All or Nothing: Juventus All or Nothing: Juventus

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All or Nothing: Juventus, il trailer della docu-serie Prime Video

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Amazon Prime Video e la Juventus annunciano la nuova docu-serie Amazon Original italiana All or Nothing: Juventus, che seguirà la squadra dietro le quinte durante tutta la stagione 2020/21. La serie sarà disponibile in esclusiva su Prime Video nel 2021, in 240 paesi e territori nel mondo.

All or Nothing: Juventus guiderà i tifosi e gli spettatori in un viaggio dietro le quinte del prestigioso club durante una stagione chiave, seguendo tutti gli eventi più importanti, a partire dall’arrivo del nuovo allenatore Andrea Pirlo. Le telecamere avranno accesso all’Allianz Stadium, allo Juventus Training Center Continassa di Torino, e, fuori dal campo, punteranno gli obiettivi sugli aspetti unici della squadra bianconera, profondamente radicata nella cultura e nella storia italiana, ma sempre rivolta al futuro. All or Nothing: Juventus mostrerà la determinazione, la tenacia e la dedizione necessarie per competere ai più alti livelli, offrendo ai fan uno sguardo esclusivo sui giocatori, sullo staff e su tutto il management del club. Di seguito, il trailer della serie.

Il trailer di All or Nothing: Juventus

Questa la dichiarazione di Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer della Juventus:

Siamo estremamente orgogliosi di essere tra i partner internazionali del franchise All or Nothing. All or Nothing: Juventus rappresenta un ulteriore passo avanti nell’evoluzione costante del nostro club. La collaborazione con Amazon Prime Video suggella il perfetto connubio tra due brand riconosciuti a livello globale e mossi da una spinta costante verso le sfide, il cambiamento e la capacità di creare in modo innovativo. Non vediamo l’ora di mostrare al mondo cos’è realmente il brand Juventus e cosa significa davvero, grazie all’innegabile qualità e allo stile inconfondibile della serie All or Nothing.

Queste invece le parole di Nicole Morganti, Head of Amazon Originals, Italia:

Siamo entusiasti di iniziare questo viaggio con un club prestigioso come Juventus e di offrire al pubblico italiano e internazionale uno sguardo straordinario e senza precedenti su una delle squadre più appassionanti al mondo. All or Nothing è divenuto un franchise riconoscibile per l’eccellente qualità produttiva e per la capacità di offrire accesso esclusivo al dietro le quinte, e questa nuova serie italiana seguirà le orme dei suoi fortunati predecessori. Non vediamo l’ora che i clienti Prime di tutto il mondo possano vivere da vicino le sfide quotidiane che questa straordinaria squadra di campioni dovrà affrontare in quella che sarà una stagione memorabile.

La docu-serie sarà disponibile in esclusiva su Prime Video nel 2021. Sarà prodotta da Fulwell 73 (I Am Bolt, ‘Til I Die, The Class of ‘92) con gli Executive Producer Leo Pearlman e Ben Turner, e con lo Showrunner Richard Cooke. All or Nothing: Juventus fa parte del franchise All or Nothing, che annovera già le docu-serie calcistiche All or Nothing: Manchester City e il più recente All or Nothing: Tottenham Hotspur. La serie si unirà al crescente catalogo di Prime Video che include migliaia di show e film tra cui la prima produzione italiana Amazon Original Celebrity Hunted – Caccia all’uomo, il documentario FERRO dedicato al cantante italiano Tiziano Ferro e serie internazionali premiate e acclamate dalla critica quali Tom Clancy’s Jack Ryan, The Boys, Homecoming e The Marvelous Mrs. Maisel, tutte disponibili senza costi aggiuntivi per i clienti Prime.

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Licorice Pizza: il primo trailer del film di Paul Thomas Anderson

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È da poco online il primo trailer ufficiale del nuovo lavoro di Paul Thomas Anderson, intitolato Licorice Pizza. Il film, che arriverà in alcune sale statunitensi il prossimo 26 novembre per poi allargarsi a tutta la nazione per Natale, prende il titolo da un’omonima catena di negozi di dischi fondata in California negli anni ’70. I protagonisti di Licorice Pizza sono Alana Haim e Cooper Hoffman, entrambi al loro debutto sul grande schermo. Quest’ultimo è il 18enne figlio di Philip Seymour Hoffman, che prima della sua tragica e prematura scomparsa aveva preso parte a ben 5 film di Paul Thomas Anderson. Accanto ai giovani protagonisti, ci saranno Sean PennTom WaitsBradley CooperBenny Safdie. Al momento, non è ancora stata annunciata la data di uscita in Italia. Vediamo subito cosa ci aspetta.

