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Netflix: tutte le nuove uscite in arrivo a dicembre 2018

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Dopo averci allietato nel corso di tutto l’anno, Netflix si prepara a una chiusura del 2018 col botto. Dicembre sarà infatti un mese particolarmente florido per il celebre servizio di streaming, che porterà nelle nostre case tante nuove produzioni originali e non, adatte a tutti i gusti e pronte ad allietarci durante le festività natalizie. Vediamo nel dettaglio cosa ci aspetta nelle prossime settimane.

Netflix: le serie originali in arrivo a dicembre 2018

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Per quanto riguarda le serie, la novità più attesa è senza ombra di dubbio lo speciale di Natale di uno degli show con maggiore successo del mese precedente, ovvero Le terrificanti avventure di Sabrina. Questo particolare episodio, intitolato Capitolo 11: Un racconto di mezzo inverno, sarà disponibile a partire dal 14 dicembre. Netflix però non si ferma di certo qui. Nelle prossime settimane arriveranno infatti anche Dogs of Berlin (7 dicembre), nuova serie crime tedesca che si prefigge l’obiettivo di replicare il successo di Dark, il cupo dramma sentimentale You (26 dicembre), lo spy-thriller Pine Gap (7 dicembre), la commedia romantica francese Operazione amore (7 dicembre), l’action fantasy turco The Protector (14 dicembre) e il dramma Tidelands (14 dicembre), primo show australiano della piattaforma.

Doveroso inoltre segnalare l’uscita della quarta stagione della sit-com Le amiche di mamma (14 dicembre), il debutto del mistery horror messicano Diablero (21 dicembre) e l’arrivo della miniserie animata La collina dei conigli (23 dicembre), adattamento dell’omonimo seminale romanzo di Richard Adams.

Netflix: i film originali in arrivo a dicembre 2018

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Sul versante dei film originali Netflix, la novità più importante di dicembre è certamente Roma, film di Alfonso Cuarón fresco vincitore del Leone d’oro al miglior film della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e sicuro contendente nell’imminente corsa agli Oscar. Dopo un breve passaggio nelle sale dal 3 al 5 dicembre, Roma arriverà su Netflix il 14 dicembre. Non meno importanti gli inserimenti in catalogo di Mowgli – Il figlio della giungla (7 dicembre), adattamento dark del celeberrimo romanzo di Rudyard Kipling firmato da Andy Serkis e con le voci di Cate Blanchett, Christian BaleBenedict Cumberbatch, Bird Box  (21 dicembre), film post apocalittico con protagonista Sandra Bullock, e Dumplin’ (7 dicembre), commedia con protagonista Jennifer Aniston.

In rappresentanza dell’Italia, farà inoltre capolino su Netflix il 7 dicembre Natale a cinque stelle, cinepanettone  scritto da Enrico Vanzina e diretto da Marco Risi incentrato sull’attuale situazione politica italiana e forte delle presenza nel cast di Andrea Osvárt, Martina Stella, Björn Freiberg, Ricky Memphis, Massimo Ghini. Biagio Izzo e Massimo Ciavarro.

Netflix: i film e le serie non originali in arrivo a dicembre 2018

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Parallelamente alle sue produzioni originali, Netflix ci ha abituato ad acquisizioni di film e serie particolarmente apprezzate dal pubblico, che arricchiscono un catalogo in continua espansione. Dicembre conferma questa apprezzabile tendenza: potremo infatti vedere o rivedere in streaming classici come Forrest Gump o Nightmare Before Christmas (1 dicembre), cult come Arrival (3 dicembre) e WALL•E (12 dicembre) o recenti successi come Guardiani della Galassia Vol. 2 (30 dicembre). Importanti arrivi anche per le serie TV: dal primo giorno di dicembre troveremo infatti in catalogo le prime 5 stagioni di Homeland, la quinta stagione di Prison Break, la seconda stagione di Lucifer e la terza stagione di iZombie.

Netflix: documentari, comedy special e produzioni per bambini in arrivo a dicembre 2018

Gradite novità a dicembre anche per tutti gli altri prodotti a cui Netflix ci ha abituati. Potremo infatti godere di Springsteen on Broadway (16 dicembre), spettacolo messo in scena dal Boss al Walter Kerr Theatre, dello show Ellen Degeneres: Relatable (18 dicembre), del reality culinario Nailed It! Natale! (7 dicembre) e di Sunderland Till I Die (14 dicembre), documentario in 8 parti sulla storia quadra di calcio inglese del Sunderland. Nuovi arrivi anche per i più piccoli, con il film Super Monsters: La stella dei desideri (7 dicembre) e la serie 3 in mezzo a noi: I racconti di Arcadia (21 dicembre).

