Zombieland – Doppio colpo: recensione del film con Emma Stone

Zombieland – Doppio colpo: recensione del film con Emma Stone

Esattamente 10 anni fa, usciva Benvenuti a Zombieland, stravagante commedia horror che con il passare del tempo si è guadagnata lo status di film di culto. Nel corso degli anni, si è più volte tentato, anche passando attraverso un disastroso pilot televisivo, di dare seguito a quel piccolo gioiellino, che ebbe non soltanto il merito di giocare con intelligenza su un filone decisamente saturo come quello degli zombie, ma anche la capacità di imporre definitivamente all’attenzione generale il talento dei suoi protagonisti Woody Harrelson, Jesse Eisenberg, Abigail Breslin ed Emma Stone (nel frattempo vincitrice dell’Oscar per la sua performance in La La Land). Nonostante l’ascesa delle sue star e la carriera comunque in crescita del regista Ruben Fleischer (più di 850 milioni di dollari al botteghino con Venom) e degli sceneggiatori Rhett Reese e Paul Wernick (le menti di Deadpool) da oggi la squadra si riunisce in Zombieland – Doppio colpo.

Dopo un decennio dall’inizio dell’apocalisse che ha trasformato quasi tutti gli esseri umani in zombie assetati di sangue, ritroviamo Wichita (Emma Stone), Tallahassee (Woody Harrelson), Columbus (Jesse Eisenberg) e Little Rock (Abigail Breslin), ormai residenti stabilmente nelle macerie della Casa Bianca. I quattro hanno accumulato esperienza con gli zombie, arrivando addirittura a integrare le celebri regole già esposte nel primo capitolo con una vera e propria classificazione dei non morti in base a caratteristiche e pericolosità. Con la lotta per la sopravvivenza più semplice, nel gruppo comincia a serpeggiare la noia, che culmina con l’improvvisa partenza di Wichita, soffocata dalle pretese sentimentali di Columbus, e di Little Rock, a sua volta asfissiata dal paternalismo di Tallahassee. Quest’ultima fugge però anche dalla sorella, inseguendo un sogno d’amore con un hippie. A Wichita non resta così che tornare sui propri passi per cercare di salvare la sprovveduta sorella dalla minaccia zombie.

Ritorno a ZombielandZombieland - Doppio colpo

Zombieland – Doppio colpo riesce nel non facile intento di replicare la miscela vincente del precedente capitolo, trovando il giusto compromesso fra azione e commedia, senza risultare fiacco o ripetitivo. Il merito principale è certamente della sceneggiatura, che espande la storia dei protagonisti e l’universo in cui si muovono, facendoci percepire come il tempo li ha influenzati. Fra una gag e l’altra, all’interno di una Casa Bianca letteralmente profanata dal gruppo con amenità di ogni genere, sentiamo infatti che il precario equilibrio raggiunto è destinato a cadere, sotto i colpi del bisogno di adrenalina e della crescita di Little Rock, desiderosa di uscire dal nido e di aprirsi a nuove esperienze. Si crea così una dinamica simile a quella del primo capitolo, con le ragazze desiderose di libertà e Tallahassee e Columbus nuovamente alle prese con i loro opposti punti di vista.

Mattatore di Zombieland – Doppio colpo è ancora Harrelson, che approfondisce i risvolti più reazionari del suo personaggio, cimentandosi in pirotecniche uccisioni di zombie e spassosi dialoghi sul pacifismo e sulle sue passioni, con i twinkie del primo capitolo che lasciano il passo alla venerazione per The King Elvis Presley. Fondamentali per la riuscita di questo convincente seguito sono però anche i nuovi ingressi, che assicurano variabilità e freschezza alle dinamiche del gruppo. Ci riferiamo particolarmente alla svampita Zoey Deutch, che ravviva il sopito rapporto fra Columbus e Wichita, ma anche all’agguerrita Rosario Dawson, capace di fare vacillare la proverbiale aridità sentimentale di Tallahassee.

Zombieland – Doppio colpo: fra citazionismo e critica sociale

Zombieland - Doppio colpo

Fleischer mantiene sempre alto il ritmo del racconto, dando il giusto peso a ogni personaggio e appoggiandosi a una colonna sonora che spazia con totale disinvoltura da Master Of Puppets a La donna è mobile, passando per Like A Rolling Stone. A destare particolare interesse è la gestione da parte del regista di Emma Stone, passata in 10 anni dallo status di debuttante nell’industria a quello di star planetaria. Si ha più volte la sensazione che l’attrice reciti con il freno a mano tirato, ma questa tendenza è ampiamente compensata dal mestiere e dalla palpabile alchimia con i colleghi. Il litigioso rapporto fra Wichita e Columbus è reso con tempi comici perfetti e con efficaci giochi di sguardi con Eisenberg, sempre abilissimo nella recitazione in sottrazione. A deludere è invece l’ex bambina prodigio Breslin, meno espressiva degli affermati colleghi e non a caso relegata a un ruolo di secondo piano.

Zombieland – Doppio colpo segue i rodati binari del primo capitolo, facendo dell’intelligente citazionismo (fra i tanti riferimenti, spiccano I Simpson, Terminator e l’immancabile The Walking Dead), giocando sul tema del doppio (esilarante il confronto di Tallahassee e Columbus con due personaggi identici a loro in tutto e per tutto) e concedendosi il lusso di un’azzeccata satira sociale sull’aggressività redneck, sulla comunità hippie e più in generale sui miti di un America in decadimento, come la Graceland del già citato Elvis o la Casa Bianca. Fra le tante comparsate, non poteva ovviamente mancare un sempre più autoironico Bill Murray, che riflette pienamente lo spirito dell’opera, in perfetto equilibrio fra le possibilità produttive garantite dal mainstream e lo spirito puramente indie.

Zombieland – Doppio colpo: una scommessa vinta

Zombieland - Doppio colpo

Dopo il memorabile scontro finale fra umani e zombie al Pacific Playland nel precedente capitolo, Zombieland – Doppio colpo ci regala una nuova mattanza di non morti nella meno suggestiva ma altrettanto efficace Babilonia della comunità hippie, punto esclamativo di un progetto sorprendentemente riuscito e coerente con il proprio universo. Con il punto di pareggio già raggiunto con gli incoraggianti incassi negli Stati Uniti e una struttura narrativa che appare sempre ben oliata, nonostante i tanti anni passati, non è da escludere un terzo capitolo di una saga che al momento non mostra nessun segno di cedimento o stanchezza, e si dimostra invece in invidiabile equilibrio fra i suoi vari punti di riferimento.

Zombieland – Doppio colpo è nelle sale italiane dal 14 novembre, distribuito da Sony Pictures e Warner Bros.

Valutazione
7/10

Verdetto

Zombieland – Doppio colpo si rivela un seguito sorprendentemente riuscito, capace di mantenere lo spirito del capitolo precedente e di espandere, senza ridondanze o esagerazioni, un universo in perfetto equilibrio fra commedia e orrore.

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Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per Cinematographe - Film Is Now ed Empire Italia. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.