti si raccontano a vicenda potrebbero essere ancora più esplosive. Si rendono presto conto che il killer potrebbe nascondersi tra loro, mentre cercano di decifrare gli indizi prima che sia troppo tardi. 

Tutto quello che vedremo ad agosto su Disney+

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Photo by Laurie Sparham. © 2021 Disney Enterprises Inc. All Rights Reserved.

4 agosto

  • Body of Proof (serie non originale, stagioni 1-2-3)
  • Corto circuito (serie originale, stagione 2)
  • Marvel Studios: Legends (serie originale, episodi 10-11-12)

6 agosto

  • Romy & Michelle (film non originale)

11 agosto

  • 9-1-1: Lone Star (serie non originale, stagione 2)
  • American Dad (serie non originale, stagioni 11-15)
  • What If…? (serie originale, stagione 1)

13 agosto

  • Tolkien (film non originale)
  • Spiagge (film non originale)

18 agosto

  • Godfather of Harlem (serie originale, stagione 2)
  • Criminal Minds: Suspect Behavior (serie non originale, stagione 1)
  • Elena, diventerò presidente (serie originale, stagione 2)
  • Vita da cucciolo (serie originale, stagione 2)

23 agosto

  • The Walking Dead (serie non originale, stagione 11)

25 agosto

  • McCartney 3, 2, 1 (serie originale, stagione 1)
  • Disney Gallery / Star Wars : The Mandalorian (serie originale, stagione 2)

27 agosto

  • Gli amici delle vacanze (film originale)
  • Joy (film non originale)
  • Crudelia (film originale)

31 agosto

  • Only Murders in The Building (serie originale, stagione 1)

 

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