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Netflix: tutte le nuove uscite in arrivo a gennaio 2019

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Chiuso un 2018 positivo su tutti i fronti, Netflix si prepara per un 2019 ancora più spumeggiante, che vedrà aumentare a vista d’occhio il numero di produzioni originali del celebre colosso dello streaming. In attesa di ritrovare show adorati dal pubblico come Stranger Things o di godere di importanti produzioni hollywoodiane come The Irishman, il nuovo film di Martin Scorsese con protagonisti Al Pacino e Robert De Niro, già a gennaio avremo un assaggio di ciò che ci aspetta nei prossimi mesi. Scopriamo quindi nel dettaglio cosa arriverà sui nostri schermi nelle prossime settimane.

Netflix: le serie originali in arrivo a gennaio 2019

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Fra le nuove serie in arrivo a gennaio su Netflix spicca certamente Sex Education (11 gennaio), dramedy con protagonisti Gillian Anderson (l’indimenticabile Scully di X-Files) e Asa Butterfield (Hugo Cabret) sulle peripezie legate alla scoperta del sesso per gli alunni di un liceo. Apprezzabili novità sono anche quelle di Titans (11 gennaio), serie DC incentrata sul personaggio di Robin, il mockumentary umoristico d’animazione Pinky Malinky (1 gennaio), il thriller israeliano Quando gli eroi volano (10 gennaio) e soprattutto Carmen Sandiego (18 gennaio), reboot del celebre show d’animazione degli anni ’90. I più disordinati potranno inoltre contare su Facciamo ordine con Marie Kondo (1 gennaio), docu-serie con cui la scrittrice Marie Kondo ci guiderà col sorriso alla riscoperta di ciò che credevamo perduto a causa della nostra disorganizzazione.

Sul fronte dei rinnovi, Netflix a gennaio ci riporterà anche show di successo come Una serie di sfortunati eventi (1 gennaio), giunto alla terza e ultima stagione, la seconda parte della quarta stagione di Unbreakable Kimmy Schmidt (25 gennaio), il quinto ciclo di episodi dell’adorabile commedia con protagoniste Jane Fonda e Lily Tomlin Grace and Frankie (18 gennaio), la seconda stagione di Compagni di università (11 gennaio) e il secondo ciclo di episodi di Star Trek: Discovery, in onda una volta a settimana dal 18 gennaio.

Netflix: i film originali in arrivo a gennaio 2019

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Gennaio sarà un mese proficuo per Netflix anche dal punto di vista dei film originali. Troveremo infatti sui nostri schermi Godzilla: Mangiapianeti (9 gennaio), terzo capitolo della trilogia anime sul celeberrimo kaijū, il thriller con Noomi Rapace Close (18 gennaio), i drammi E respirare normalmenteLionheart (entrambi il 4 gennaio) e il crime con Mads MikkelsenVanessa Hudgens Polar (25 gennaio).

Netflix: i film e le serie non originali in arrivo a gennaio 2019

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Come sempre attenta all’ampliamento e al miglioramento del proprio catalogo, Netflix a gennaio ci porterà anche diversi film non originali, ma di sicura presa sul pubblico. È certamente questo il caso del capolavoro dei fratelli Coen Il grande Lebowski (18 gennaio) e dei vincitori di Oscar Qualcosa è cambiato (1 gennaio), Il discorso del re (18 gennaio) e Manchester by The Sea (14 gennaio), ma anche dell’horror It Follows (6 gennaio) e del dramma The Impossible (31 gennaio). Spazio anche all’Italia con la riproposizione di Basilicata Coast to Coast, con protagonisti Rocco PapaleoAlessandro Gassmann.

Netflix: documentari e show in arrivo a gennaio 2019

Spazio anche a show e documentari, con gli arrivi di Remastered: Massacre at stadium (11 gennaio), incentrato sull’omicidio del cantautore cileno Víctor Jara, e agli spettacoli comici Sebastian Maniscalco: Stay Hungry (15 gennaio) e Gabrile Fluffy Iglesias: One show fits all (29 gennaio).

Di seguito l’elenco di tutte le uscite di novembre 2019 su Netflix in ordine cronologico, che terremo aggiornato con eventuali nuovi arrivi in catalogo.

