The Many Faces of Ito: recensione della serie Netflix

The Many Faces of Ito: recensione della serie Netflix

The Many Faces of Ito (nota anche come Itô kun A to E) è una serie giapponese del 2017, diretta da Ryuichi Hiroki, Hirofumi Inaba e Yasutaka Môri e interpretata da Fumino Kimura, Nozomi Sasaki, Kaho, Yûki Yamada, Mirai Shida ed Elaiza Ikeda. Si tratta di una produzione originale della celeberrima piattaforma di streaming Netflix, che ha reso disponibile lo show a tutti i propri abbonati a partire dalla fine di novembre.

Rio Yazaki (Fumino Kimura) è una sceneggiatrice sulla trentina, che dopo il successo con lo show Tokyo Doll House vive un periodo di appannamento. Nel corso di un test da lei proposto alle spettatrici di una sua conferenza, Rio si accorge che quattro donne presenti stanno frequentando il medesimo uomo, di nome Ito. Fingendo di fornire alle donne consigli sentimentali, la scaltra sceneggiatrice decide di sfruttarle come mero materiale umano su cui basare la scrittura del suo prossimo show.

Con un approccio a metà fra una cinica commedia e la più corrosiva critica sociale, The Many Faces of Ito si prefigge il difficile obiettivo di attraversare e smembrare dall’interno il rapporto di coppia, con un’enfasi particolare sulla particolare condizione della donna nella società giapponese, ancora oggi succube della figura maschile. Nonostante l’intreccio sia ben congegnato e riservi più di un colpo di scena, la serie non decolla mai per davvero, afflitta soprattutto dalla scarsa consistenza dei personaggi principali e dalla mancanza di un nucleo centrale su cui imperniare il racconto e l’interesse dello spettatore.

The Many Faces of Ito: una scialba e inconsistente produzione originale Netflix

The Many Faces of Ito

La rigidità stilistica ed espressiva della serie, scelta precisa per infondere alla storia un’atmosfera cinica e allo stesso tempo desolante, con il passare dei minuti e degli episodi diventa un’arma a doppio taglio, rendendo la narrazione piatta e priva di spessore e impedendo di creare empatia verso la storia e i suoi protagonisti. Persino i personaggi di Rio Yazaki e di Ito, detestabili per il cinismo e la disumanità con cui si approfittano delle quattro sventurate innamorate, non riescono mai a diventare un vero e proprio motore narrativo, perché imprigionati in un racconto completamente desaturato di emozioni, ulteriormente affossato dalle scialbe e bidimensionali interpretazioni degli attori principali.

The Many Faces of Ito si riduce così a un duro e disincantato viaggio nei meandri più reconditi dell’amore, dove la passione si mescola all’ossessione e l’innamorata diventa vittima e al tempo stesso carnefice di se stessa, in un circolo vizioso di sentimento e dolore. Una realtà tristemente comune a tante donne in tutto al mondo, che viene però messa in scena con un umorismo forzato e poco incisivo, che non riesce né a intrattenere né a fare riflettere sul lato oscuro delle relazioni amorose. Del tutto sprecato anche il possibile aggancio alla spietatezza dello show business nei confronti del materiale umano a propria disposizione, ridotto a un mero pretesto narrativo per giustificare le azioni di Rio.

A differenza di tante serie televisive giapponesi e di molte produzioni della stessa Netflix, The Many Faces of Ito si rivela un tentativo fallito di miscelare commedia e analisi sociale, con un occhio di riguardo alla condizione femminile. Una serie mal congegnata e peggio gestita, destinata a finire inesorabilmente nel dimenticatoio.

Valutazione
4/10

Verdetto

The Many Faces of Ito si rivela un tentativo fallito di miscelare commedia e analisi sociale, afflitto dall’inconsistenza dei personaggi principali e dalla mancanza di un nucleo centrale su cui imperniare il racconto.

Marco Paiano

Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per N3rdcore. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.