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Al Pacino e l’Oscar per Scent of a Woman: il video e il discorso tradotto
Il 29 marzo 1993, al Dorothy Chandler Pavilion, Jodie Foster consegna ad Al Pacino il primo Oscar della sua carriera, vinto per la sua prova in Scent of a Woman – Profumo di donna. La prima statuetta dopo 20 anni e 7 candidature andate a vuoto dal 1973 in poi, compresa una della stessa sera poco prima del trionfo, quella come non protagonista di Americani.
La prima battuta del discorso si concentra proprio su questa striscia di sconfitte, mentre la seconda parte, che l’attore dichiara di essersi scritto perché non è abituato a queste occasioni, ruota attorno a una ragazza incontrata a un’iniziativa nel South Bronx, il quartiere dove Pacino è cresciuto.
Il video del discorso di Al Pacino
Il discorso di Al Pacino, tradotto in italiano
Mi avete rotto la striscia. Ero a un evento di recente, grazie mille per questo, tra l’altro, ero a una cosa cerimoniale come questa di recente, e non avevo un discorso. Continuavo a infilare la mano in tasca per cercare un discorso, ma non ne avevo mai scritto uno. Adesso però ce l’ho. È qui, e avrei dovuto bere un po’ d’acqua prima di salire perché ho la bocca secca. Ma vi ringrazio e devo solo dire…
Prima di tutto, non so dove sia in sala, non riesco a individuarlo, ma devo ringraziarlo. Sono completamente in debito con Marty Brest, che ha diretto il film e che aveva un amore così grande per questo personaggio che ho interpretato. E quell’amore è ciò che mi ha trasmesso ogni giorno, quindi ti ringrazio, Marty, per questo. Ringrazio Bo Goldman, che ha scritto un tipo così complicato, interessante e divertente che potrebbe essere e sarebbe il ruolo dei sogni di qualsiasi attore. Quel ruolo era così grande. Ringrazio Chris O’Donnell, il mio compagno di scena. Ha reso ogni giorno un piacere per me. E ringrazio naturalmente il meraviglioso sostegno del cast e della troupe. Voglio anche ringraziare Tom Pollock e Casey Silver alla Universal Pictures, e il mio agente Rick Nicita, che mi ha spinto a fare questo ruolo e che di fatto mi ha minacciato se non l’avessi fatto, perché per qualche ragione io non volevo farlo. Ira Lewis, mio amico e collega, che mi ha aiutato, Ira Lewis. E la Associated Blind per il generoso sostegno che mi ha dato.
Se mi concedete un minuto: non sono abituato a queste cose, quindi ho dovuto scrivermelo. Ho avuto questo pensiero, e ho pensato che se mai fossi salito quassù l’avrei detto. Sono stato molto fortunato. Ho trovato presto nella vita il desiderio per quello che faccio, e sono fortunato perché ho avuto persone che hanno incoraggiato quel desiderio, da Lee Strasberg al mio grande amico e mentore Charlie Laughton, fino ai grandi scrittori e registi con cui ho avuto la fortuna di lavorare. Ora, di recente mi si è avvicinata una ragazzina. Ero a un’iniziativa per il South Bronx, che è il posto da cui vengo. E lei mi ha detto che l’avevo incoraggiata, e non necessariamente con il mio lavoro ma solo per il fatto che venivamo dallo stesso posto. E non riesco a dimenticare quella ragazzina, e non riesco a dimenticare i ragazzini là fuori che stasera magari stanno pensando che se ce l’ha fatta lui posso farcela io. Quindi questo è davvero un momento di orgoglio e di speranza per me, perché voglio ringraziare l’Academy per averci fatto il dono dell’incoraggiamento. E questo è un dono, un grande dono per me. Vi ringrazio tutti, davvero. Grazie.
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Brad Pitt, il discorso dell’Oscar per C’era una volta a… Hollywood tradotto in italiano

Il 9 febbraio 2020, al Dolby Theatre, Regina King consegna a Brad Pitt l’Oscar per il miglior attore non protagonista in C’era una volta a… Hollywood. Si tratta della sua quarta candidatura come attore e la prima vittoria: una statuetta l’aveva già ritirata nel 2014, ma da produttore, per 12 anni schiavo.