Tutte le uscite di gennaio 2019 su Netflix

1 gennaio

  • Basilicata Coast to Coast (film non originale)
  • Il caso Thomas Crawford (film non originale)
  • Limitless (film non originale)
  • Qualcosa è cambiato (film non originale)
  • The Butler (film non originale)
  • Facciamo ordine con Marie Kondo (serie originale, stagione 1)
  • Una serie di sfortunati eventi (serie originale, stagione 3)
  • Pinky Malinky (serie originale, stagione 1)
  • Gossip Girl (serie non originale, stagioni 1-6)

4 gennaio

  • E respirare normalmente (film originale)
  • Lionheart (film originale)

5 gennaio

  • Cinquanta sfumature di nero (film non originale)

6 gennaio

  • It follows (film non originale)

8 gennaio

  • Ray Donovan (serie non originale, stagione 6)

9 gennaio

  • Godzilla: Mangiapianeti (film originale)

10 gennaio

  • Quando gli eroi volano (serie originale, stagione 1)

11 gennaio

  • Titans (serie originale, stagione 1)
  • Sex Education (serie originale, stagione 1)
  • Compagni di università (serie originale, stagione 2)
  • Remastered: Massacre at the Stadium (documentario originale)

14 gennaio

  • Manchester by the Sea (film non originale)

15 gennaio

  • Sebastian Maniscalco: Stay Hungry (show originale)

17 gennaio

  • American Crime Story II – L’assassinio di Gianni Versace (serie non originale)

18 gennaio

  • Close (film originale)
  • Il grande Lebowski (film non originale)
  • Psycho (film non originale)
  • Grace and Frankie (serie originale, stagione 5)
  • Carmen Sandiego (serie originale, stagione 1)
  • Star Trek: Discovery (serie originale, stagione 2)

25 gennaio

  • Polar (film originale)
  • Unbreakable Kimmy Schmidt (serie originale, stagione 4 parte 2)

28 gennaio

  • Il discorso del Re (film non originale)

29 gennaio

  • Gabriel Fluffy Iglesias: One show fits all (show originale)

31 gennaio

  • The Impossible (film non originale)
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È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino in concorso a Venezia 78

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È stata la mano di Dio

Dopo l’annuncio che il film sarà presentato in concorso a Venezia 78, sono arrivate le prime immagini di È stata la mano di Dio, nuovo film scritto e diretto da Paolo Sorrentino e prodotto da The Apartment, società del gruppo Fremantle. Dopo la presentazione a Venezia, È stata la mano di Dio sarà distribuito su Netflix e in cinema selezionati, nel corso del 2021. Il nuovo film di Sorrentino attingerà sia dalla sua conclamata passione per Diego Armando Maradona, mancato pochi mesi fa, sia da alcuni risvolti della stessa vita del regista. Un’opera intima e personale, che avrà per protagonisti Toni Servillo, Filippo Scotti, Teresa Saponangelo, Marlon Joubert, Luisa Ranieri, Renato Carpentieri, Massimiliano Gallo, Betti Pedrazzi, Biagio Manna, Ciro Capano, Enzo Decaro, Lino Musella e Sofya Gershevich. Ecco le prime immagini ufficiali.

Le prime foto di È stata la mano di Dio
È stata la mano di Dio

Foto di Gianni Fiorito

Questa la sinossi ufficiale di È stata la mano di Dio:

Dal regista e sceneggiatore Premio Oscar Paolo Sorrentino (Il Divo, La grande bellezza, The Young Pope) la storia di un ragazzo nella tumultuosa Napoli degli anni Ottanta. Una vicenda costellata da gioie inattese, come l’arrivo della leggenda del calcio Diego Maradona, e una tragedia altrettanto inattesa. Ma il destino trama dietro le quinte e gioia e tragedia s’intrecciano, indicando la strada per il futuro di Fabietto. Sorrentino torna nella sua città natale per raccontare la sua storia più personale, un racconto di destino e famiglia, sport e cinema, amore e perdita.

L’immagine di copertina dell’articolo è di Gianni Fiorito.