Il trailer ufficiale di Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson

Licorice Pizza si concentrerà dunque su Alana Kane e Gary Valentine, e sulla loro crescita e il loro innamoramento nella cornice della San Fernando Valley del 1973. Il film è scritto e diretto da Paul Thomas Anderson e, come abbiamo appena sentito, può contare sulla presenza nella colonna sonora dell’indimenticabile Life on Mars? di David Bowie. Non ci resta quindi che attendere ancora qualche settimana per ammirare sul grande schermo la nuova fatica di questo formidabile regista statunitense.

Questo il poster ufficiale del film:
Licorice pizza

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Tre piani: recensione del film di Nanni Moretti

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Tre piani

Dopo l’accoglienza glaciale ricevuta durante lo scorso Festival di Cannes, è arrivato nelle sale italiane Tre piani, tredicesimo lungometraggio di finzione di Nanni Moretti. Il primo progetto del regista basato su un soggetto non suo (si tratta di un adattamento dell’omonimo romanzo di Eshkol Nevo), ma anche il film successivo a Mia madre, che chiudeva idealmente il cerchio del suo cinema più personale e autobiografico. Questi spunti lasciavano già presagire un’opera aliena nella filmografia di Moretti, ma Tre piani va oltre ogni previsione, diventando potenzialmente respingente anche per gli appassionati più sfegatati del cineasta romano. Tanto per cominciare, per la prima volta nel cinema di Moretti non c’è il minimo spunto comico e anche la speranza, che animava persino le opere più tragiche del regista, è ridotta al lumicino, soffocata da un’atmosfera lugubre ed eticamente misera.

Inoltre, è sorprendentemente fuori dal quadro la politica, che affiora soltanto in una breve sequenza ambientata in un centro di accoglienza per i migranti, in una delle tante deviazioni dall’opera originale, che affronta invece le complessità della società israeliana. Ultimo ma non meno importante punto è l’apporto dello stesso Moretti davanti alla macchina da presa, limitato a un personaggio secondario e quasi mai in scena, che il regista caratterizza con una recitazione cantilenante e quasi robotica, totalmente inespressiva.

Tre piani: squallore, distacco e solitudine nel nuovo film di Nanni Moretti

I tre piani del titolo sono quelli di una palazzina romana, in cui vivono altrettante famiglie alle prese con un grave disagio. Il primo piano è quello di Lucio e Sara (Riccardo Scamarcio ed Elena Lietti), genitori che hanno l’abitudine di affidare la loro figlia agli anziani dirimpettai. Quando uno dei vicini si perde insieme alla bambina, Lucio diventa letteralmente ossessionato dalla possibilità che sua figlia abbia subito una violenza, mentre l’adolescente nipote dei dirimpettai manifesta interesse per lui. Il secondo piano è quello di Monica (Alba Rohrwacher), madre lasciata costantemente sola dal marito Giorgio (Adriano Giannini) e costretta ad affrontare quotidianamente la solitudine e la sua fragile psiche. Al terzo piano risiedono infine Dora (Margherita Buy) e Vittorio (Nanni Moretti), giudici costretti a confrontarsi con un omicidio stradale commesso dal loro figlio in stato di ebbrezza.

Nanni Moretti modifica radicalmente l’impostazione del romanzo, intrecciando storie che originariamente erano separate e scandendo la narrazione con bruschi salti temporali di 5 anni. Non è un caso che l’intersezione fra le storie cominci con un funerale, che è al tempo stesso una ideale prosecuzione della morte della madre del protagonista del già citato Mia madre e il simbolo dell’atmosfera funerea che attraversa Tre piani. La morte e il distacco alimentano un racconto che ragiona sul passaggio di testimone fra diverse generazioni, con quelle più adulte che si dimostrano sempre inadeguate, immobili, immutate persino nel trucco nonostante il passare degli anni, mentre i giovani si rivelano malleabili, progressisti, capaci di accettare e superare gli errori dei propri genitori e persino i traumi subiti.

«Te lo meriti», urla il figlio di Vittorio mentre lo prende a calci, citando il Michele Apicella di Ecce bombo e scaricando contemporaneamente su un’intera generazione il peso dei propri sbagli.