Di seguito l’elenco di tutte le uscite di dicembre 2018 su Netflix in ordine cronologico, che terremo aggiornato con eventuali nuovi arrivi in catalogo.

Tutte le uscite di dicembre 2018 su Netflix

1 dicembre

  • Forrest Gump (film non originale)
  • Viva l’Italia (film non originale)
  • Mai Stati Uniti (film non originale)
  • Nightmare Before Christmas (film non originale)
  • Snowpiercer (film non originale)
  • Disturbia (film non originale)
  • Homeland (serie non originale, stagioni 1-5)
  • Prison Break (serie non originale, stagione 5)
  • Lucifer (serie non originale, stagione 2)
  • iZombie (serie non originale, stagione 3)

3 dicembre

  • Arrival (film non originale)

4 dicembre

  • Assassin’s Creed (film non originale)

7 dicembre

  • Mowgli – Il figlio della giungla (film originale)
  • Dumplin’ (film originale)
  • Natale a cinque stelle (film originale)
  • Dogs of Berlin (serie originale, stagione 1)
  • Nailed It! Natale! (show originale)
  • Pine Gap (serie originale, stagione 1)
  • Operazione amore (serie originale, stagione 1)
  • Super Monsters: La stella dei desideri (animazione)

12 dicembre

  • WALL•E (film non originale)

14 dicembre

  • Roma (film originale)
  • Le terrificanti avventure di Sabrina – Capitolo 11: Un racconto di mezzo inverno (serie originale)
  • The Protector (serie originale)
  • Tidelands (serie originale)
  • Sunderland Till I Die (documentario originale)
  • Le amiche di mamma (serie originale, stagione 4)

15 dicembre

  • Bar sport (film non originale)

16 dicembre

  • Springsteen on Broadway (show originale)

18 dicembre

  • Ellen Degeneres: Relatable (show originale)

21 dicembre

  • Bird Box (film originale)
  • 3 in mezzo a noi: I racconti di Arcadia (animazione originale)
  • Diablero (serie originale, stagione 1)

22 dicembre

  • Lion (film non originale)

23 dicembre

  • La collina dei conigli (miniserie originale)

26 dicembre

  • You (serie originale, stagione 1)

30 dicembre

  • Guardiani della galassia Vol. 2 (film non originale)
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È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino in concorso a Venezia 78

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È stata la mano di Dio

Dopo l’annuncio che il film sarà presentato in concorso a Venezia 78, sono arrivate le prime immagini di È stata la mano di Dio, nuovo film scritto e diretto da Paolo Sorrentino e prodotto da The Apartment, società del gruppo Fremantle. Dopo la presentazione a Venezia, È stata la mano di Dio sarà distribuito su Netflix e in cinema selezionati, nel corso del 2021. Il nuovo film di Sorrentino attingerà sia dalla sua conclamata passione per Diego Armando Maradona, mancato pochi mesi fa, sia da alcuni risvolti della stessa vita del regista. Un’opera intima e personale, che avrà per protagonisti Toni Servillo, Filippo Scotti, Teresa Saponangelo, Marlon Joubert, Luisa Ranieri, Renato Carpentieri, Massimiliano Gallo, Betti Pedrazzi, Biagio Manna, Ciro Capano, Enzo Decaro, Lino Musella e Sofya Gershevich. Ecco le prime immagini ufficiali.

Le prime foto di È stata la mano di Dio
È stata la mano di Dio

Foto di Gianni Fiorito

Questa la sinossi ufficiale di È stata la mano di Dio:

Dal regista e sceneggiatore Premio Oscar Paolo Sorrentino (Il Divo, La grande bellezza, The Young Pope) la storia di un ragazzo nella tumultuosa Napoli degli anni Ottanta. Una vicenda costellata da gioie inattese, come l’arrivo della leggenda del calcio Diego Maradona, e una tragedia altrettanto inattesa. Ma il destino trama dietro le quinte e gioia e tragedia s’intrecciano, indicando la strada per il futuro di Fabietto. Sorrentino torna nella sua città natale per raccontare la sua storia più personale, un racconto di destino e famiglia, sport e cinema, amore e perdita.

L’immagine di copertina dell’articolo è di Gianni Fiorito.