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A Classic Horror Story: recensione del film italiano Netflix

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A Classic Horror Story

Per il cinema horror americano contemporaneo, possiamo sbilanciarci nell’affermare che esiste inequivocabilmente un prima e dopo Quella casa nel bosco di Drew Goddard, che ha dato nuova linfa al genere con una commistione più unica che rara di mistero, gore, commedia e citazionismo. Un cinema dentro il cinema, genuinamente derivativo ma capace di essere al tempo stesso genuino e originale. Fra qualche anno, siamo convinti che considereremo A Classic Horror Story, disponibile da qualche giorno su Netflix, l’opera che allo stesso modo ha dato stimoli e verve all’intero cinema di genere italiano, ridotto ormai da troppi anni, e non sempre per colpa sua, all’irrilevanza dal punto di vista commerciale. Il merito di tutto questo è dei registi dell’opera Roberto De Feo e Paolo Strippoli, ma anche della tanto vituperata Netflix, che ha dato a un horror italiano la visibilità internazionale che mancava dai tempi del miglior Dario Argento.

A Classic Horror Story: violenza, citazionismo e colpi di scena

A Classic Horror Story

Ci troviamo in Calabria, dove cinque persone decidono di condividere un viaggio in camper per raggiungere le rispettive mete. Il viaggio dell’eterogeneo gruppo, all’interno del quale si distinguono lo studente di cinema Fabrizio (Francesco Russo) e la giovane incinta Elisa (Matilda Lutz), subisce un’imprevista svolta quando il loro camper si schianta contro un albero. Dopo aver perso conoscenza, i protagonisti si ritrovano in un bosco isolato da tutto e da tutti, apparentemente lontano dalla strada su cui viaggiavano. Inoltre, nonostante i loro sforzi, non riescono a lasciare il luogo in cui si trovano, che li imprigiona in un’atmosfera torbida e sinistra. Con lo sconforto e la disperazione che aumentano, irrompono in scena anche delle misteriose presenze, legate alle tradizioni popolari locali. Comincia così un incubo in cui non si intravede la via d’uscita.

Sarebbe ingiusto dire di più su una trama ricca di colpi di scena e di geniali intuizioni narrative, che proseguono anche durante i titoli di coda. A Classic Horror Story è un lavoro lontanissimo dagli innumerevoli horror scontati e prevedibili in ogni loro risvolto che affollano le sale e le piattaforme streaming negli ultimi anni. De Feo e Strippoli mettono infatti in scena un’opera che trae il meglio da tutto ciò di cui è composta, come la fantasia che contraddistingue i creativi italiani (quasi sempre affossata da scelte distributive deleterie), un insieme di miti e credenze popolari che non ha nulla da invidiare a quello statunitense, il desiderio di confrontarsi a testa alta con l’immaginario horror americano degli ultimi decenni e soprattutto delle eccellenze nei rispettivi campi, come il direttore della fotografia Emanuele Pasquet, già collaboratore di De Feo per il pregevole The Nest (Il nido).

Fra Wes Craven e Lucio Fulci

A Classic Horror Story è un mix cinefilo davanti a cui è impossibile rimanere indifferenti. Con un coraggio e una libertà creativa impensabili per un film destinato a una distribuzione tradizionale, i registi giocano con il folk horror di The Wicker Man e Midsommar – Il villaggio dei dannati, innestando sugli archetipi di questo filone la leggenda di Osso, Mastrosso e Carcagnosso, noti per essere i fondatori delle tre più importanti organizzazioni mafiose. Uno spunto che al suo interno contiene quindi già un forte elemento di critica sociale, che emerge ancora più chiaramente nel corso di A Classic Horror Story, che non esita a farsi beffe del gusto dello spettatore medio, portatore nella maggior parte dei casi di una doppia morale sulla violenza al cinema e in televisione, e anche dello stesso racconto che porta avanti, con squisiti dialoghi metacinematografici che ricordano il fondamentale Scream di Wes Craven.

De Feo e Strippoli seguono le orme dei maestri Mario Bava, Argento e Lucio Fulci, cercando sempre e comunque la cura di ogni dettaglio tecnico e scenografico e abbandonandosi senza alcun freno inibitorio alla potenza dell’immagine. Non siamo davanti a un mero divertissement cinematografico, ma a un vero slasher, capace di inquietare profondamente anche gli spettatori più navigati, con un campionario di efferatezze più uniche che rare all’interno del piatto panorama di genere nostrano. La cura riversata in questo progetto è evidente anche nella costruzione dei personaggi, che spesso sono il tallone d’Achille anche per i migliori horror. Pur con le loro bizzarrie, i protagonisti di A Classic Horror Story sono tridimensionali e mossi da problemi reali, come l’ingerenza della famiglia, il fallimento lavorativo o il desiderio di riscatto. Caratteristiche che consentono di empatizzare con i loro percorsi e di essere scossi emotivamente dagli eventi che li affliggono.