Brad Pitt interpreta Cliff Booth, la controfigura di un attore in declino nella Hollywood del 1969. La battuta d’apertura sui quarantacinque secondi si spiega con la cronaca di quei giorni: il Senato americano aveva appena deciso di non ascoltare testimoni nel processo di impeachment a Donald Trump, e l’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton non era stato chiamato a deporre.
Il passaggio più rilevante però, è un altro: Pitt usa il proprio minuto per chiedere riconoscimento agli stuntman e ai coordinatori delle controfigure, lavoratori che all’epoca non aveva una propria categoria agli Oscar. Il fatto che lo dica dopo aver vinto interpretando uno stuntman non è casuale.
Nel finale ci sono i suoi inizi: il cinema all’aperto dove i genitori lo portavano a vedere Butch Cassidy, il trasferimento a Los Angeles in automobile, e il ringraziamento a Geena Davis e Ridley Scott, che nel 1991 gli avevano dato la prima vera occasione con Thelma & Louise.
Il video del discorso di Brad Pitt
Il discorso di Brad Pitt, tradotto in italiano
Wow. Grazie. Questo è incredibile, davvero incredibile. Grazie all’Academy per questo onore fra gli onori. Mi hanno detto che ho solo quarantacinque secondi quassù, che sono quarantacinque secondi in più di quelli che il Senato ha concesso a John Bolton questa settimana. Sto pensando che magari Quentin ci fa un film; alla fine gli adulti fanno la cosa giusta.
Questo [mostrando l’Oscar] riguarda davvero Quentin Jerome Tarantino. Sei originale. Sei unico nel tuo genere. L’industria del cinema sarebbe un posto molto più arido senza di te. E amo lo spirito che hai dato a Cliff Booth: cerca il meglio nelle persone, aspettati il peggio, ma cerca il meglio. Leo, io mi attacco alle tue falde quando vuoi, amico; il panorama è fantastico. E al resto del cast e della troupe: il grande, cattivo Bob Richardson; Robert Garcia; Richie; il mio amico Mike Moh. E sapete, voglio anche dire, mentre stiamo facendo tutto questo, che penso sia ora di dare un po’ d’affetto ai nostri coordinatori degli stunt e alle nostre squadre di controfigure. Sentite, sono un po’ stordito. Non sono uno che si volta indietro, ma questo me l’ha fatto fare. E penso ai miei genitori che mi portavano al cinema all’aperto a vedere Butch e Sundance, e a quando ho caricato la macchina e mi sono trasferito qui, e a Geena e Ridley che mi hanno dato la prima occasione, e a tutte le persone meravigliose che ho incontrato lungo la strada per arrivare a essere qui adesso. C’era una volta a Hollywood: e non è forse la verità? Questo è per i miei figli, che danno colore a tutto quello che faccio; vi adoro. Grazie.
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Martin Scorsese e l’Oscar per The Departed: il video e il discorso tradotto

Il 25 febbraio 2007, al Kodak Theatre, il premio per la miglior regia viene consegnato da Steven Spielberg, George Lucas e Francis Ford Coppola insieme. Aprono la busta e chiamano Martin Scorsese per The Departed – Il bene e il male.
È il primo Oscar della sua carriera. Era la sesta candidatura alla regia, dopo Toro scatenato, L’ultima tentazione di Cristo, Quei bravi ragazzi, Gangs of New York e The Aviator. La scelta dei tre presentatori (amici e coetanei, tutti già vincitori) si trasforma in omaggio collettivo.
La prima battuta di Scorsese, dopo una lunghissima ovazione in piedi, è la richiesta di ricontrollare la busta. La parte centrale del discorso è il racconto di quanto quel premio mancante fosse diventato un fatto pubblico: perfetti sconosciuti glielo auguravano per strada, in ascensore, dal medico. Infine, gli immancabili ringraziamenti.