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A Classic Horror Story: recensione del film italiano Netflix

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A Classic Horror Story

Per il cinema horror americano contemporaneo, possiamo sbilanciarci nell’affermare che esiste inequivocabilmente un prima e dopo Quella casa nel bosco di Drew Goddard, che ha dato nuova linfa al genere con una commistione più unica che rara di mistero, gore, commedia e citazionismo. Un cinema dentro il cinema, genuinamente derivativo ma capace di essere al tempo stesso genuino e originale. Fra qualche anno, siamo convinti che considereremo A Classic Horror Story, disponibile da qualche giorno su Netflix, l’opera che allo stesso modo ha dato stimoli e verve all’intero cinema di genere italiano, ridotto ormai da troppi anni, e non sempre per colpa sua, all’irrilevanza dal punto di vista commerciale. Il merito di tutto questo è dei registi dell’opera Roberto De Feo e Paolo Strippoli, ma anche della tanto vituperata Netflix, che ha dato a un horror italiano la visibilità internazionale che mancava dai tempi del miglior Dario Argento.

A Classic Horror Story: violenza, citazionismo e colpi di scena

A Classic Horror Story

Ci troviamo in Calabria, dove cinque persone decidono di condividere un viaggio in camper per raggiungere le rispettive mete. Il viaggio dell’eterogeneo gruppo, all’interno del quale si distinguono lo studente di cinema Fabrizio (Francesco Russo) e la giovane incinta Elisa (Matilda Lutz), subisce un’imprevista svolta quando il loro camper si schianta contro un albero. Dopo aver perso conoscenza, i protagonisti si ritrovano in un bosco isolato da tutto e da tutti, apparentemente lontano dalla strada su cui viaggiavano. Inoltre, nonostante i loro sforzi, non riescono a lasciare il luogo in cui si trovano, che li imprigiona in un’atmosfera torbida e sinistra. Con lo sconforto e la disperazione che aumentano, irrompono in scena anche delle misteriose presenze, legate alle tradizioni popolari locali. Comincia così un incubo in cui non si intravede la via d’uscita.

Sarebbe ingiusto dire di più su una trama ricca di colpi di scena e di geniali intuizioni narrative, che proseguono anche durante i titoli di coda. A Classic Horror Story è un lavoro lontanissimo dagli innumerevoli horror scontati e prevedibili in ogni loro risvolto che affollano le sale e le piattaforme streaming negli ultimi anni. De Feo e Strippoli mettono infatti in scena un’opera che trae il meglio da tutto ciò di cui è composta, come la fantasia che contraddistingue i creativi italiani (quasi sempre affossata da scelte distributive deleterie), un insieme di miti e credenze popolari che non ha nulla da invidiare a quello statunitense, il desiderio di confrontarsi a testa alta con l’immaginario horror americano degli ultimi decenni e soprattutto delle eccellenze nei rispettivi campi, come il direttore della fotografia Emanuele Pasquet, già collaboratore di De Feo per il pregevole The Nest (Il nido).

Fra Wes Craven e Lucio Fulci

A Classic Horror Story è un mix cinefilo davanti a cui è impossibile rimanere indifferenti. Con un coraggio e una libertà creativa impensabili per un film destinato a una distribuzione tradizionale, i registi giocano con il folk horror di The Wicker Man e Midsommar – Il villaggio dei dannati, innestando sugli archetipi di questo filone la leggenda di Osso, Mastrosso e Carcagnosso, noti per essere i fondatori delle tre più importanti organizzazioni mafiose. Uno spunto che al suo interno contiene quindi già un forte elemento di critica sociale, che emerge ancora più chiaramente nel corso di A Classic Horror Story, che non esita a farsi beffe del gusto dello spettatore medio, portatore nella maggior parte dei casi di una doppia morale sulla violenza al cinema e in televisione, e anche dello stesso racconto che porta avanti, con squisiti dialoghi metacinematografici che ricordano il fondamentale Scream di Wes Craven.

De Feo e Strippoli seguono le orme dei maestri Mario Bava, Argento e Lucio Fulci, cercando sempre e comunque la cura di ogni dettaglio tecnico e scenografico e abbandonandosi senza alcun freno inibitorio alla potenza dell’immagine. Non siamo davanti a un mero divertissement cinematografico, ma a un vero slasher, capace di inquietare profondamente anche gli spettatori più navigati, con un campionario di efferatezze più uniche che rare all’interno del piatto panorama di genere nostrano. La cura riversata in questo progetto è evidente anche nella costruzione dei personaggi, che spesso sono il tallone d’Achille anche per i migliori horror. Pur con le loro bizzarrie, i protagonisti di A Classic Horror Story sono tridimensionali e mossi da problemi reali, come l’ingerenza della famiglia, il fallimento lavorativo o il desiderio di riscatto. Caratteristiche che consentono di empatizzare con i loro percorsi e di essere scossi emotivamente dagli eventi che li affliggono.