A Classic Horror Story scardina le ammuffite porte del cinema di genere italiano

A Classic Horror Story

A Classic Horror Story non è una ventata d’aria fresca, ma un vero e proprio tornado che scardina gli ammuffiti portoni di un intero sistema. Significativa in questo senso la scelta di utilizzare due dei brani più rassicuranti e poetici della canzone italiana, La casa di Sergio Endrigo e Il cielo in una stanza di Gino Paoli, in contrasto a sequenze di estrema violenza, in cui si possono facilmente riscontrare le influenze di Sam Raimi e Tobe Hooper. Un avvincente e sanguinolento viaggio nel meglio del cinema dell’orrore che abbiamo visto, che fa aumentare i rimpianti per quello che invece non abbiamo potuto vedere, perché mai realizzato. Un horror che riesce a essere al tempo stesso lacerante esplorazione del mito, pungente critica sociale e caccia al tesoro cinematografico, inequivocabile testimonianza del fatto che con Roberto De Feo e Paolo Strippoli abbiamo trovato due veri autori.

Overall
8/10

Verdetto

A Classic Horror Story è un evento più unico che raro per il nostro cinema, capace di fondere con intelligenza e raffinatezza il citazionismo, l’immaginario popolare e la critica sociale. Un’opera di cui andare fieri, che grazie a Netflix sarà vista in tutto il mondo.

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The Witcher: il teaser trailer della seconda stagione

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Nel corso della WitcherCon, primo evento virtuale dedicato ai fan e all’universo di The Witcher, sono state annunciate tante novità, incentrate soprattutto sulla serie live action e sul prossimo film anime. Per quanto riguarda la serie, abbiamo finalmente una data di uscita della seconda stagione e un breve teaser da ammirare, insieme al poster ufficiale del nuovo ciclo di episodi. La seconda stagione di The Witcher arriverà su Netflix il 17 dicembre. Scopriamo subito cosa ci aspetta.

Il teaser trailer della seconda stagione di The Witcher

The Witcher

Novità anche per il film The Witcher: Nightmare of the Wolf, che arriverà sulla piattaforma già il prossimo 23 agosto. Anche in questo caso, possiamo vedere una piccola anticipazione di quello che vedremo nelle prossime settimane su Netflix.

The Witcher: Nightmare of the Wolf: teaser del film anime

Questa la dichiarazione della showrunner della serie Lauren Schmidt Hissrich sul rapporto fra Geralt e Cirim che sarà esplorato nella seconda stagione di The Witcher:

La prima stagione si conclude con quella che penso sia una delle scene più emozionanti che abbiamo girato, ovvero quella in cui Geralt e Ciri si ritrovano dopo essersi cercati per tutta la stagione. Sembra di vedere la figura di un padre e quella di una figlia, come se fosse tutto perfetto, peccato che non si siano mai incontrati prima. È stato davvero divertente iniziare la seconda stagione pensando che non fossero ancora una famiglia e chiedendoci cosa potessero fare per diventarlo.

Da un lato abbiamo Geralt, che ha giurato di non aver bisogno di nessuno al mondo e poi gli viene presentata una ragazza, ora unicamente affidata a lui. E dall’altro abbiamo Ciri, che è abituata ad avere persone che si occupano di lei, ma scappa da tutti per un’intera stagione e poi le viene detto che Geralt si prenderà cura di lei. È stato davvero interessante iniziare la seconda stagione con due personaggi incerti su come stare e crescere insieme. Volevamo assicurarci che sembrasse una relazione autentica, che non fossero legati fin dall’inizio.

Queste invece le parole del protagonista Henry Cavill sul percorso del suo personaggio Geralt di Rivia:

Ho interpretato la prima stagione in modo libero, vedevamo Geralt nelle terre selvagge e senza obbligatoriamente dover intraprendere grandi dialoghi. Ho pensato che fosse meglio fare la parte dell’uomo che parla poco e che sembra stia pensando tanto. Questa era l’intenzione, ma poi, una volta entrato in contatto con Ciri e con i Witcher, ho pensato che avrei dovuto farlo parlare di più, lasciare che fosse prolisso, filosofico e intellettuale come veramente è. Non è solo un grosso vecchio bruto dai capelli bianchi.

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