Il video del discorso di Martin Scorsese
Il discorso di Martin Scorsese, tradotto in italiano
Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Rick! Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Per favore, per favore. Grazie. Grazie. Potreste ricontrollare la busta? Grazie. Voglio dire, sono sopraffatto da questo onore da parte dell’Academy e anche dall’onore di essere premiato dai miei vecchi, vecchissimi amici. Ci conosciamo da trentasette anni. Sono così commosso. Sono così commosso.
Devo ringraziare Alan Horn della Warner Bros. e Dan e Jeff, e devo ringraziare i nostri produttori Brad Grey e Graham King e Mac Brown e il mio vecchio amico Joe Reidy, lavoriamo insieme da vent’anni. E Rick Yorn e John Lesher e Chris Donnelly e Ari Emanuel. E quella sceneggiatura folle di Bill Monahan che mi ha cacciato in tutti questi guai fin dall’inizio. E il film originale di Andrew Lau da Hong Kong, il meraviglioso cinema asiatico. E Michael Ballhaus alla macchina da presa e la meravigliosa colonna sonora di Howard Shore e la mia vecchia, cara amica Thelma Schoonmaker. Ellen Lewis per il casting. E tantissimo di tutto questo appartiene al cast, non riesco a dirvelo. Jack Nicholson per il suo coraggio e la sua ispirazione. Leo DiCaprio, sei anni e mezzo di lavoro insieme; ne spero altri dodici, altri quindici. Mark Wahlberg, Matt Damon, Alec Baldwin, Ray Winstone e Vera Farmiga e Marty Sheen.
Voglio dire anche che tantissime persone, nel corso degli anni, me lo hanno augurato, degli sconosciuti, capite. Cammino per strada e la gente mi dice qualcosa, entro in uno studio medico, entro in un… qualunque cosa… negli ascensori, la gente dice: “Dovresti vincerne uno, dovresti vincerne uno”. Vado a fare una radiografia: “Dovresti vincerne uno”. E io dico: “Grazie”. E poi amici miei nel corso degli anni e amici che stasera sono qui lo hanno augurato a me e alla mia famiglia. Vi ringrazio. Questo è per voi. E voglio ringraziare mia figlia Cathy, che è qui stasera, che ha lavorato al film. E Domenica, mia moglie Helen, e la nostra piccola Francesca, che ha sette anni e che ci sta guardando proprio adesso. Francesca, resta sveglia altri dieci minuti, ma poi salta su e giù e fai un sacco di rumore in albergo. Va bene. Ci vediamo domattina. Grazie.
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Jack Nicholson e l’Oscar per Qualcuno volò sul nido del cuculo: il video e il discorso tradotto

Il 29 marzo 1976, al Dorothy Chandler Pavilion, Art Carney consegna a Jack Nicholson il primo dei suoi tre Oscar. È il premio per Qualcuno volò sul nido del cuculo, che quella sera fa cappotto: miglior film, regia a Miloš Forman, attore, attrice a Louise Fletcher e sceneggiatura non originale. Era dal 1934, con Accadde una notte, che nessun film riusciva a vincere tutte e cinque le categorie principali.
Per Nicholson era la quinta candidatura in sette anni, dopo Easy Rider, Cinque pezzi facili, L’ultima corvée e Chinatown. Poco prima della sua categoria era stato consegnato un premio alla carriera a Mary Pickford, e Nicholson ne approfitta per una stoccata sul rapporto fra attori e denaro, che prepara la battuta finale sul proprio agente.
Il video del discorso di Jack Nicholson
Il discorso di Jack Nicholson, tradotto in italiano
Be’, immagino che questo dimostri che di matti nell’Academy ce ne sono tanti quanti dappertutto. Ma, visto che me ne date l’occasione, sono davvero felice di avere la possibilità di ringraziare Saul e Michael e Louise e Brad e Lawrence e Bo, e tutti i ragazzi della compagnia, tutta la brigata degli svitati. E vorrei ringraziare la signorina Pickford che, per inciso, credo sia stata la prima attrice a ottenere una percentuale sui propri film. E a proposito di percentuale, ultimo ma non ultimo, il mio agente, che circa 10 anni fa mi consigliò che fare l’attore non era affar mio. Grazie.