A Classic Horror Story scardina le ammuffite porte del cinema di genere italiano

A Classic Horror Story

A Classic Horror Story non è una ventata d’aria fresca, ma un vero e proprio tornado che scardina gli ammuffiti portoni di un intero sistema. Significativa in questo senso la scelta di utilizzare due dei brani più rassicuranti e poetici della canzone italiana, La casa di Sergio Endrigo e Il cielo in una stanza di Gino Paoli, in contrasto a sequenze di estrema violenza, in cui si possono facilmente riscontrare le influenze di Sam Raimi e Tobe Hooper. Un avvincente e sanguinolento viaggio nel meglio del cinema dell’orrore che abbiamo visto, che fa aumentare i rimpianti per quello che invece non abbiamo potuto vedere, perché mai realizzato. Un horror che riesce a essere al tempo stesso lacerante esplorazione del mito, pungente critica sociale e caccia al tesoro cinematografico, inequivocabile testimonianza del fatto che con Roberto De Feo e Paolo Strippoli abbiamo trovato due veri autori.

Overall
8/10

Verdetto

A Classic Horror Story è un evento più unico che raro per il nostro cinema, capace di fondere con intelligenza e raffinatezza il citazionismo, l’immaginario popolare e la critica sociale. Un’opera di cui andare fieri, che grazie a Netflix sarà vista in tutto il mondo.

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The Witcher: il teaser trailer della seconda stagione

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Nel corso della WitcherCon, primo evento virtuale dedicato ai fan e all’universo di The Witcher, sono state annunciate tante novità, incentrate soprattutto sulla serie live action e sul prossimo film anime. Per quanto riguarda la serie, abbiamo finalmente una data di uscita della seconda stagione e un breve teaser da ammirare, insieme al poster ufficiale del nuovo ciclo di episodi. La seconda stagione di The Witcher arriverà su Netflix il 17 dicembre. Scopriamo subito cosa ci aspetta.

Il teaser trailer della seconda stagione di The Witcher

The Witcher

Novità anche per il film The Witcher: Nightmare of the Wolf, che arriverà sulla piattaforma già il prossimo 23 agosto. Anche in questo caso, possiamo vedere una piccola anticipazione di quello che vedremo nelle prossime settimane su Netflix.

The Witcher: Nightmare of the Wolf: teaser del film anime

Questa la dichiarazione della showrunner della serie Lauren Schmidt Hissrich sul rapporto fra Geralt e Cirim che sarà esplorato nella seconda stagione di The Witcher:

La prima stagione si conclude con quella che penso sia una delle scene più emozionanti che abbiamo girato, ovvero quella in cui Geralt e Ciri si ritrovano dopo essersi cercati per tutta la stagione. Sembra di vedere la figura di un padre e quella di una figlia, come se fosse tutto perfetto, peccato che non si siano mai incontrati prima. È stato davvero divertente iniziare la seconda stagione pensando che non fossero ancora una famiglia e chiedendoci cosa potessero fare per diventarlo.

Da un lato abbiamo Geralt, che ha giurato di non aver bisogno di nessuno al mondo e poi gli viene presentata una ragazza, ora unicamente affidata a lui. E dall’altro abbiamo Ciri, che è abituata ad avere persone che si occupano di lei, ma scappa da tutti per un’intera stagione e poi le viene detto che Geralt si prenderà cura di lei. È stato davvero interessante iniziare la seconda stagione con due personaggi incerti su come stare e crescere insieme. Volevamo assicurarci che sembrasse una relazione autentica, che non fossero legati fin dall’inizio.

Queste invece le parole del protagonista Henry Cavill sul percorso del suo personaggio Geralt di Rivia:

Ho interpretato la prima stagione in modo libero, vedevamo Geralt nelle terre selvagge e senza obbligatoriamente dover intraprendere grandi dialoghi. Ho pensato che fosse meglio fare la parte dell’uomo che parla poco e che sembra stia pensando tanto. Questa era l’intenzione, ma poi, una volta entrato in contatto con Ciri e con i Witcher, ho pensato che avrei dovuto farlo parlare di più, lasciare che fosse prolisso, filosofico e intellettuale come veramente è. Non è solo un grosso vecchio bruto dai capelli bianchi.

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