Un’opera fredda e lugubre
Tre piani

Proprio nel Riccardo Scamarcio uguale a se stesso nonostante il passare del tempo, in contrapposizione ai giovani che cambiano addirittura interprete, nella recitazione fredda e assente dello stesso Moretti, o in quegli interni così asettici e anonimi, tipici di una dozzinale fiction televisiva, risiede il senso ultimo di Tre piani, che cerca di trasformare la forma in contenuto per fare cadere la maschera di finta felicità e falsa rettitudine che indossano i suoi personaggi. Anche se l’intento è chiaro e per certi versi nobile, non basta per nascondere i limiti di un’opera che si accartoccia sempre più su se stessa, prigioniera del suo ostentato minimalismo e della voluta piattezza della sua messa in scena, oltre che moralmente ambigua nella rappresentazione di un abuso ai danni di una minorenne.

Anche i pochi spunti più tipicamente morettiani, come gli inserti onirici con protagonista Alba Rohrwacher (suo è il personaggio meno risolto e paradossalmente più umano di Tre piani) e la milonga per le strade, non bastano a risollevare un’opera che nell’intento di svuotare i propri protagonisti finisce purtroppo per svuotare anche se stessa. Un racconto che, a dispetto del titolo e della stessa carriera di Moretti, finisce per annullare i propri molteplici potenziali piani di lettura, abbandonandosi a una mesta e sfiancante rappresentazione di una società sempre più chiusa in se stessa e sempre più priva di collegamenti umani, nella quale non si intravede però né una via di uscita, né un qualsiasi spunto di analisi o dibattito.

Tre piani è la ciambella senza buco di Nanni Moretti

Tre piani

Siamo noi i primi a essere amareggiati nel valutare negativamente l’ultimo lavoro di una colonna portante del cinema italiano, a cui va tutto il nostro immutato affetto e la nostra più profonda devozione, ma Tre piani è purtroppo una rumorosa battuta di arresto in una carriera che ci auguriamo si risollevi già a partire dal prossimo film. La ciambella senza buco di un autore che vogliamo continuare ad amare e ammirare per il suo sguardo lucido, disincantato ma sempre umano sulla società e non per questo spaccato lacerante, ma al tempo stesso freddo e amorfo, dei nostri tempi.

Tre piani è nelle sale italiane dal 23 settembre, distribuito da 01 Distribution.

Overall
4.5/10

Verdetto

Purtroppo, Tre piani rappresenta un passaggio a vuoto in una carriera che ha scritto pagine indelebili del nostro cinema come quella di Nanni Moretti. Un’opera talmente fredda e minimale da risultare vuota e incapace di comunicare una qualsivoglia emozione allo spettatore.

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Roger Michell: morto a 65 anni il regista di Notting Hill

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Roger Michell

Un altro lutto colpisce la comunità cinematografica. PA Media riporta infatti che all’età di 65 anni è morto il regista sudafricano Roger Michell, celebre soprattutto per la sua commedia romantica del 1999 Notting Hill. La triste notizia è stata confermata dall’agente del cineasta, che in una dichiarazione concessa alla medesima agenzia ha espresso il cordoglio della sua famiglia.

Roger Michell: gli omaggi di amici e colleghi
Notting Hill

Regista versatile e prolifico, Roger Michell si è avvicinato alla regia già in tenera età presso il Royal Court Theatre. La sua infanzia trascorsa in giro per il mondo, per via del lavoro del padre come diplomatico, ha fornito al regista uno sguardo aperto e mai banale, che si rifletteva sulle sue opere. Con la stessa abilità, ha saputo infatti districarsi con le pagine di Jane Austen nell’adattamento di Persuasione, con drammi intensi come il recente Blackbird – L’ultimo abbraccio e con commedie del calibro de Il buongiorno del mattino e The Duke. È però alla rom-com Notting Hill che Roger Michell deve gran parte del proprio successo. Grazie anche alle prove di Julia Roberts e Hugh Grant, protagonisti di una storia d’amore senza tempo nell’omonimo quartiere londinese, il film incassa oltre 360 milioni di dollari, diventando immediatamente un’opera di culto. 

Non mancano gli omaggi alla memoria del regista. Fra i tanti, è particolarmente toccante quello di Kate Winslet:

Abbiamo il cuore spezzato perché abbiamo perso il più gentile e il migliore degli uomini. Roger Michell era un padre di famiglia amorevole e devoto, ma era anche responsabile della riunione di altre famiglie, famiglie creative, in tutto il mondo. Io e il cast del suo film Blackbird gli saremo eternamente grati per il legame che ha stretto tra tutti noi. Lo piangiamo profondamente oggi, ma custodiremo e sosterremo la sua memoria e il suo spirito puro e magico. Un uomo veramente grande e buono da cui abbiamo imparato tanto. Un regista geniale. Un uomo meraviglioso, che ha reso il mondo un posto migliore. Siamo fortunati per averlo conosciuto e siamo rimasti profondamente colpiti dalla sua dolcezza e dal suo onnipotente cuore di leone.

 

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