Wildfire: recensione del film di Cathy Brady

Wildfire: recensione del film di Cathy Brady

Wildfire, esordio nel lungometraggio di Cathy Brady, regista irlandese, approda al Torino Film Festival 2020. Ambientato in un’Irlanda impetuosa, Wildfire ci porta nella vita di Lauren (Nora-Jane Noone) e Kelly (Nika McGuigan), due sorelle cresciute in una piccola città. Kelly, dopo aver trascorso un anno fuori dalla vita di Lauren, ormai data ufficialmente per dispersa, torna all’improvviso a casa senza dare spiegazioni. L’abisso che divide Kelly e Lauren è palpabile ma le due sorelle trovano presto un modo per riavvicinarsi nonostante le tensioni. La morte del padre, prima, e della madre, dopo, ha condizionato totalmente le loro vite, portandole sul ciglio di un precipizio, sul confine tra due mondi, come quello che divide l’Irlanda del Nord e l’Irlanda del Sud. 

Wildfire è uno spaccato dell’Irlanda di oggi, che unisce al quadro politico, al contesto sociale, innestato con un montaggio feroce degli eventi attuali nel Regno Unito – il nord e il sud dopo la Brexit – la storia personale di due donne che devono fare i conti con il proprio passato, un passato da cui cercano di fuggire da molto tempo. Cathy Brady dirige una pellicola sul lutto di una nazione che rivive nello specchio di una famiglia orfana dei propri ricordi e della propria storia, traumatizzata, fragile. Quel che aleggia e le sovrasta è la consapevolezza della follia materna, una follia mai totalmente certa, che porta le persone vicine alle due sorelle a guardarle sempre più con maggior sospetto, temendo che possano aver ereditato lo squilibrio psichico della madre, in maniera maggiore Kelly, che ha tratti somatici molto somiglianti. 

Wildfire: il film di Cathy Brady

Wildfire

I legami familiari sono come ferite sempre pronte a pulsare, graffi invisibili, spessori irrinunciabili, possono diventare lacci inestricabili come ci racconta Domenico Starnone, possono essere metamorfosi individuali come descrive Kafka nel suo romanzo epocale. Possono essere materia viva di storie furenti, come roghi di una società in dissoluzione. La famiglia di Wildfire può somigliare a molte famiglie, le cui storie sono forse già viste, già sentite, ma è la sua infelicità l’elemento che la distingue dalle altre, il dramma che sottende è un unico nel suo genere. 

Le due sorelle, di cui seguiamo e apprendiamo la storia drammatica, vivono al confine tra l’Irlanda del Sud e la sua sorella indipendente, l’Irlanda del Nord. Un confine invisibile le delimita, le distingue e le separa, un limite indistinguibile le caratterizza e le lega, un confine che le due sorelle tracciano tuffandosi nel lago vicino la loro vecchia dimora. In quel lago da bambine nuotavano brandendo il limite delle due nazioni sorelle, giocando e immaginandosi di trovarsi nel punto di esatta ubiquità. 

Esordio nel lungometraggio di Cathy Brady

Wildfire

Tutti nella città conoscono il loro nome e la loro vicenda, ma nessuno conosce per davvero il loro dramma; la loro vita è indagata da occhi che scrutano ogni loro gesto, è circondata in modo perpetuo da voci, dicerie, chiacchiericci che si confondono tra loro, fino a formare una sola e unica considerazione finale, che le ritiene persone strane, pazze almeno quanto la madre, incapaci di stare alle regole, incapaci di virare dritto, incapaci di vivere. É la città, è questa stupida città, grida Lauren; non è la famiglia, non è chi le ha abbandonate, è la cittadina con il suo provincialismo, con i suoi segreti, con i dissapori di una vita, con i suoi mitomani e con i vicini guardoni e giudicanti a rendere le protagoniste così diverse e difficili da definire. 

Come in molte storie dal sapore irlandese è la natura spesso a farsi persona, una spettatrice accorta e dirompente, con le sue brughiere, le felci bagnate, le colline e i giardini sempre ben curati, e la pioggia che dilaga e si insinua in ogni storia, in ogni frangente drammatico, in ogni momento, anche quelli più felici, perché non si può fermare, è come l’orfanità di due bambine: una realtà, una tempesta che semplicemente ti crolla addosso e non puoi fare altro che accoglierla e raccogliere quel che rimane di te. 

Valutazione
7/10

Verdetto

Wildfire è uno spaccato dell’Irlanda di oggi, che unisce al quadro politico la storia personale di due donne che devono fare i conti con il proprio passato. Cathy Brady dirige una pellicola sul lutto di una nazione che rivive nello specchio di una famiglia orfana dei propri ricordi e della propria storia. 

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.